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Europa, Mediterraneo e Processo di Barcellona
Thomas Jansen
Germania


Nicolas Sarkozy, presidente della Repubblica francese, è un protagonista instancabile del proprio successo in ambito internazionale. Per poter esigere la paternità di tutti i progressi compiuti, per sé stesso oppure per la Francia, che alla fine è la stessa cosa, produce incessantemente nuove idee, che ogni tanto creano problemi ai suoi partner. Infatti, queste idee non risultano sempre ponderate e non prendono in considerazione gli effetti e le conseguenze.
Questo è stato anche il caso della sua iniziativa volta all'istituzione di un'"Unione per il Mediterraneo" che Sarkozy ha gestito con verve durante i primi mesi della propria presidenza. Dovrebbe trattarsi di un'Unione di tutti gli stati del Mediterraneo, avente come obiettivo quello di realizzare politiche comuni per la risoluzione di problemi collettivi.
Sarkozy ha presentato questo tema sia ai Governi di Roma e di Madrid che a quelli delle capitali dei Paesi nord-africani e la reazione dei propri interlocutori è stata caratterizzata da un'approvazione cortese e vaga. L'entusiasmo non si è avvertito né a nord né a sud del Mare Nostrum.
I turchi hanno interpretato l'iniziativa come una manovra per tenerli lontani dall'Unione europea. Nei paesi del Maghreb è stato considerato come un tentativo di far rivivere la posizione di supremazia francese, mentre in Italia e in Spagna deve essere stato detto: aspettiamo un po' e vediamo a che punto arriverà l'amico francese.
Nell'ambiente dei Paesi del nord Europa, membri dell'Unione europea, che non sono stati neppure chiamati in causa, si è formata una certa resistenza. Angela Merkel, Cancelliere tedesco, si è resa portavoce dell'opposizione al progetto che in passato era stato concepito nell'Ue, che escludeva tutti gli stati membri che non si affacciava direttamente sul Mediterraneo e per il quale sussisteva il pericolo di una frattura.
Il presidente della Repubblica francese aveva voluto ignorare oppure tralasciare due aspetti: per prima cosa tutti gli stati membri dell'Unione europea, dal punto di vista politico, sono Paesi mediterranei, poiché l'Ue stessa confina con il Mediterraneo per migliaia di chilometri e in secondo luogo esiste una politica mediterranea dell'Ue che sicuramente non diverrebbe migliore né più efficiente se una parte degli stati membri dovesse attuare parallelamente una'altra propria politica mediterranea.
L'opposizione al progetto di Nicolas Sarkozy è stata espressa da Angela Merkel in ogni occasione che le si è presentata e anche al congresso dell'Ump, ossia il partito del presidente francese, al quale la Merkel era stata invitata in qualità di presidente del partito fratello tedesco, la Cdu. Il cancelliere tedesco ha mosso la propria critica anche in occasione degli incontri periodici dei capi di partito e di governo del Partito popolare europeo e ha accettato che a causa di ciò si venissero a creare dei malumori tra Parigi e Bonn.
Infine la Merkel, che poteva essere sicura di agire nel nome della maggioranza dei propri colleghi e capi di governo, è riuscita ad avere diversi colloqui a quattr'occhi con il proprio amico francese in merito all'integrazione dell'iniziativa di quest'ultimo nelle strutture e nelle politiche dell'Unione europea. Sulla base di questo accordo, il 13 marzo è stato deciso dal Consiglio europeo di rafforzare il Processo di Barcellona in atto dal 1996. Tale Processo riunisce l'Unione europea con tutti i Paesi confinanti con il Mediterraneo attraverso azioni comuni in materia di politica e sicurezza, di economia e sviluppo così come nella cultura (compreso il dialogo interreligioso). In futuro il Processo di Barcellona dovrà mostrare un profilo più delineato attraverso un nuovo sottotitolo "Unione per il Mediterraneo", un segretariato ed una presidenza, che sorvegli le attuazioni.
Nel luglio prossimo, con la presidenza francese dell'Ue, tutto ciò verrà formalizzato ed avviato.

- GLI ALLEGATI
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