Servizio Informazione Religiosa - Direttore: Paolo Bustaffa | Versione Acccessibile | Mappa del Sito |
CercaMotore di Ricerca
Chi Siamo | i Nostri Servizi | Scrivici | Credits

Domenica 5 settembre
Domenica 29 agosto
Domenica 22 agosto
Assunzione della B.V.Maria
Domenica 8 agosto
Domenica 1 agosto
Domenica 25 luglio
Domenica 18 luglio
Domenica 11 luglio
Domenica 4 luglio
Domenica 27 giugno
Domenica 20 giugno
Domenica 13 giugno
Corpus Domini
Santissima Trinità
Domenica di Pentecoste
Ascensione del Signore
VI domenica di Pasqua
V domenica di Pasqua
IV domenica di Pasqua
III domenica di Pasqua
II domenica di Pasqua
Domenica di Pasqua
Veglia Pasquale
Giovedì Santo
Domenica delle Palme
Annunciazione del Signore
V domenica di Quaresima
San Giuseppe
IV domenica di Quaresima
III domenica di Quaresima
II domenica di Quaresima
I domenica di Quaresima
Domenica 14 febbraio
Domenica 7 febbraio
Domenica 31 gennaio
Domenica 24 gennaio
Domenica 17 gennaio
Battesimo del Signore
Epifania del Signore
II domenica dopo Natale
Maria SS.ma Madre di Dio


Testimoni Digitali
Il Papa e la CEI
VANGELO DELLA DOMENICA
COMMENTO AL VANGELO
Domenica delle Palme

Ingresso di Gesù a Gerusalemme (Incisione di G.Doré)
Is 50,4-7; Fil 2,6-11; Lc 22,14-23,56

Chi oggi va a messa, vedrà che si inizia fuori dalla chiesa, con la processione delle palme, segno liturgico del trionfo del Signore e introduzione al racconto della sua passione.

Tutti a chiedere spiegazioni sul dolore e sulla sofferenza, dimenticando che "Dio non è venuto a spiegare la sofferenza: è venuto a riempirla della sua presenza" (Paul Claudel). Si esce dall'agonia e dall'angoscia solo alla condizione di trovarvi Dio. I cristiani, allora, non sono inviati nel mondo come ambasciatori della croce, ma come testimoni della sua resurrezione, di un amore così grande da superare ogni dolore e attraversare ogni morte. Un amore "fino alla fine".
Istruzioni per l'uso e la lettura sono quelle riportate dall'evangelista Luca: pregare per non soccombere nella prova. Un imperativo messo all'inizio e alla fine del racconto evangelico.

Più forti sono la fatica e la lotta, l'agonia e l'angoscia, più vigorosa si fa la preghiera. Gesù si aggrappa al Padre per vincere la gara decisiva. Agonia non è solo angoscia, è la tensione dell'atleta prima della gara e del soldato che combatte per la vita contro la morte. Una lotta che ha nel Getsemani il luogo del massimo spasimo, quello degli ultimi metri nella corsa. E Gesù è colto così, teso fino allo spasimo.

Sant'Ambrogio coglie nel segno e dice che Gesù "non ha preso l'apparenza dell'incarnazione, ma la realtà: doveva quindi prendere anche il dolore, per trionfare sulla tristezza, non per sfuggirla" al punto tale che "la Passione del Signore ha degli imitatori, non degli uguali". Un particolare fra i molti. Quanta dolcezza mostra Gesù verso lo stesso Giuda: "Con un bacio tu tradisci il Figlio dell'Uomo", come a dire "mi tradisci con un segno dell'amore?".

Anche la debolezza di Pietro è un insegnamento per tutti. La sua fragilità mostra l'impossibilità di resistere contando solo sulle nostre forze. Le lacrime di pentimento di Pietro lo trasformeranno e ad uno che sembra di non saper condurre neppure se stesso, verrà affidato il compito di guidare gli altri fratelli. Le lacrime di Pietro solo quelle di chi, nella Chiesa, arriva a pentirsi dei peccati. Ha iniziato il ladrone santificato sul palo e ancora inchiodato al legno. Gode della promessa del Signore in modo immediato, "oggi stesso".

Angelo Sceppacerca
[Stampa questa pagina] [ ]