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Annunciazione del Beato Angelico
Is 7,10-14; 8,10; Eb 10,4-10; Lc 1,26-38

Un capolavoro conosciutissimo dell'arte cristiana è l'Annunciazione del Beato Angelico. Due soli i personaggi: l'angelo Gabriele e Maria; in scala diversa rispetto all'architettura, più alti delle colonne; Maria addirittura altissima, senza proporzioni nei confronti dello stesso angelo, per indicare la sua eccelsa dignità di Madre di Dio. La Vergine siede su un rozzo sgabello, vestita di una tunica dello stesso colore dell'architettura e di un manto azzurro, bordato d'oro e foderato di verde. Mentre continua a fissare l'angelo, Maria si inchina, per obbedire alla volontà di Dio, e porta le mani al petto, per accogliere trepidante il Verbo che si fa carne. Gabriele, di profilo, si piega davanti a lei per renderle omaggio. Ha la freschezza di un giovinetto. La sua tunica è ricamata e bordata d'oro. Le sue ali sono variopinte e iridescenti, di ocra gialla e rossa e di terra verde. L'intento dell'artista è suggerire l'invito a imitare Maria, ad accogliere e a far crescere la presenza di Cristo in noi, ascoltando e mettendo in pratica la parola di Dio, per poi annunciarla anche agli altri.

Trovarsi dinanzi a un capolavoro come questo del Beato Angelico è emozionante e si sente forte l'invito a rientrare in noi stessi per meditare quello che si contempla. Cosa provò l'angelo Gabriele dinanzi a Maria, la piena di grazia? Qualcosa dell'emozione di Dio stesso nel sentir dire – finalmente - da una creatura: "Sì, come Dio vuole".

Trovarsi, per grazia straordinaria, dinanzi al volto di Maria, come fu per Bernadette, è appena immaginabile. La "Signora" non aveva ancora detto il suo nome; proprio il giorno dell'Annunciazione, 25 marzo 1858, disse nel dialetto dei Pirenei: "Io sono l'Immacolata Concezione". E Bernardette era corsa ripetendo: "Io sono l'Immacolata Concezione... Io sono l'Immacolata Concezione...". Arrivata di fronte al sacerdote, senza nemmeno dire buon giorno, ripeté: "Io sono l'Immacolata Concezione". La bambina non sapeva che significasse ed era certa d'aver portato il nome e forse il cognome della piccola bianca Signora.

Nazareth, sconosciuto villaggio dell'ultima provincia dell'Impero di Roma. Massabielle, la grotta dei maiali, alla periferia di un paesino dei Pirenei, dove nessuno avrebbe mai scommesso di trovare qualcosa di buono. Posti che non contano dove Dio trova la sola cosa necessaria, la parte migliore, il volto bello dell'umanità, l'immagine autentica del suo popolo, della Chiesa.

Il volto della Chiesa è certamente petrino. Abbiamo imparato, con gli ultimi successori di Pietro, a riconoscere anche il profilo mariano. Di più. Benedetto XVI, ricordando Giovanni Paolo II, non ha esitato ad affermare che il principio mariano nella Chiesa "è ancora più originario e fondamentale" di quello petrino e che questo va considerato alla luce di quello; Pietro alla luce di Maria. Ed ha spiegato: "L'icona dell'Annunciazione, meglio di qualunque altra, ci fa percepire con chiarezza come tutto nella Chiesa risalga lì, a quel mistero di accoglienza del Verbo divino, dove, per opera dello Spirito Santo, l'Alleanza tra Dio e l'umanità è stata suggellata in modo perfetto. Tutto nella Chiesa, ogni istituzione e ministero, anche quello di Pietro e dei suoi successori, è 'compreso' sotto il manto della Vergine, nello spazio pieno di grazia del suo 'sì' alla volontà di Dio".

Non c'è opposizione, naturalmente, tra le due dimensioni della Chiesa, quella mariana e quella petrina. Esse "si incontrano in quello che costituisce il compimento di entrambe, cioè nel valore supremo della carità, il carisma 'più grande', la 'via migliore di tutte', come scrive l'apostolo Paolo". Il profilo mariano è il principio dell'accoglienza dell'iniziativa divina, del dono della Parola che si fa carne. E all'accoglienza segue la risposta.

Tre sono i pilastri su cui si regge la Chiesa popolo di Dio: Parola, sacramenti e ministero ordinato. Essi sono il fondamento, la "roccia" (in questo senso il principio "petrino"). Non bastano, però, i soli pilastri. La Chiesa prende forma – volto – solo se trova una risposta accogliente. La prima fu quella di Maria, nel momento stesso della domanda di Dio portata dall'angelo. Ecco perché, sul volto di Maria, si disegna quello della Chiesa che le assomiglia in tutto. Maria, a sua volta, ha ripetuto a Bernadette l'invito alla conversione. Dall'annuncio a Maria all'annuncio al cuore di ogni uomo, in attesa di una risposta simile: "Eccomi, sono la serva del Signore; sia fatto di me secondo la tua parola".

Angelo Sceppacerca
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