Iniziative utili, perché possono creare una certa mentalità, al contrario di altre: però bisogna andare oltre. Don Tonino Lasconi, parroco a Fabriano ed esperto di questioni giovanili, commenta in questi termini al SIR il divieto di vendere alcolici ai minori di 16 anni su tutto il territorio della città di Milano, introdotto dal sindaco Letizia Moratti. Il rischio - spiega Lasconi - è che tutto si risolva in una trovata pubblicitaria, magari con un testimonial famoso per la pubblicità in tv. In questo modo, ci si scarica la coscienza, demandando poi ad altri il compito di risolvere il problema. Il grosso equivoco, commenta Lasconi, sta nel non comprendere che iniziative del genere servono a farci stare tranquilli, ma corrono il rischio di rivelarsi inutili. Se si continuano a dare ai giovani indicazioni di un tipo di vita che porta allo stordimento e allo sballo, non ci si deve poi sorprendere del fatto che i giovani siano tentati di aggirare lostacolo, magari mandando un amico che abbia compiuto i 16 anni a comprare lalcol. È quella che Lasconi definisce la soluzione della pasticca, in base alla quale si cura il sintomo, non la causa. Gli adulti, invece, devono capire che non si può curare con le cose tutto quello che non fa parte del mondo delle cose, ed impegnarsi realmente sul piano educativo.
Il Nord dovrebbe porsi il problema del Sud. Lo stesso assunto oggi è messo in discussione da coloro che sostengono che il Sud non dovrebbe essere un problema del Nord. Tale posizione si basa sul fatto che spesso negli ultimi 35 anni le risorse a favore del Sud sono andate sprecate. Così Antonio La Spina, docente di Sociologia allUniversità di Palermo, in unintervista al SIR (on line su Agensir.it, sezione Attualità, unitamente ad altri contributi tra cui uno sul Progetto Policoro) interviene sul recente Rapporto Svimez sulleconomia del Mezzogiorno. Purtroppo - sottolinea La Spina - le più grandi Regioni meridionali, Campania, Sicilia, Puglia e Calabria, si sono «impegnate» a dimostrare che le risorse destinate al Sud servono per aumentare la spesa pubblica, per creare posti di lavoro nel settore pubblico i cui reclutamenti sono senza criterio o di tipo clientelare, per indebolire la presenza dello Stato. Il Mezzogiorno dovrebbe quindi voltare pagina. La Chiesa, da parte sua, prosegue La Spina, sta giocando un ruolo fondamentale puntando su unidea lungimirante di unità nazionale e di cittadinanza. Abbandonare oggi il Sud al suo destino - conclude il sociologo - significa portare delle conseguenze sociali disastrose, con la conseguenza che se ne andranno tutti, tranne gli anziani.
Il Nord non guarda al Sud per la sua crescita, sottovalutando la dimensione della solidarietà, ma anche la convenienza economica a stare insieme, e questo determina una lontananza culturale. Ne è convinto Michele Colasanto, docente di sociologia allUniversità Cattolica di Milano, che in unintervista al SIR (on line su Agensir.it, sezione Attualità, unitamente ad altri contributi tra cui uno sul Progetto Policoro) commenta il Rapporto Svimez 2009 sulleconomia del Mezzogiorno, presentato la scorsa settimana. Il Sud, nota Colasanto, ha giovani brillanti che emigrano già prima della laurea, iscrivendosi alle università del Nord, capitale intellettuale pagato da tutti, e in particolare dalle famiglie del Sud, che viene speso al Nord. Secondo il sociologo, vi è, in questemigrazione, un paradosso: Una delle ragioni per cui i giovani «scappano» è che non trovano al Sud contesti lavorativi dove tendere alleccellenza. Meno cervelli significa minor sviluppo, e un minor sviluppo porta alla fuga. Da qui linvito a partire dalla valorizzazione delle risorse che ci sono e a cogliere il federalismo come unoccasione, purché sia solidale, con meccanismi perequativi.
Un fondo di 5 milioni di euro per la realizzazione di strutture, impianti, eventi sportivi e culturali. A stanziarlo l‘Istituto di credito sportivo, grazie a un accordo sottoscritto oggi con larcivescovo di Benevento, mons. Andrea Mugione. Parrocchie, oratori, enti ecclesiastici e religiosi - informa larcidiocesi - potranno accedere a finanziamenti a tassi agevolati, con un periodo di ammortamento fino a 25 anni e con un‘istruttoria semplice. Sarà possibile finanziare il 100% di ogni progetto approvato in merito a: costruzione, ampliamento, ristrutturazione di impianti sportivi e/o strumentali all‘attività sportiva, ivi compreso l‘acquisto di relativi terreni o aree; acquisto di immobili da destinare ad attività sportive o strumentali ad esse; promozione della cultura dello sport; gestione degli impianti sportivi; realizzazione di eventi sportivi; iniziative di sostegno e sviluppo di attività culturali; acquisto, costruzione, ristrutturazione e miglioramenti di luoghi ed immobili destinati ad attività culturali o strumentali ad esse. Referente dell‘arcidiocesi per informazioni sulle modalità di accesso al credito è l‘economo diocesano, don Maurizio Sperandeo.
Il tema scelto per questa edizione è: Maria, causa della nostra gioia. Imiteremo latteggiamento della Vergine Maria che ha lasciato Nazareth, con passo agile, per andare verso la cugina Elisabetta - evidenzia mons. Brollo -. La strada era lunga, numerose le asperità e le paure da superare, ma al termine del cammino avvenne lincontro, ci fu labbraccio delle madri e sgorgò il canto di esultanza, il Magnificat. Ed è proprio questo il cammino che desidero proporre a tutti voi. Guarderemo a Maria, la donna credente e capace di vivere il senso della festa. Ella, infatti, non si lascia rinchiudere nel vortice delle preoccupazioni, ma si abbandona al canto festoso delle opere di Dio. Il programma del pellegrinaggio dei tre popoli prevede larrivo dei pellegrini davanti al santuario della Beata Vergine delle Grazie alle ore 10.30. Alle 11 inizierà la celebrazione eucaristica presieduta dallarcivescovo di Udine, mons. Brollo, e concelebrata dal vescovo di Gurk-Klagenfurt, mons. Alois Schwarz, e dallarcivescovo di Lubiana, mons. Alojzij Uran. Come di consueto - informa il settimanale della diocesi di Udine - è prevista la partecipazione di altri vescovi di diocesi un tempo suffraganee di Aquileia. Ha già confermato la sua presenza il vescovo di Capodistria, mons. Metod Pirih (la sua diocesi confina con quella di Udine, in quanto comprende tutta la valle dellIsonzo slovena).
Esprimeremo la varietà delle nostre culture, testimonieremo la vitalità della nostra fede, fondata sulle comuni radici, capace di superare ogni confine e ogni barriera. Con queste parole larcivescovo di Udine, mons. Pietro Brollo, descrive il senso della 27ª edizione del pellegrinaggio dei tre popoli, in programma sabato 29 agosto a Udine. Si tratta di uniniziativa che coinvolge pellegrini delle diocesi italiane di Udine e Gorizia, di quelle slovene di Lubiana, Maribor e Capodistria, e di quelle austriache di Klagenfurt e Graz. Ogni anno una delle diocesi coinvolte ospita i pellegrini: questanno tocca allarcidiocesi di Udine; meta del pellegrinaggio è la basilica di piazza Primo Maggio, sotto lo sguardo amorevole della Madonna delle Grazie, nel santuario custodito fedelmente dai Servi di Maria da ben 530 anni, ricorda mons. Brollo. La data del 29 agosto, spiega larcivescovo nel suo messaggio rivolto a sacerdoti e fedeli friulani e pubblicato sullultimo numero del settimanale diocesano La Vita Cattolica, è stata scelta per venire incontro alle esigenze delle diocesi della Slovenia, impegnate precedentemente in un importante incontro ecclesiale. E così, come ogni anno, ci ritroveremo uniti alle Chiese sorelle di Gurk-Klagenfurt e di Lubiana, per vivere questa nuova assemblea di preghiera, di amicizia e di fraternità. (segue)
Tenere alta la guardia e vigilare per non lasciarsi prendere da proposte facili ma ambigue creando occasioni per la penetrazione mafiosa. Così il vescovo di Carpi, mons. Elio Tinti, è intervenuto oggi con una nota a proposito delle recenti operazioni di polizia che hanno portato allarresto di 44 esponenti del clan camorristico dei casalesi in territorio modenese. La mafia, denuncia mons. Tinti, è una realtà serpeggiante che sta inserendosi un po dovunque e bisogna essere attenti che le offerte di lavoro siano autentiche e oneste. Se non lo sono - ammonisce il vescovo - denunciare subito, per non assecondare la creazione di un vero e proprio sottobosco di attività illecite. Lepiscopato - ricorda - è sempre attento a questo tema e invita tutti a tenere alta la guardia: la camorra e tutte le mafie in genere costituiscono una sorta di contro-stato che non va in nessun modo favorito. Sul tema era intervenuto a settembre a Carpi, al convegno dinizio anno pastorale, mons. Giancarlo Maria Bregantini, arcivescovo di Campobasso-Boiano e già vescovo a Locri. La Chiesa, disse in quelloccasione mons. Bregantini, ha il compito di vigilare anche al Nord, senza paura e schiavitù: occorre essere attenti, con la coscienza pronta, capaci di capire la situazioni che cambiano.
Per stimolare, organizzare e rendere note le attività che si possono promuovere a favore dellinfanzia abbandonata, lOab (Ordine degli Avvocati del Brasile di San Paolo) ha creato la Commissione speciale per il diritto alladozione, che sarà presieduta dal consigliere Eli Alves Silva. Il tema delladozione in Brasile coinvolge gli interessi di tutti i membri della società - spiega Alves Silva - e questo è il motivo per cui lOrdine ha deciso di istituire la Commissione. Oltre agli avvocati, saranno invitati a far parte della Commissione anche i membri della Magistratura, del Magistero, del Consiglio degli psicologi, delle istituzioni preposte alleducazione e i professionisti in materia di adozioni. Tra i 250 mila avvocati iscritti allalbo di San Paolo, venti sono stati scelti dal presidente dellOab come membri della Commissioni: tra questi il responsabile di AiBi Brasile, lavvocato Carlo Berlini. Per Berlini si tratta di un importante traguardo, che conferma il riconoscimento dellassociazione come punto di riferimento per la tutela dei diritti dei minori abbandonati nel Paese. La carica si rinnova ogni anno. La prima riunione della Commissione avrà luogo nei primi giorni di agosto sotto la presidenza del presidente dellOab.
Sono acquistabili compilando lapposito modulo on-line i pacchi famiglia di prodotti tipici abruzzesi proposti dallAzione Cattolica come occasione di rilancio delle piccole imprese del comparto agro-zootecnico della provincia aquilana. Sul sito www.supportabruzzo.azionacattolica.it è possibile scegliere tra le proposte offerte (pacchi da 30, 50 e 100 euro) e inoltrare direttamente lordine. Lemergenza principale, per il rilancio della microeconomia - si legge sul sito - è attualmente legata allazzeramento dovuto al sisma del mercato tradizionale dei piccoli negozi di prodotti tipici, della ristorazione, del turismo enogastronomico e naturalistico. Le piccole aziende, oltre ai danni diretti sulle strutture, hanno quindi subito danni anche indiretti legati al crollo della propria economia. I prodotti provengono dal Consorzio parco produce che riunisce sette aziende agricole con sede nel Parco nazionale della Majella e nel Parco nazionale dAbruzzo.
Arriveranno domani a Macerata 45 pellegrini cinesi, provenienti da Hong Kong. Accompagnati da p. Franco Cumbo, superiore della comunità del Pime in Hong Kong, esploreranno i santuari dEuropa, passando anche per Macerata, Loreto e Medjugorie. Il pellegrinaggio è frutto dellintensificazione dei contatti tra il capoluogo marchigiano e i cinesi, in particolare le comunità cattoliche, sullesempio di padre Matteo Ricci, il gesuita marchigiano di cui nel 2010 ricorrerà il IV centenario della morte. Macerata - spiega una nota dellUfficio stampa diocesano - sta diventando una meta sempre più apprezzata da pellegrini e turisti cinesi che, con sempre maggiore frequenza, includono la città natale di Matteo Ricci tra le tappe dei loro viaggi in Italia. Il gruppo di cinesi, il 22 luglio, verrà accolto dalla Commissione diocesana p. Matteo Ricci nella Cattedrale di Macerata per un saluto di benvenuto; i pellegrini visiteranno poi il museo diocesano, il Santuario Mater Misericordiae e le altre bellezze della città. Da segnalare, rileva la diocesi, la frequenza con cui i gruppi cinesi scelgono Macerata come punto di riferimento in onore del grande missionario Ricci, riconoscendola come tappa imprescindibile dei propri viaggi.
Il direttore della sala stampa vaticana interviene anche sulle perplessità espresse da alcuni medici alla stampa circa lintervento subìto dal Papa. Il tipo dintervento attuato e le sue modalità - afferma padre Lombardi - sono state decise dopo una riflessione attenta di persone competenti, tenuto conto - comè naturale e giusto - della conoscenza diretta del paziente e delle circostanze concrete. Occorre osservare, aggiunge il direttore, che le diverse opinioni, manifestate dai medici, sono di carattere un po teorico, nel senso che non possono tener conto degli elementi determinanti della conoscenza diretta del paziente, della sua situazione e delle circostanze in cui si trova, che sono elementi decisivi in caso dintervento come quello che si è realizzato. Per padre Lombardi, si può avere pienamente fiducia che, nella situazione concreta, è la soluzione più ragionevole e la migliore che si poteva prendere e non vi è nessun motivo di coltivare preoccupazioni.
Il periodo di riposo del Papa a Les Combes, in Valle dAosta, prosegue molto bene. È quanto afferma oggi padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, in unintervista alla Radio Vaticana. Il Papa ha iniziato la seconda settimana del suo soggiorno valdostano. Oggi - dice padre Lombardi - è un giorno di riposo dopo una giornata impegnativa come quella di ieri, che è andata veramente molto bene e di cui anche il Papa è stato veramente molto soddisfatto. Le prossime giornate, continua padre Lombardi, saranno caratterizzare da un soggiorno molto tranquillo, senza particolari impegni o movimenti allesterno. È prevista la celebrazione dei Vespri nella cattedrale di Aosta venerdì pomeriggio alle 17.30, insieme ai sacerdoti della diocesi e anche ai rappresentanti delle diverse parrocchie; sono previste circa 400 persone e sarà un momento di preghiera molto bello. Poi, domenica, cè lappuntamento per lAngelus proprio qui, vicino al luogo della residenza del Papa. (segue)
"La visita del Papa a Romano Canavese - afferma don Roberto Farinella - è stata molto cordiale e fraterna. È stato davvero un grande dono quello di poter avere il Santo Padre a Romano, nel paese dove è nato e cresciuto il cardinale Bertone". Nella giornata di venerdì, in seguito al breve ricovero ospedaliero, ricorda il direttore del settimanale, "si era temuto per le condizioni di salute del Papa. La risposta della diocesi è stata pronta e unanime: la nostra preghiera e il nostro affetto al Santo Padre che in quelle ore era sottoposto all‘intervento chirurgico al polso. I nostri sentimenti sono stati poi ben sintetizzati da un grande striscione preparato dai ragazzi della parrocchia di Romano: hanno scritto «le nostre mani per te», segno di affetto e di trepida attesa". Benedetto XVI, conclude don Farinella, "è apparso in buona forma dopo loperazione al polso. Il Papa ha sorriso e salutato con il braccio sinistro la gente che si era accalcata nella piazza della chiesa parrocchiale. Quella di ieri, conclude il direttore, è stata una giornata indimenticabile per noi, che rinnoviamo a Benedetto XVI il nostro impegno di fedeltà e di comunione, unitamente ad un impegno di preghiera costante".
"Un messaggio concreto, di grande speranza e di alto profilo spirituale". Così don Roberto Farinella, direttore del settimanale diocesano di Ivrea "Il Risveglio Popolare", commenta le parole pronunciate ieri dal Papa a Romano Canavese (diocesi di Ivrea) prima della recita dell‘Angelus. Benedetto XVI, ricorda don Farinella, "ha rivolto un pensiero a chi è disoccupato o in difficoltà", con un invito "a non scoraggiarsi" e "a credere nei giovani": "La Provvidenza - ha detto il Papa - aiuta sempre chi opera il bene e si impegna per la giustizia; aiuta quanti non pensano solo a sé, ma anche a chi sta peggio di loro". Il Papa, afferma il direttore del settimanale diocesano, "ci ha lasciato un messaggio positivo con cui guardare alla crisi che in questi mesi sta toccando pesantemente il nostro territorio. Ci ha invitato a non scoraggiarci, scuotendo in un certo senso tutte le forze positive che sono nel dna di questa terra". Le parole di Benedetto XVI, prosegue don Farinella, "ancora una volta sono arrivate puntuali e concrete, come il card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, aveva dichiarato al Risveglio Popolare nei giorni precedenti": "Il Papa - aveva detto il cardinale - fa sempre interventi molto puntuali sulla realtà odierna, come evidenzia negli Angelus domenicali, attraverso i quali manifesta la sua vicinanza concreta alle preoccupazioni degli uomini di oggi". (segue)
In Italia, dove i casi registrati, al 16 luglio, erano 224 (secondo il Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute), il problema è controllato e non servono allarmismi eccessivi - continua Ciccozzi -. E però giusto allertare le nostre unità di crisi, che in queste situazioni funzionano benissimo, come ad esempio nei controlli agli ‘arrivi in aeroporto. Bisogna però vedere cosa succederà in autunno, perché, se continua una infettività alta, il virus potrebbe entrare in contatto con altre influenze. Quindi rimanderei a dopo lestate ogni decisione sulla eventuale chiusura delle scuole. Ciccozzi invita anche a osservare il gioco della parti che si crea in questi casi, in cui ogni interlocutore - case farmaceutiche, Oms, mass media, compagnie aeree - esagera o minimizza lallarme a seconda dei propri interessi. Alla fine chi purtroppo conta poco - conclude - è il malato.
Giuste le cautele per evitare la diffusione del virus A/H1N1, ma senza grandi paure ed allarmismi: è questa, per ora, la situazione secondo lepidemiologo Massimo Ciccozzi, che commenta al Sir il divieto di imbarco, negli aeroporti della Gran Bretagna, per chi presenta sintomi della cosiddetta febbre suina. Nei giorni scorsi una cinquantina di ragazzi italiani sono stati infettati dal virus nei college inglesi e in Italia cè chi parla della possibilità di ritardare linizio dellanno scolastico. Il tasso di letalità di questo virus è dello 0,5 per mille, ossia più basso della normale influenza stagionale - spiega Ciccozzi -. Per curare questa influenza, che attualmente non è grave, non servirebbero nemmeno gli antivirali, perché si guarisce in pochi giorni. Ma visto che in Gran Bretagna ci sono migliaia di contagiati, e luoghi come i college e le scuole sono moltiplicatori di epidemie, è giusto prendere le misure opportune per evitare la diffusione del virus. Certo, in questo periodo non manderei un figlio a studiare in Gran Bretagna, ma solo perché sarebbe una perdita di tempo e soldi vista la più alta probabilità di prendere un influenza in quei luoghi. Ma i rischi di viaggiare da soli e di infettarsi sono più o meno gli stessi di quando si frequentano metrò e bus. (segue)
(LAquila) - È finita la distribuzione nelle tendopoli e nelle parrocchie del numero zero di Vola, il bisettimanale dellarcidiocesi di LAquila. Abbiamo distribuito - spiega al SIR don Claudio Tracanna, direttore del giornale - quasi 6 mila copie cercando di coprire tutto il territorio dellarcidiocesi ma con unattenzione particolare alle aree periferiche per rimanere fedeli alla vocazione di questo foglio, ovvero, essere un collegamento per la Chiesa aquilana. Per questo è necessario arrivare nelle realtà che per la posizione geografica, specialmente nel contesto attuale, corrono il rischio di sentirsi escluse. In questi giorni la redazione, formata da giovani e sacerdoti, sta lavorando ad un secondo numero zero che uscirà per fine luglio. La prima uscita - continua don Tracanna - ha destato linteresse e la curiosità di molte persone. Un apprezzamento arrivato non solo dalle parrocchie ma anche da alcuni esercizi commerciali che hanno voluto delle copie da distribuire. Questo è un bel segno perché il nostro obiettivo è parlare allintera comunità aquilana. Alcune copie di Vola sono state distribuite anche alle persone sfollate sulla costa. Per settembre, dopo i numeri prova è atteso il primo numero ufficiale. Un impegno che continua con la collaborazione del Sir e della Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici).
I vescovi zambiani implorano anche la fine della violenza contro i media, con molestie, persecuzioni e incriminazione di giornalisti, testate giornalistiche e cittadini che manifestano una opinione diversa da quella del governo. Piuttosto, sottolineano, il governo si dovrebbe impegnare di più nella lotta alla corruzione; nella ricerca di soluzione per il settore minerario, per laumento dei prezzi dei prodotti alimentari, ecc.. I vescovi chiedono anche il sostegno dei partner della cooperazione non governativa, e si rivolgono ai dipendenti pubblici perché nonostante lavorino in condizioni molto difficili, riscoprano lo spirito di servizio richiesto dal loro nobile compito. I tredici vescovi dello Zambia, guidati da mons. George Zumaile Lungu, vescovo di Chipata e presidente della Conferenza episcopale, avevano già scritto una lettera pastorale nel marzo scorso (Appello allintegrità). Richiamano ancora una volta i fedeli e lintera popolazione ad impegnarsi per sradicare la povertà, lavorare per il bene comune, intensificare la lotta contro la corruzione e combattere le malattie, specialmente il virus Hiv e lAids.
Un forte appello al governo dello Zambia perché trovi i fondi necessari per sostenere le strutture sanitarie del Paese, oramai al collasso e con il personale spesso in sciopero: è stato lanciato dai vescovi zambiani in una lettera pastorale firmata ieri a Lusaka, a conclusione dellassemblea plenaria svoltasi dal 13 al 18 luglio. Nel nostro contatto quotidiano con la popolazione rurale e con i poveri delle periferie cittadine - osservano i vescovi nel documento pervenuto al Sir - possiamo testimoniare in prima persona la sofferenza della nostra gente, che muore a causa dellimpossibilità di accedere a cure mediche adeguate. I vescovi si dicono preoccupati perché dal febbraio 2009 il governo non ha regolarmente distribuito fondi alla maggior parte delle strutture sanitarie o, quando lo ha fatto, sono stati scarsi o troppo in ritardo. Anche le strutture cattoliche hanno dovuto chiudere o interrompere alcuni programmi per la mancanza di risorse, a discapito dei poveri. Scoraggiante, per i vescovi zambiani, è anche lindifferenza del governo nei confronti di recenti scioperi del personale sanitario, degli insegnanti e di altri dipendenti di servizi pubblici, demotivati per le tante difficoltà. Perciò chiedono al governo di trovare altre fonti di finanziamento per destinare risorse a tutte le strutture sanitarie, suggerendo anche alcune modalità possibili. (segue)
Il Laboratorio, prosegue Mugerli, è soprattutto una proposta di formazione di formatori che si pongono accanto a persone, famiglie, comunità, realtà socio-educative per formare e mantenere viva una coscienza critica costruttiva di fronte alla complessa realtà dei media, delle loro regole, dei loro linguaggi e dei loro messaggi. La formazione avviene attraverso collegamenti in diretta on-line, durante i quali, con laiuto di un ospite, si affrontano argomenti di attualità, i loro riflessi sui media e quali attenzioni maturare rispetto alle dinamiche comunicative che essi suscitano. Le puntate vengono poi riproposte in differita sul sito del Copercom (www.copercom.it) e si propongono di favorire spunti e riflessioni a livello personale o di gruppo, con lintento di creare una community dei partecipanti e organizzare miniprogetti di formazione sul territorio e negli ambienti.
Soddisfazione e piena condivisione per lannuncio del grande incontro «Testimoni digitali» che nellaprile 2010 metterà a confronto quanti nella comunità cristiana fanno cultura e comunicazione. La esprime il Copercom (Coordinamento associazioni per la comunicazione), a cui aderiscono 24 realtà del mondo cattolico. Proprio per offrire una risposta operativa alle indicazioni e alle attese del primo convegno «Parabole mediatiche» e del Direttorio «Comunicazione e missione» - spiega Franco Mugerli, presidente del Coordinamento - il Copercom ha dato vita in questi anni al Laboratorio per gli animatori della cultura e della comunicazione. Uniniziativa che si affianca a un panorama in crescita, che comprende il corso per animatori della cultura e della comunicazione (Anicec) curato da Università Lateranense e Università Cattolica (al quale il laboratorio è collegato), i Portaparola promossi da Avvenire, ma anche tutta quella rete di persone impegnate nella comunicazione in parrocchia, nelle diocesi, nelle associazioni e nelle realtà religiose, ha ricordato il direttore dellUfficio comunicazioni sociali della Cei, mons. Domenico Pompili, presentando, in unintervista ad Avvenire, la seconda edizione di Parabole mediatiche. (segue)
Valerio Gildoni, ha affermato mons. Nosiglia, ha adempiuto fino in fondo il dovere di servire la comunità, a costo anche della propria vita, secondo la missione propria di ogni carabiniere. A lui va dunque la riconoscenza di tutti i cittadini e limpegno di seguirne, con la stessa responsabilità e generosità, lesempio in ogni ambito del proprio lavoro. Per il vescovo di Vicenza, è di uomini coraggiosi come il tenente colonnello Gildoni, ricchi di umanità e fedeli al loro compito svolto con limpegno di tutto se stessi nel tessuto quotidiano della vita sociale, che ha bisogno il nostro Paese per alimentare nella cittadinanza una positiva fiducia nelle Istituzioni, nelle Forze dellOrdine e in ogni Servitore dello Stato, a garanzia della sicurezza e di una solidale, giusta e pacifica convivenza. In particolare, ha concluso mons. Nosiglia, allArma dei Carabinieri vogliamo oggi riconoscere, insieme alla più viva solidarietà, il merito di rappresentare anche nel nostro territorio, un baluardo di riferimento indispensabile per la vita serena e sicura delle famiglie e delle comunità locali.
La tragica fine del tenente colonnello Valerio Gildoni porta nel cuore e nella vita dei suoi cari, di quanti lo hanno conosciuto, amato e stimato, tanto sconcerto e immenso dolore. Solo la preghiera di suffragio carica di fede e di speranza nella risurrezione, può dare conforto e coraggio. È quanto ha affermato questa mattina mons. Cesare Nosiglia, vescovo di Vicenza, dopo aver pregato insieme ai familiari del tenente colonnello Valerio Gildoni, il carabiniere ucciso venerdì sera a Bosco di Nanto (Vi) da un anziano che gli ha sparato alla testa dopo essersi barricato in casa. Mons. Nosiglia, informa lufficio stampa diocesano in una nota, già sabato 18 luglio aveva visitato la salma del tenente colonnello e pregato insieme ai familiari. Il vescovo, si legge nella nota, è ritornato questa mattina - prima della partenza della salma per Città di Castello dove avverranno i solenni funerali - per rinnovare alla famiglia e allArma dei Carabinieri la vicinanza e la solidarietà della diocesi di Vicenza, per il gravissimo lutto che li ha colpiti. Dopo la preghiera, mons. Nosiglia ha sottolineato che il sacrificio del tenente colonnello Gildoni rappresenta per tutti una fulgida testimonianza di abnegazione e di offerta di sé. (segue)
Una lettera al ministro degli Affari esteri canadese per informarlo sui problemi creati dalle attività di una compagnia mineraria canadese nella Repubblica di El Salvador, e chiedere il rispetto delle norme internazionali sui diritti umani e sullambiente. A scriverla è mons. Brendan M.OBrien, arcivescovo di Kingston e presidente della Commissione giustizia e pace della Conferenza episcopale del Canada. Dalle informazioni avute dallarcidiocesi di San Salvador e dalla Conferenza episcopale di El Salvador - scrive larcivescovo - abbiamo saputo che la compagnia canadese Pacific Rim sta minacciando seriamente la qualità della vita della popolazione della regione. Lattività mineraria svolta, osserva mons. OBrien, causa danni irreparabili allambiente e alle comunità locali; lutilizzo di cianide nel processo di estrazione delloro e dellargento può causare gravi problemi di salute, mentre lacqua usata in questo processo sarà contaminata provocando danni allintera sistema idrico, alla flora e alla fauna. Inoltre, solo il 3% dei profitti della compagnia andranno alla popolazione al governo di El Salvador. Di qui la richiesta al ministro canadese di impegnarsi per garantire che nello svolgimento della sua attività la compagnia rispetti le norme internazionali sui diritti umani e sullambiente.
Il Concilio Vaticano II. La Chiesa di fronte all‘uomo moderno. È questo il tema della prima Settimana teologica di Camaldoli, organizzata in collaborazione con lAssociazione teologica italiana (Ati), che si terrà nel monastero toscano dal 23 al 29 agosto. Come credenti ci sentiamo sollecitati, nel cono di luce del Concilio, a ripensare limmagine della Chiesa alla luce della storia della salvezza e a partire dal rapporto con il mondo odierno, segnato dalle sfide della modernità e dalla dilatazione su scala planetaria dei problemi dellumanità, spiegano gli organizzatori. Sarà messo a fuoco un tema cruciale per ciascuno dei due testi capitali per la nuova autoconsapevolezza della Chiesa: la costituzione dogmatica Lumen gentium e quella pastorale Gaudium et spes. Rispettivamente, lidentità e le responsabilità dei laici nel servizio ecclesiale e nella testimonianza storico-civile e la scoperta dellaltro, per un dialogo nellascolto. Saranno proposte riletture di protagonisti dellassise - Paolo VI, Yves Congar, Helder Camara - e di un laico come Vittorio Bachelet. Una testimonianza deccezione sarà portata da mons. Luigi Bettazzi, uno degli ultimi padri conciliari viventi. Tra i relatori della settimana, i teologi Piero Coda e Marco Vergottini e i monaci camaldolesi Peter Hughes e Ubaldo Cortoni.
Grazie per essere in Abruzzo, una terra così ferita dal recente sisma. La vostra presenza è segno di solidarietà per tutti noi e segno di speranza per la ricostruzione e la ripresa. Sono queste le parole con cui mons. Angelo Spina, vescovo di Sulmona, si rivolge ai turisti in una lettera di benvenuto pubblicata sul sito della diocesi (www.diocesisulmona-valva.it). La bella stagione porti serenità interiore a tutti voi ospiti che avete scelto lAbruzzo e in modo particolare il territorio della diocesi di Sulmona per trascorrere un periodo di vacanza e di riposo. Grazie per essere in questa meravigliosa terra, un angolo di paradiso con le sue bellezze naturali: monti, laghi, fiumi; con gli stupendi paesaggi e i luoghi ricchi di arte. In questi mesi la diminuzione del flusso di visitatori, specialmente nellentroterra e sulle montagne abruzzesi, sta avendo pesanti ricadute su un settore, quello turistico, che rappresenta una delle forze motrici delleconomia regionale e fonte di sostentamento per numerose famiglie. Il mio pensiero - continua mons. Spina - rivolto a tutti voi è per augurarvi di vivere non solo momenti di riposo e di svago, ma di trovare anche spazi per la vostra crescita spirituale. La lettera si chiude con un invito agli albergatori con lauspicio che oltre alla professionalità sappiano testimoniare i valori cristiani nella quotidianità del loro lavoro.
I laici cattolici devono essere protagonisti della pastorale della Chiesa e del rinnovamento sociale, con una presenza evangelicamente feconda nelle istituzioni, nella politica, nelle strutture della società, per il bene comune della nazione: è quanto afferma la nuova lettera pastorale ddella Conferenza episcopale delle Filippine, a firma del presidente, mons. Angel Lagdameo. La lettera si inserisce nel percorso di sensibilizzazione e di formazione alla politica e alla presenza attiva nella società che la Chiesa filippina ha intenzione di portare avanti da oggi fino a giugno 2010, quando il popolo sarà chiamato alle urne per le elezioni presidenziali. Il periodo giugno 2009 - giugno 2010 è stato proclamato anno di preghiera e impegno per la costruzione della pace e per promuovere la partecipazione dei laici al cambiamento della società. I fedeli cattolici sono stati invitati a recitare ogni domenica una preghiera con la speciale intenzione rivolta al futuro della società e al passaggio elettorale del 2010. Il documento ribadisce lurgenza di restituire una moralità alla politica, inquinata dalla ricerca del tornaconto personale, da cinismo, apatia, corruzione, disonestà e strutture di peccato che pregiudicano il bene della nazione e la realizzazione del Regno di Dio.
"Luna 1969. Qui base Tranquillità. Aquila è atterrata": questo il titolo della mostra video-fotografica che oggi, 40° del primo allunaggio, ripercorre fino a domani sera a Lecce le tappe che hanno portato l‘uomo a mettere piede sulla Luna. Sviluppata con il coordinamento scientifico dei ricercatori dell‘Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario, la mostra, spiegano gli organizzatori, ripercorre le tappe fondamentali del programma spaziale Apollo, illustrando un percorso di progresso scientifico e di impegno umano, facendo rivivere la grande storia con l‘ausilio di un video in esclusiva prodotto da Discovery Science e immagini provenienti dall‘archivio Nasa. Diverse oggi le iniziative in tutta Italia per i 40 anni dall‘allunaggio: a Bologna, in Piazza Maggiore, si svolgerà la "Serata lunare" che chiude la retrospettiva cinematografica sullastronomia, realizzata da Inaf (Istituto nazionale di astrofisica) e Cineteca di Bologna. A Rovereto (Trento) una mostra monografica dal titolo "Back to the moon" esporrà un campione di roccia lunare raccolto durante la missione Apollo 16, una replica funzionante del Lunar Rover, strisce di fumetti e tavole illustrate dedicate all‘esplorazione dello spazio, mentre a Pieve di Cadore (Belluno), si svolgerà la proiezione del filmato dello sbarco dell‘uomo sulla Luna e di filmati di repertorio e recentissime immagini della Nasa.
La Giuria del 30° premio internazionale Fontane di Roma, presieduta dal giornalista Romano Bartoloni, presidente dei cronisti romani, ha deciso allunanimità di conferire il premio a Luca De Mata, direttore dellAgenzia Fides, per il forte impegno professionale nellevidenziare e trattare argomenti e fatti della vita moderna, con chiarezza, attenzione e, soprattutto, con spirito di servizio: molto attento alle tante problematiche delluomo e dei suoi problemi esistenziali. Nella conduzione della trasmissione ‘La valigia con lo spago ha dato ulteriore dimostrazione di una democratica e cristiana informazione delle moderne necessità della gente. Presidenti onorari del premio sono il card. Salvatore De Giorgi e Gianni Alemanno. Il premio, organizzato dallAccademia La Sponda, con la collaborazione dei cronisti romani, col patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura, ministero per i Beni e le attività culturali, Comune di Roma, ha come motivazione lesaltazione dellattività di chi opera per riavvicinare, anche sul piano umano, personalità della cultura, del lavoro, dello spettacolo, dellarte, dello sport in unatmosfera di amicizia, per un discorso di apertura sociale e di civiltà. Il premio sarà consegnato giovedì 23 luglio, alle ore 18, nella Sala della Protomoteca in Campidoglio.
Da parte sua - prosegue don Zucchelli - la Fisc, sempre in collaborazione con il Sir, ha in progetto la realizzazione di un portale che colleghi le edizioni on line della gran parte dei settimanali associati. Ogni «navigatore» avrà quindi la possibilità di accedere alle testate diocesane, immergendosi nelle realtà dei singoli territori, dei «mille campanili» che fanno lItalia. Un progetto, questo, che sarà lapporto concreto che i settimanali diocesani porteranno a «Parabole mediatiche 2», dimostrando la grande vitalità delle proprie testate e redazioni locali. Il presidente della Fisc sottolinea come si stia rapidamente realizzando lobiettivo di avere un giornale in ogni diocesi, proposto dalla Federazione in occasione del Convegno ecclesiale di Verona del 2006. Inoltre, la Fisc opera per la preparazione culturale dei propri operatori al fine di creare in loro una viva coscienza missionaria ed ecclesiale perché diventino sempre più non solo «testimoni cartacei», ma anche «testimoni digitali»; da ultimo, offre la propria collaborazione agli altri attori del grande network cattolico del nostro Paese (Avvenire, Sat2000, inBlu e Sir) per promuovere, in modo sempre più efficace, unopinione pubblica informata ai valori del Vangelo, obiettivo del progetto culturale della Chiesa italiana.
Testimoni digitali per i nuovi media sarà il tema della seconda edizione di Parabole mediatiche, convegno sulle comunicazioni che la Cei ha fissato da 22 al 24 aprile 2010. Lappuntamento vedrà in dialogo gli operatori di quelle innumerevoli risorse comunicative capillarmente diffuse in tutto il territorio con linvidiabile network cattolico del nostro Paese, ha affermato mons. Domenico Pompili, direttore dellUfficio comunicazioni sociali della Cei, in unintervista sabato scorso su Avvenire. Anche la Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), che raccoglie i 185 settimanali diocesani che sfornano poco meno di un milione di copie ogni settimana, protagonisti efficaci del network della Chiesa italiana, simpegnerà a fondo per la riuscita del convegno e per parteciparvi da protagonista, commenta al Sir il suo presidente, don Giorgio Zucchelli. Le testate diocesane - ricorda Zucchelli (oggi su www.agensir.it - attualità) - sono dotate, per la stragrande maggioranza, di un sito internet; alcune sono esclusivamente on-line e molti siti collaborano con la radio della propria diocesi. Inoltre nella maggior parte dei siti vi è il rullo delle notizie flash quotidiane del Sir, lagenzia nata dal seno della Fisc e promossa dalla Cei, oggi punto di riferimento insostituibile per linformazione ecclesiale non solo in Italia, ma anche nellintera Europa. (segue)
Ricostruire la resilienza e pianificare leducazione nei contesti fragili è il tema della Summer School 2009 dellIstituto internazionale per leducazione dellUnesco (Iipe). Da oggi, nella sede dellorganismo a Parigi, si tengono laboratori, interventi e panel di discussione (fino al 31 luglio). La Summer School verrà invece inaugurata il 27 luglio, giorno in cui avverrà anche il lancio di una serie di ricerche e pubblicazioni dellIipe su Educazione nelle situazioni di conflitto, demergenza, di ricostruzione e negli Stati fragili. Nonostante le promesse dei donatori e dei governi di aiutare i Pvs a conseguire gli Obiettivi del Millennio per lo sviluppo delleducazione per tutti - spiegano dallUnesco - sono proprio gli Stati in preda a conflitti o in condizioni di debolezza a ricevere meno sostegno, rimanendo così molto indietro nel raggiungimento di questi obiettivi. Di qui lobiettivo della Summer School: offrire ai partecipanti, provenienti in gran parte da questi Paesi fragili, strumenti in grado di assicurare leducazione anche nelle situazioni più difficili. Dei 75 milioni di bambini attualmente non scolarizzati, fa sapere lUnesco, oltre la metà vive in situazioni di fragilità o conflitto: senza interventi urgenti le loro prospettive rischiano di aggravarsi a causa dellattuale crisi finanziaria ed economica mondiale.
Il Papa - prosegue Sciarelli - individua nei due principi del dono e della reciprocità i punti chiave dell‘applicazione dell‘etica nel mondo economico. Tra gli altri temi trattati merita un particolare richiamo quello della globalizzazione. L‘economista sottolinea poi due posizioni di particolare avanguardia sulle quali vivace è tutt‘oggi il dibattito in campo aziendale. Si tratta del richiamo alla responsabilità del risparmiatore, che deve contribuire ad evitare scandalose speculazioni, e a quelle del consumatore che va continuamente educato in modo da assumere una propria responsabilità sociale in congiunzione con quella dell‘impresa. Queste affermazioni confermano ancor più la completezza e l‘equilibrio della visione del Pontefice. Un ultimo invito che, da cristiano credente e praticante, sembra opportuno lanciare - conclude Sciarelli - è quello di diffondere il messaggio papale facendone, in più riprese, oggetto delle omelie festive perché la costruzione di una buona società non può avvenire senza la comprensione, corretta dal punto di vista morale, delle tante problematiche che contraddistinguono l‘attuale tempo di crisi.
L‘enciclica Caritas in veritate di Benedetto XVI sviluppa, con una visione di straordinaria lucidità e completezza, le tematiche centrali della nostra epoca. C‘è difatti da rimanere stupiti, per chi studia i problemi dell‘economia e dell‘etica, dalla profondità dell‘esame e, soprattutto, dalle conclusioni proposte con grande equilibrio e lungimiranza. Ad affermarlo è Sergio Sciarelli, preside della facoltà di Economia alluniversità telematica Telma e ordinario di Economia e gestione delle imprese allateneo Federico II di Napoli, uno dei tre esperti che fanno parte della Commissione costituita dal card. Crescenzio Sepe, per selezionare i progetti che chiederanno di accedere al Fondo Spes, istituito dalla diocesi di Napoli come risposta alla crisi. Il Papa - evidenzia l‘economista - coglie molto bene la necessità dell‘evoluzione della funzione dell‘impresa che deve sapere distribuire correttamente il valore economico tra tutti coloro che, direttamente e indirettamente, partecipano alla sua creazione. L‘impresa deve cioè sapere adempiere ad una triplice funzione (economica,sociale ed ambientale), pervenendo alla distribuzione della ricchezza secondo criteri di giustizia, trasparenza ed equità. Per Sciarelli, diviene così più chiaro e condivisibile il rapporto tra economia ed etica. (segue)
Si svolgerà dal 26 al 29 agosto il X corso dei Simposi rosminiani. Sarà ospitato al Colle Rosmini di Stresa ed avrà per tema Educare: come? Unità dell‘educazione, libertà d‘insegnamento, carità intellettuale. Il corso, dunque, si propone di contribuire al risveglio della coscienza educativa, in una cultura, quale quella occidentale contemporanea, in cui il dovere di formare la persona umana sembra subire un declino. Ed è certamente l‘educazione delle venienti generazioni uno di quei preziosi mezzi che possono mettere il mondo al coperto dalle estreme sciagure, scriveva Antonio Rosmini. Tanti i conferenzieri che interverranno al corso: Simone d‘Agostino ed Ettore Barnabeim Gianni Picenardi interverranno su emergenza educativa, il ruolo della televisione, studio degli Scritti pedagogici di Rosmini; Giorgio Campanini, Luciano Corradini Roberto Mario Radice, Giorgio Chiosso, Fulvio De Giorgi su ruolo della famiglia e responsabilità, ruolo della scuola, radici filosofiche nell‘Antica Grecia, l‘educazione secondo Rosmini; Giuseppe Longo, Italo Fiorin, Gianfranco Fabi, Giuseppe Goisis, Rachele Lanfranchi su scuola, tecnologia, società, le sfide, l‘informazione, l‘opportunità educativa. Le conclusioni sabato 29 agosto saranno introdotte da padre Umberto Muratore.
Per gestire i fondi raccolti è stato nominato un apposito comitato di garanti formato da persone di grande autorevolezza e riconosciuta imparzialità: Franco Marini, ex presidente del Senato, Vito DAmbrozio, ex presidente della Regione Marche, Fernanda Contri, ex giudice della Corte Costituzionale, Natalino Irti, avvocato e accademico dei Lincei, e Cesare Mirabelli, membro del Consiglio Superiore della Banca dItalia. Una volta che saranno definiti i protocolli di intesa con i donatori - continua Spaziente - il comitato avrà il compito di vigilare perché le donazioni siano realmente utilizzate per lo scopo prefissato e assicurare che siano spese in maniera trasparente e proficua. La nostra idea è che non vi siano finanziamenti generici ma che ogni donatore sappia esattamente su quale opera sta investendo. Accanto alle donazioni gestite in accordo con la Protezione Civile ci sono molte altre realtà e associazioni che hanno raccolto fondi a seguito del terremoto. La Cartias ha raccolto 25 miliondi di euro che saranno utilizzati per interventi di edilizia sociale/abitativa e per progetti socio-pastorale e socio-econimici. I primi interventi approvati sono un centro per la comunità a Lucoli e una casa per anziani a Pettino. La Croce Rossa ha, invece, già finanziato la costruzione di casette per gli sfollati di Onna per un totale di 5 milioni di euro.
(LAquila) - I fondi raccolti per lemergenza terremoto tramite gli sms e le donazioni bancarie o postali saranno utilizzati per finanziate la costruzione degli edifici del Piano Case o per la realizzazione delle opere di urbanizzazione secondaria, come scuole e servizi, che verranno realizzate per rendere vivibili i nuovi villaggi. A rivelarlo al Sir è Enzo Spaziente, responsabile della Protezione Civile per le donazioni e per la realizzazione del Piano Case. Il progetto prevede la costruzione di oltre 150 edifici antisismici che, nel comune de LAquila, ospiteranno tra i 13 e i 15 mila sfollati. Questa settimana - continua Spaziente - avremo un ultimo incontro con i donatori e definiremo con loro la destinazione finale dei fondi e il piano per il loro utilizzo. Ad oggi abbiamo impegni per 45 milioni di euro. Le donazioni già ufficializzate ammontano a 34,8 milioni: 18,5 provenienti dai gestori di telefonia (sms solidali), 13 da versamenti su conti correnti bancari e postali e 3,2 provenienti da Corsera. Nessuna di queste somme - ha precisato Spaziente - transiterà sul conto della Protezione Civile ma saranno i singoli donatori a gestirne lutilizzo finanziando direttamente le opere che sceglieranno di realizzare. Sui soldi donati dai privati non è stata applicata nessuna forma di imposizione fiscale. (segue)
(Lione) - Padre Duarte da Cunha, segretario generale del Ccee, in merito alla proposta lanciata ieri dal Patriarca Bartolomeo I di dar vita ad una Conferenza di tutte le Chiese cristiane dEuropa ha rilasciato a SIR Europa questo commento: Anchio credo che le Chiese cristiane in Europa siano chiamate Allunità secondo il comandamento del Signore "perché tutti siano una sola cosa" (Gv 17,21) così da servire meglio luomo contemporaneo confrontato sempre più ad una molteplicità di sfide complesse anche di carattere etico e sociale. Questo è stato anche linvito di Papa Giovanni Paolo II quando nellEsortazione apostolica Ecclesia in Europa scriveva: ‘Il rafforzamento dell‘unione in seno al Continente europeo stimola i cristiani a cooperare nel processo di integrazione e di riconciliazione attraverso un dialogo teologico, spirituale, etico e sociale‘ (188). Infatti ‘nellEuropa in cammino verso l‘unità politica possiamo forse ammettere che sia proprio la Chiesa di Cristo un fattore di disunione e di discordia? Non sarebbe questo uno degli scandali più grandi del nostro tempo?‘ (119)". Insieme, la testimonianza delle Chiese cristiane in Europa, ricche del loro patrimonio di fede, di valori e delle loro esperienze sociali, risulterà più credibile ed incisiva presso le Istituzioni europee.
Ed ha aggiunto: Posso però dire personalmente che questo appello è stato ascoltato. E stato un appello forte, pieno di speranza e fraterno. Il Patriarca si è poi rivolto a me personalmente perché io porti questo suo messaggio a chi di dovere. Cosa posso fare è scrivere al papa, gli dirò che sono stato al 50° anniversario della Kek e che il Patriarca Bartolomeo mi ha incaricato di essere suo messaggero, compito che accetto volentieri. Larcivescovo ha poi sottolineato che bisogna distinguere due piani: da una parte il terreno concreto della collaborazione che esiste e può essere sicuramente intensificato e dallaltra la questione della integrazione della struttura che presuppone una riflessione. Interpellato dai giornalisti, Jean Arnold de Clemornt, presidente della Kek, ha spiegato: Noi riteniamo che sia possibile avere un Consiglio di tutte le Chiese cristiane in Europa, un luogo attorno al quale si incontrano tutti i cristiani dEuropa per elaborare un messaggio comune da portare alle società europee. Si tratta cioè di trovarci tutti attorno ad un tavolo e chiederci quali sono le grandi questioni attorno alle quali i cristiani possono ritrovarsi. E un progetto fattibile soprattutto dopo la terza Assemblea ecumenica europea di Sibiu dove 2.500 delegati di tutte le Chiese dEuropa hanno detto di voler dar vita ad una testimonianza comune. Ed io sono persuaso che questo sia possibile.
(Lione) - Il card. Philippe Barbarin scriverà direttamente al Papa per informarlo della proposta che il Patriarca Bartolomeo I ha lanciato ieri sera a Lione in occasione del 50° anniversario della Kek, e cioè lidea di dar vita ad una Conferenza di tutte le Chiese cristiane dEuropa alla quale è astata chiamata a partecipare anche la Chiesa cattolica. Così larcivescovo di Lione - interpellato dai giornalisti a margine della Assemblea Generale della Kek a Lione - risponde alla richiesta che il Patriarca Bartolomeo I gli ha rivolto personalmente durante il suo discorso. Il Patriarca - ha detto il cardinale - ha espresso la speranza che si intensifichino i rapporti con la Chiesa cattolica e a questa affermazione è andato oltre. Larcivescovo ricorda che la proposta lanciata dal Patriarca non rappresenta una novità perché la questione è stata già posta dalle Chiese in passato. Larcivescovo fa inoltre notare che la questione implica modificazioni di struttura abbastanza importanti ed una certa correlazione con la non-partecipazione della Chiesa cattolica al Consiglio mondiale delle chiese. (segue)
Tuttavia - ha proseguito Bartolomeo I - siamo convinti che una Conferenza di tutte, e sottolineo tutte, le Chiese europee possa rispondere meglio e allunisono al comandamento sacro dello ristabilimento della comunione ecclesiale e servire luomo contemporaneo che si trova ad affrontare una moltitudine di problemi complessi. Poi rivolgendosi allarcivescovo di Lione, Philippe Barbarin, che era seduto in prima fila nellauditorium di Lione, Bartolomeo ha detto: Rivolgo questo invito in particolare al card. Barbarin, perché lo trasmetta a chi di dovere. Nel riprendere il discorso, il Patriarca ha sottolineato come solo mettendo in atto una più stretta collaborazione tra le Chiese sarà possibile promuovere più efficacemente il dialogo tra le Chiese dEuropa con le istituzioni europee e lUnione europea. Il futuro della nuova Europa che si sta costruendo, senza i valori spirituali cristiani, ha detto il Patriarca, si prospetta triste e incerto. Cristiani, ebrei e musulmani si trovano da qualche anno in dialogo per la promozione della pace e della riconciliazione. Tutti cercano disperatamente una speranza. Ecco perché nessun arretramento sarebbe giustificato. Al contrario, la collaborazione delle nostre Chiese, ma anche la cooperazione con i responsabili europei, competenti in materia politica, economica e sociale, è oltre che necessaria, un imperativo.
(Lione) - Solo dialogando e cooperando strettamente, le Chiese saranno in grado di proclamare al mondo il Vangelo di Cristo in maniera convincente ed efficace. Con queste parole si è aperto ieri pomeriggio a Lione latteso discorso del Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, pronunciato nellAuditorium del Centro Congressi dove oltre 750 delegati di 126 chiese cristiane diverse (ortodossi, protestanti, anglicani e vetero-cattolici) hanno celebrato il 50° anniversario della Kek (1959). Il Patriarca ha affrontato nel suo discorso il futuro del movimento ecumenico in Europa. A questo proposito - ha detto - noi vorremmo sottolineare che la cooperazione tra la Kek e il Consiglio delle Conferenze episcopali dEuropa è stata necessaria e costruttiva. Per migliorare questo impegno ecumenico, noi proponiamo di mettere in atto una cooperazione meglio organizzata e strutturata tra questi due organismi. La Chiesa cattolica non fa parte della Kek sebbene intrattiene con essa un rapporto stretto. I due organismi europei hanno promosso insieme importanti iniziative e significativi eventi ecumenici europei. Prevedere una entrata del Ccee nella Kek - ha ammesso lo stesso Patriarca - implicherebbe lavori preliminari ed emendamenti ai regolamenti relativi. (segue)
(Lione) - Una grande nave in mezzo al mare. Con questa immagine si è aperta ieri pomeriggio a Lione la celebrazione del 50° anniversario della Conferenza delle Chiese dEuropa. Una festa con canti, musiche, brani teatrali durante la quale si sono ripercorsi, anche con laiuto di testimonianze e foto in bianco e nero, i 50 anni di vita ecumenica delle Chiese in Europa. Una storia, quella del movimento ecumenico, che è corsa in parallelo con i più grandi avvenimenti che hanno scosso il continente europeo, dal 1959 ad oggi: le devastazioni della seconda guerra mondiale, la guerra fredda, il crollo del muro di Berlino, l11 settembre, la guerra in Iraq. 50 anni di storia - ha detto il presidente uscente della Kek, il pastore Jean-Arnold De Clermont dando il via alle celebrazioni - permettono oggi alle Chiese di volgere uno sguardo critico sulle nostre debolezze. E un tempo per pentirci ma anche un tempo di speranza, perché con la grazia di Dio siamo pronti a ripartire. La celebrazione si è svolta durante la XIII Assemblea Generale della Conferenza delle Chiese dEuropa che si conclude questa mattina con una serie di decisioni e la pubblicazione di due documenti finali. Al centro dei lavori, cè stata anche lelezione di gruppo di lavoro composto da 15 membri che da qui al 2011 avrà il compito di elaborare una proposta di revisione strutturale della Kek.
La vostra diocesi - ha osservato Benedetto XVI - deve molto ai figli e alle figlie di Don Bosco, per la loro presenza diffusa e feconda in tutta la zona fin dagli anni in cui era ancora in vita il Santo fondatore. Sia questo, è stato l‘auspicio del Papa, un ulteriore incoraggiamento per la vostra comunità diocesana ad impegnarsi sempre più nel campo delleducazione e dellaccompagnamento vocazionale. Infine, l‘invocazione per ottenere la protezione di Maria, la Vergine Assunta Patrona della diocesi, Aiuto dei cristiani, Madre amata e venerata in modo speciale nei numerosi santuari a Lei dedicati tra i monti del Gran Paradiso e la pianura del Po. La sua presenza materna indichi a tutti la via della speranza e ve li conduca come la stella che guidò i santi Magi. La Madonna della Stella vegli su voi tutti dal colle che domina Ivrea, il Monte Stella dedicato a Lei e ai Re Magi. Dopo L‘Angelus, come previsto Benedetto XVI si è recato a pranzo nella casa natale del cardinale Bertone, dove allesterno i familiari del porporato, che lo hanno accolto, hanno fatto apporre una targa nella quale si ringrazia con gioia il Papa per la sua visita.
I valori fondamentali della famiglia e del rispetto della vita umana, la sensibilità per la giustizia sociale, la capacità di affrontare la fatica e il sacrificio, il forte legame con la fede cristiana attraverso la vita parrocchiale e specialmente la partecipazione alla santa Messa - ha evidenziato Benedetto XVI - sono stati lungo i secoli la vostra vera forza. Saranno questi stessi valori a permettere alle generazioni di oggi di costruire con speranza il proprio futuro, dando vita a una società veramente solidale e fraterna, dove tutti i vari ambiti, le istituzioni e leconomia siano permeati di spirito evangelico. Il Papa si è rivolto, quindi, ai giovani, ai quali occorre pensare in prospettiva educativa. Qui, come dappertutto - ha spiegato -, bisogna domandarsi quale tipo di cultura vi viene; quali esempi e modelli vengano proposti, e valutare se siano tali da incoraggiarvi a seguire le vie del Vangelo e della libertà autentica. La gioventù è piena di risorse, ma va aiutata a vincere la tentazione di vie facili e illusorie, per trovare la strada della Vita vera e piena. In questa vostra terra, ricca di tradizioni cristiane e di valori umani, sono fiorite - ha aggiunto il Santo Padre - numerose vocazioni maschili e femminili, in particolare per la Famiglia Salesiana; come quella del cardinale Bertone. (segue)
Sono venuto con grande gioia nella vostra bella città, nella vostra bella chiesa, la città nativa del mio primo collaboratore, cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato. Benedetto XVI, ieri prima dell‘Angelus, ha subito sottolineato come la visita a Romano Canavese fosse un omaggio al card. Bertone, che lì è nato. Dopo i saluti al vescovo di Ivrea, mons. Arrigo Miglio, e all‘emerito mons. Luigi Bettazzi, il Papa ha ricordato la lunga storia di fede della terra canavesana, la cui gente è ben nota per il suo amore e il suo attaccamento al lavoro. Attualmente, però, so che anche qui, nella zona di Ivrea, molte famiglie - ha sottolineato il Pontefice - sperimentano una situazione di difficoltà economiche a causa della carenza di occupazioni lavorative. Di qui l‘invito. Cari amici, non scoraggiatevi! La Provvidenza aiuta sempre chi opera il bene e si impegna per la giustizia; aiuta quanti non pensano solo a sé, ma anche a chi sta peggio di loro. E voi lo sapete bene, perché i vostri nonni furono costretti ad emigrare per carenza di lavoro, ma poi lo sviluppo economico ha portato benessere e altri sono immigrati qui dallItalia e dallestero. (segue)
Come vedete, a causa del mio infortunio, sono un po limitato nella mia agilità, ma la presenza del cuore è piena, e sono con voi con grande gioia!. Ieri mattina Benedetto XVI è stato accolto da una folla di diverse migliaia di persone a Romano Canavese, cittadina piemontese in provincia di Ivrea, dove il Papa ha presieduto il primo dei due Angelus domenicali che caratterizzano il suo periodo di riposo estivo in montagna. E subito ha accennato alla frattura al polso destro, che non gli ha impedito, però, di benedire con il braccio destro, benché ingessato. Vorrei in questo momento dire grazie con tutto il mio cuore a tutti - ha detto il Papa -: sono stati tanti che hanno mostrato, in questo momento, la loro vicinanza, la loro simpatia, il loro affetto per me e hanno pregato per me, e così si è rafforzata la rete della preghiera che ci unisce in tutte le parti del mondo. Innanzitutto - ha proseguito il Pontefice -, vorrei dire grazie ai medici e al personale medico di Aosta che mi ha trattato con tanta diligenza, con tanta competenza ed amicizia e - vedete - con successo - speriamo! - finale. Un grazie anche alle autorità di Stato, della Chiesa e a tutti i semplici che mi hanno scritto o mi hanno fatto vedere il loro affetto e la loro vicinanza.