E questa è solo la punta delliceberg del fenomeno - spiega Afonso -. I lavoratori, in ambito rurale e forestale, vengono pagati pochissimo e vivono in condizione drammatiche di sfruttamento. La Commissione per la pastorale della terra, insieme ad altre organizzazioni, sta cercando di fare una proposta di legge - presentata anche al Forum sociale mondiale - che autorizza la confisca delle proprietà nelle quali è stato scoperto il lavoro schiavo. Ma finora non abbiamo avuto nessun appoggio da parte del governo - precisa -. La lobby trasversale dei latifondisti è talmente forte che non si riesce ad andare avanti.
In Amazzonia ci sono grossi interessi, dei capitali stranieri e delle lobby interne al Brasile, sullindustria estrattiva, lallevamento di bestiame, la produzione di biocombustibili tramite il mais o la soia. Che porta a conseguenti persecuzioni e violenze nei confronti delle popolazioni che risiedono in questa regione, oltre allinevitabile sfruttamento della natura e distruzione della biodiversità. La Cpt pubblica ogni anno rapporti sui conflitti legati alla terra. Nel 2007 in Amazzonia sono stati contati 714 conflitti, che hanno coinvolto 268.453 persone, con 14 assassini di contadini, sindacalisti e attivisti che lottano per la difesa della terra, dellambiente o dei diritti umani. 206 persone sono state minacciate di morte, 2092 famiglie sono state espulse dalla loro terra, senza ordine giudiziario, ma per mano di pistoleros pagati dai latifondisti. 3307 famiglie sono state mandate via con ordine giudiziario. Cè poi il triste fenomeno del lavoro schiavo: dal 1995-2008 sono stati riscattati dal ministero del lavoro 33.747 lavoratori. Di questi, 21.464 erano in Amazzonia. (segue)
(Patrizia Caiffa, inviata Sir a Belém, Brasile) - Rischia due anni e cinque mesi di carcere solo per aver difeso i diritti delle popolazioni indigene, dei lavoratori e dei sem terra e tra 30 giorni saprà il suo destino: Josè Batista Afonso, giovane avvocato che lavora da 6 anni nella Commissione per la pastorale della terra (Cpt) promossa dai vescovi brasiliani, è stato condannato nel luglio scorso da un giudice di Marabà, nello Stato del Parà, perché nel 1999 partecipò ad una occupazione con 10.000 lavoratori, sem terra e sindacalisti che chiedevano solo di poter dialogare con il governo per esporre le loro rivendicazioni. Da allora - ci racconta, a margine del Forum sociale mondiale, oggi dedicato alle popolazioni indigene - ho visto 5 processi e una sentenza con la condanna a due anni e 5 mesi di carcere. Ora, come Cpt, abbiamo fatto ricorso per tentare di annullare la sentenza. Mi accusano di aver fomentato la protesta e di aver disturbato lordine pubblico. In realtà è una persecuzione politica. Tra 30 giorni Afonso, sposato senza figli, saprà se il ricorso in seconda istanza è stato accolto o respinto. Nel caso contrario è già rassegnato a scontare una pena ingiusta: Spero ancora che la situazione possa cambiare - dice -, altrimenti dovrò accettare che è il prezzo da pagare per chi difende le popolazioni emarginate dellAmazzonia. (segue)
In tutta lAmazzonia vivono oltre 300.000 indigeni, per un totale di 280 gruppi etnici che hanno qualche contatto con la società e una trentina che non ne hanno. Tra i problemi sociali più sentiti dalle popolazioni, ricorda mons. Paloschi, cè la questione della salute, delleducazione, la discriminazione sociale. Tanti brasiliani - spiega - hanno molti preconcetti nei confronti degli indigeni. Che ora cominciano invece a sentirsi protagonisti perché studiano alluniversità, lavorano, si impegnano nelle lotte per la giustizia. Ma è un processo lento, non sono ancora riconosciuti dalla società. Solo nello Stato del Parà negli ultimi 40 anni sono state uccise 877 persone, per la difesa della terra o dellambiente. A fronte di questo flagello fino ad ora non è stato condannato nessun latifondista. Lunico condannato è stato il mandante dellassassinio di suor Dorothy, uccisa ad Anapu il 12 febbraio 2005, ma poi assolto nel novembre dellanno scorso. Cosa ci si può aspettare da un Paese che con 700 morti non ha mai visto una sola persona condannata? si chiede il vescovo, molto scettico su un vero appoggio da parte del governo. Il presidente Lula - dice - nella pratica si è allontanato dalla questione indigena, perché ha cooptato i leader popolari facendo così venire meno il sostegno alla base. Che venga qui al Forum a parlare o vada in Africa è la stessa cosa, tanto non ci ascolta.
(Patrizia Caiffa, inviata Sir a Belém, Brasile) - La presenza al Forum sociale mondiale significa unire gli sforzi per gridare a tutto il mondo la difficile situazione di esclusione della popolazione indigena, con il totale assenteismo da parte delle Stato e di tutte le istituzioni: la denuncia viene da mons. Roque Paloschi, vescovo di Roraima, a margine del Forum che si sta svolgendo in questi giorni a Belém, in Brasile. Oggi è stata infatti la Giornata pan-amazzonica, che ha visto riunirsi e dibattere tutti i rappresentanti delle popolazioni indigene. La Chiesa brasiliana - dice oggi al SIR ed altre testate cattoliche - chiede profondo rispetto per le popolazioni indigene, per la loro storia e cultura. Non si può progettare lAmazzonia dallesterno senza conoscere e vivere la realtà locale. Il grande grido della popolazione dellAmazzonia chiede educazione, sanità, convivenza, ma cè tanto assenteismo da parte Stato. Mons. Paloschi, da tre anni vescovo di una diocesi che comprende tutto lo Stato del Roraima, nelle cui foreste vivono 45.000 persone di 11 etnie (tra cui yanomani, macuxi, wapichana, patamona), punta il dito contro limpero della monocoltura, il detrimento della biodiversità, che danneggiano il patrimonio della foresta amazzonica. (segue)
Una veglia di preghiera e di solidarietà per le popolazioni della Terra Santa, vittime della guerra tra israeliani e palestinesi di Hamas: è liniziativa dellOrdine Equestre del Santo Sepolcro dellUmbria insieme alla chiesa di Perugia per sabato 31 gennaio alle ore 18 nella cattedrale cittadina. Presiederanno il rito larcivescovo mons. Giuseppe Chiaretti e il vescovo di Gubbio, mons. Mario Ceccobelli, priore della sezione umbra dellOrdine. LOrdine del Santo Sepolcro, che in tutto il mondo conta 24mila aderenti tra cavalieri e dame (in Umbria 250), è sorto in età medioevale. Sostiene attualmente lattività di oltre 40 scuole frequentate da quasi 20mila studenti appartenenti alle tre principali etnie che vivono in quellarea: bambini e ragazzi cristiani, ebrei e musulmani, che, sedendo sugli stessi banchi, imparando a convivere e a fraternizzare. Le offerte raccolte il 31 gennaio in Umbria e nelle altre sezioni territoriali verranno consegnate al cardinale Gran Maestro dellOrdine, John Patrick Foley, in occasione della grande veglia di preghiera e di solidarietà che si terrà a Roma, il 14 febbraio (ore 17), nella Basilica di Santa Maria Maggiore.
Adolescenti oggi: (Ri)generare Speranza. Questo il titolo della tavola rotonda organizzata in occasione dellinaugurazione della nuova sede del Centro accoglienza minori nel Borgo ragazzi Don Bosco (venerdì 30 gennaio), iniziativa promossa in collaborazione con la federazione Scs/Cnos (Servizi civili e sociali - Centro nazionale opere salesiane) e il Vis (Volontariato internazionale per lo sviluppo). Il Centro accoglienza minori ospita ragazzi con provvedimenti penali alternativi al carcere o provenienti dallarea della dispersione scolastica, organizza percorsi personalizzati di formazione (alfabetizzazione, licenza media corsi di aiuto meccanico, elettricista, commis di cucina e di sala-bar, estetica) e segue ogni anno circa 100 ragazzi. Larea dellemarginazione e disagio, si legge in una nota degli organizzatori, è composta da una casa famiglia che accoglie 8 ragazzi/e adolescenti, due appartamenti di semiautonomia, un movimento di famiglie affidatarie, un servizio di ascolto e di sostegno psico-educativo per adolescenti e famiglie, un servizio di sostegno scolastico e inserimento sociale pomeridiano per minori italiani e stranieri. Info: www.borgodonbosco.it.
"Progetto Camaldoli. Idee per il futuro" è il titolo del volume curato dal Meic (Movimento ecclesiale di impegno culturale), che verrà presentato domani pomeriggio (ore 17,30) alla Sala Igea dellIstituto dellEnciclopedia Italiana, piazza omonima n. 4, a Roma. Un lavoro su bioetica, economia, istituzioni e ambiente ‘culturalmente esigente - lo definisce il presidente del Meic, Renato Balduzzi - e contemporaneamente capace di raccontare la società e il territorio con i loro bisogni, e di rispondere con idee capaci di futuro, appunto, e buone pratiche. Allincontro interverranno i parlamentari Rosy Bindi e Maurizio Lupi, vice-presidenti della Camera dei Deputati, Francesco Paolo Casavola, presidente dellIstituto della Enciclopedia Italiana, Giuseppe De Rita, presidente del Censis, Mariella Enoc, vice-presidente della Fondazione Cariplo, Philippe Ledouble, presidente europeo di Pax Romana. Il volume, edito da Studium, raccoglie il lavoro di oltre due anni di riflessioni del movimento con il coinvolgimento di centinaia di soci, esperti ed intellettuali. Informazioni: tel. 06-6861867 - 328-3171891.
La fonte storica e la leggenda nera. Da una parte la collezione intera dei volumi degli Actes et documents du Saint Siège relatifs à la seconde guerre mondiale (1939-1945) e dall‘altra una copia del famigerato volume di Rolf Hochhuth, Il Vicario. Sono i due opposti che si fronteggiano nellultima sala della mostra vaticana su Pio XII, che sta ricevendo una accoglienza straordinaria a Berlino, dove è stata inaugurata il 22 gennaio e si protrarrà fino al 7 marzo. A riferirne, sullOsservatore Romano, è Raffaele Alessandrini. La novità che colpisce maggiormente il pubblico tedesco - si legge nellarticolo - è nella settima e ultima sala ove campeggia una grande scritta: «Il silenzio del Papa». Al centro del locale si erge un busto bronzeo di Pio XII di fronte al quale è situato lo storico microfono dei radiomessaggi prestato dalla Radio Vaticana, con il nastro del Radiomessaggio per il Natale del 1942. Auspicando, nel pieno della tragedia bellica,un futuro ordine interno delle nazioni nella pace fondata sulla giustizia - ricorda Alessandrini - Papa Pacelli ribadiva come scopo essenziale della vita sociale debba essere la dignità della persona. A tal fine vanno condannate le ideologie che separano la legge dalla morale o rivendicano a particolari nazioni o razze o classi un istinto giuridico superiore e inappellabile o divinizzano lo Stato e chi lo rappresenta.
Il riconoscimento di una situazione critica, ma senza "toni pessimistici". Questa è l‘immagine che emerge dal libro-intervista di Paola Bignardi "Educazione. Un‘emergenza?" (Editrice La Scuola), presentato oggi pomeriggio a Roma. La situazione è "in evoluzione", riconosce l‘autrice, e "tutti gli adulti con responsabilità educative stanno vivendo in affanno la ricerca di un nuovo modo di educare". In tale ricerca "molti si arrendono, ma c‘è anche una parte significativa di persone che si sta interrogando su come cambiare in meglio le metodologie educative". Crisi, d‘altra parte, "significa uno stato di passaggio, il cui esito non è scontato e può anche essere positivo". A tal proposito Bignardi sottolinea come da questa situazione derivi "una nuova attenzione all‘educazione, che in realtà è attenzione alla persona". Quello che serve oggi da parte degli adulti è un "recupero di autorevolezza, che non passa dalla conoscenza delle ultime tecnologie per saper ‘chattare‘ con i propri figli, quanto piuttosto dal saper essere persone ‘interessanti‘, che ai giovani si rapportano grazie alla propria umanità".
La disponibilità del Santo Padre di accogliere circa 120 circensi con le loro tradizioni alludienza generale di questa mattina è stato un segno forte come forte e ricco di incoraggiamento è stato il gesto del pontefice di alzarsi in piedi alla fine di una loro breve esibizione, alzandosi per farsi incontro agli artisti. Così don Luciano Cantini, direttore dellUfficio per la Pastorale dei Fieranti e Circensi della Fondazione Migrantes, commenta al Sir la presenza di un gruppo di circensi alludienza di oggi nellAula Paolo VI durante la quale è stato permesso ad un gruppo di giocolieri del Circo Medrano, di esibirsi. In braccio a uno degli acrobati, un cucciolo di leone di due mesi. Quello di oggi - ha aggiunto il sacerdote che accompagnava il gruppo insieme al direttore generale della Migrantes, mons. Piergiorgio Saviola - è un gesto significativo non solo per il mondo circense ma anche per gli operatori pastorali che in questo gesto possono leggere un incoraggiamento alla loro missione. La fede della gente del circo per don Cantini necessita di un servizio attento e rispettoso.
Respingere l‘emendamento che elimina il principio di non segnalazione alle autorità per gli immigrati irregolari che si rivolgono a una struttura sanitaria. E stato questo linvito che Medici Senza Frontiere (Msf), Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (Simm), Associazione Studi Giuridici sullImmigrazione (Asgi) e Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (Oisg) hanno lanciato questa mattina in un appello dal titolo siamo medici e infermieri, non siamo spie. Il 3 febbraio il Senato voterà un emendamento volto a sopprimere il principio di non segnalazione" alle autorità per il migrante irregolare che si rivolge ad una struttura sanitaria. Un provvedimento che le associazione firmatarie dellappello dichiarano inutile e dannoso. Una iniziativa che ha trovato il consenso anche dellOrdine dei Medici. Il rischio di essere segnalato creerebbe nell‘immigrato privo di permesso di soggiorno e bisognoso di cure mediche una reazione di paura e diffidenza, in grado di ostacolarne l‘accesso alle strutture sanitarie. Ciò potrebbe creare condizioni di salute gravi per gli stranieri - con aumenti dei costi legati alla necessità di interventi più complessi e prolungati - e ripercussioni sulla salute collettiva - con il rischio di diffusione di eventuali focolai di malattie trasmissibili. Le associazioni hanno promosso per il 2 febbraio una fiaccolata a Montecitorio (17,30 alle 20,00).
(da Patrizia Caiffa, inviata Sir a Bélem, Brasile) - Lunica via duscita a questa situazione complessa e delicata è quella di continuare a dialogare sugli aspetti giuridici della questione, tralasciando la parte politica: è il parere sul caso Battisti espresso oggi al SIR, da padre Carlo Pighin, missionario del Pime (Pontificio istituto missioni estere) a Belèm, in Brasile, dove è in corso fino al 1° febbraio la IX edizione del Forum sociale mondiale. Cè infatti tensione politica tra Italia e Brasile, in seguito alla scelta del governo brasiliano di non estradare in Italia Cesare Battisti, l‘ex militante di estrema sinistra condannato per quattro omicidi compiuti negli anni 70. Secondo padre Pighin, in Brasile da 30 anni - dove da oltre dieci anni dirige un corso tecnico di comunicazione sociale per ragazzi poveri delle periferie - sicuramente cè stata poca sensibilità nei confronti delle famiglie delle vittime e molta strumentalizzazione politica. Si gioca sempre con i poteri ma non si rispetta lumanità delle persone. Però il caso è stato un po esagerato a livello mediatico, e se scende a livello popolare, ad esempio con la minaccia di ritorsioni nelle partite di calcio Italia-Brasile, rischia di esasperarsi ancora di più. Tuttavia, conclude padre Pighin, conoscendo sia gli italiani, sia i brasiliani, alla fine ci sarà certamente una riconciliazione.
«Non solo l‘istruzione tecnica, ma anche l‘istruzione e la formazione professionale sono la giusta risposta alla crisi che sta attraversando il nostro sistema economico e produttivo». È quanto afferma Maurizio Drezzadore, responsabile del dipartimento Lavoro delle Acli e presidente dell‘Enaip, l‘Ente di formazione professionale della stessa associazione. Le Acli richiamano l‘attenzione del ministro dell‘Istruzione Mariastella Gelmini, che oggi è intervenuta pubblicamente sul rapporto tra studio e lavoro e sul ruolo dell‘istruzione tecnica. «Per recuperare il divario tra i percorsi scolastici e il mondo del lavoro - spiega Maurizio Drezzadore - è importante ma non sufficiente il contributo dell‘istruzione tecnica. E‘ necessario recuperare e valorizzare in pieno il ruolo degli enti di formazione professionale. Non possiamo immaginare - aggiunge il presidente dellEnaip - che il futuro dell‘Italia veda solo lavoratori immigrati nelle attività produttive aziendali e che si consolidi un pregiudizio culturale verso il lavoro manifatturiero. Le Acli ricordano che mancano a tutt‘oggi i provvedimenti normativi di stanziamento delle risorse del Ministero dell‘Istruzione pari a 40 milioni di euro, destinati alla realizzazione per il 2009 dei percorsi sperimentali triennali di assolvimento dell‘obbligo di istruzione, nell‘ambito della formazione professionale.
Il futuro è spesso nelle nostre mani, ma temo che ciò che seguirà alla sentenza del Tribunale del lavoro dopo la bocciatura della delibera del Comune di Brescia sul bonus bebè che prevedeva il contributo di 1000 euro ai cittadini bresciani, escludendo gli immigrati, sarà ancora burrascoso. È quanto afferma Adriano Bianchi, direttore della Voce del Popolo, il settimanale della diocesi di Brescia, a commento della sentenza del Tribunale. La domanda ora - scrive Bianchi nelleditoriale del numero in uscita del giornale - è se si aprirà un «dopo bonus bebè», magari caratterizzato da una rinnovata attenzione al merito del problema che laveva generato (risposta al calo della natalità bresciana, ndr), o se assisteremo a un altro teatrino di schermaglie. Sul bonus bebè, ricorda Bianchi, si era aperto subito un conflitto per lesclusione degli immigrati e anche il vescovo Luciano Monari aveva espresso alcune perplessità. Per Bianchi, la sentenza del Tribunale del lavoro pone un punto a capo per tutti. E qui sta il futuro. Cosa succederà ora? Verrà abbandonata questa «misura politica» ormai etichettata, a favore di altre più condivise? Verrà lasciata una strada che ha trovato tanti ostacoli per costruire, con il contributo dei soggetti attivi della città, unaltra proposta? Daltro canto la politica è anche un po larte del compromesso e della mediazione.
Anche il card. Péter Erdõ, arcivescovo di Esztergom-Budapest e presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali dEuropa (Ccee), ha inviato oggi un messaggio di congratulazioni e auguri al neoeletto patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill I, già metropolita di Smolensk and Kaliningrad. I nostri diversi incontri hanno costituito loccasione per apprezzare la Vostra profonda sensibilità e fede che garantiscono futura cooperazione nella missione di riconoscere i valori cristiani e promuovere lunità dei cristiani scrive il card. Erdõ, a nome di tutti i presidenti delle Conferenze episcopali europee. Di recente questa cooperazione tra le Chiese ortodosse, soprattutto la Chiesa ortodossa russa, e il Consiglio delle Conferenze episcopali dEuropa si è manifestata in modo particolare nella promozione del Primo forum europeo cattolico-ortodosso a Trento (Italia) nello scorso dicembre, volto a porre in risalto la cooperazione su questioni antropologiche di cruciale importanza per il presente e il futuro dellumanità.
Un grande passo avanti nella tutela di tutti i disabili e anche di Eluana Englaro, la cui condizione è esattamente quella di una persona fragile e grandemente disabile: così lAssociazione Scienza & Vita ha accolto lapprovazione da parte del Senato della Convenzione Onu sui diritti delle persone disabili. Il documento passa alla Camera ma è auspicabile una ratifica altrettanto sollecita. La Convenzione - osserva Scienza & Vita - ha tanti meriti, fra i quali va certamente inserito quello di affermare che alle persone disabili, in qualunque condizione esse si trovino, non sia possibile rifiutare lalimentazione e lidratazione. Questa affermazione getta una nuova luce sulla vicenda umana di Eluana Englaro, perché proprio a lei si può applicare il comma f dellarticolo 25 in cui si afferma che gli Stati devono prevenire il rifiuto discriminatorio di assistenza medica o di prestazione di cure e servizi sanitari o di cibo e liquidi in ragione della disabilità. Non sappiamo - conclude Scienza & Vita - se lapprovazione della Convenzione Onu possa in qualche modo riaprire la vicenda giudiziaria di Eluana, ma ce lo auguriamo. Di sicuro, però, dovrebbe far riflettere i suoi familiari che ostinatamente vogliono che i suoi giorni si consumino per disidratazione e mancanza di cibo. Laugurio è che ci ripensino. e lascino Eluana alle cure amorevoli delle suore di Lecco.
Sul caso di Eluana Si deve fare uno sforzo per arrivare a una soluzione legislativa e non affidare a supplenze giudiziarie la soluzione dei singoli casi" ha affermato oggi il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick. «Sono molto soddisfatto di queste parole» commenta Carlo Casini, presidente del Movimento per la Vita (MpV) soprattutto perché data la sua veste di presidente della Consulta non può dire di più ma è significativo che egli esprima il convincimento che non debbano essere le decisioni giudiziarie a sostituire la legge. «Se Eluana verrà fatta morire nei prossimi giorni, ciò avverrà invece perché ha prevalso una soluzione giudiziaria. Di qui - aggiunge Casini - la necessità che la politica si riappropri rapidamente del suo ruolo e che si arrivi ad una legge le cui modalità di emanazione devono essere adeguate alla rilevanza ed allurgenza della questione. La Costituzione prevede i casi di urgenza e quanti condividono questa posizione sanno che cosa è possibile fare».
Una lettera e un dono per Benedetto XVI da parte del primo ministro ceco Mirek Topolánek. A consegnarli al Santo Padre, questa mattina al termine delludienza generale, il ministro della giustizia della Repubblica Ceca, Jiří Pospíšil, in visita alla Santa Sede. Dopo aver partecipato alludienza generale del mercoledì e aver consegnato i doni al Papa, Pospíšil ha incontrato il card. Giovanni Lajolo, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, il card. Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace, e mons. Dominique Mamberti, segretario per i rapporti con gli Stati della Santa Sede.
La sentenza rende giustizia ai 600 bambini figli di immigrati nati a Brescia nel 2008 e privati del bonus solo per il fatto dì non essere nati da bresciani. Così padre Mario Toffari, direttore dellUfficio per la pastorale dei migranti della diocesi di Brescia, commenta la decisione del Giudice del lavoro di Brescia sulla delibera comunale che istituiva un bonus bebè solo per i figli di italiani. Il provvedimento prevedeva un contributo di mille euro per i bambini nati nel 2008, limitandolo però a quelle famiglie con almeno un genitore italiano. Il Giudice del lavoro, dopo aver dichiarato discriminatorio latto, ha ordinato al Comune di eliminare tale discriminazione e i suoi effetti, attribuendo il beneficio a tutti gli stranieri che ne facciano richiesta e siano in possesso di ulteriori requisiti, diversi dalla cittadinanza. Siamo contenti che anche ai figli di cittadini immigrati, rispettosi delle leggi dello Stato italiano, siano garantiti i diritti goduti dai bambini italiani, ha aggiunto p. Toffari. Come già dichiarato dal vescovo Luciano Monari la diocesi bresciana, in questa vicenda, ha sempre cercato di favorire il dialogo. Perciò oggi il sacerdote si augura che tutti possano sentirsi vincitori e nessuno vinto, e che da questo punto riparta una riflessione più costruttiva sulla presenza degli immigrati nella nostra città.
Ripensare la vita parrocchiale tenendo presente i tanti che guardano con interesse la vita della Chiesa, pur restandone ai margini. Don Armando Matteo, assistente generale della Fuci, interpreta così lesortazione di mons. Domenico Sigalini (assistente ecclesiastico dellAzione cattolica) a costruire ponti tra la strada e la Chiesa, rivolta oggi agli assistenti diocesani e parrocchiali di Ac riuniti a Roma per il loro convegno nazionale. Secondo lassistente della Fuci servono spazi dove elaborare i propri dubbi e i movimenti dambiente sono formidabili in tal senso. Innanzitutto - spiega don Matteo al Sir - vi è una forte soggettività laicale: nella Fuci, ad esempio, sono gli stessi studenti che raccontano agli altri la propria esperienza cristiana. Inoltre vi è la condivisione del medesimo ambiente culturale e la capacità dincontrare le persone nelle loro situazioni di vita. Le parrocchie, da parte loro, dovrebbero investire maggiormente sulla scuola e luniversità - precisa il sacerdote - scoprendo la propria dimensione missionaria e senza timore del fatto che questinvestimento di energie possa non produrre risultati «immediati e visibili» allinterno della medesima comunità, magari perché, una volta terminati gli studi, questi giovani cambiano città. Si sperimenta qui, infatti, la vera cattolicità della Chiesa, al di là di ogni campanilismo.
La Commissione intende proseguire lazione di miglioramento legislativo e burocratico e intende ora affrontare altri capitoli fra cui: sussidiarietà, oneri amministrativi, diritti fondamentali, consumatori, regioni. Il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, scende personalmente in campo in questo settore che ritiene fondamentale: La riduzione degli oneri amministrativi proposta dalla Commissione è un elemento essenziale delliniziativa europea per la ripresa. I tempi cambiano. La normativa deve essere più dinamica, non può rimanere statica. Essa si deve adattare alle nuove situazioni e alle nuove esigenze. La Commissione, sostiene Barroso, sta producendo risultati concreti. Mi auguro che nei prossimi mesi gli Stati membri e il Parlamento europeo si associno alla dinamica da noi avviata e facciano anchessi la loro parte. La riduzione degli oneri amministrativi è il prossimo campo dazione dellUe. Gunter Verheugen aggiunge: A quattro anni dal suo avvio, la strategia in materia di migliore regolamentazione ha dimostrato di essere un successo. Abbiamo già raggiunto risultati di tutto rispetto e intendiamo andare ben oltre entro la fine di questanno.
Viene presentato questo pomeriggio a Roma (nella sede dellEditrice La Scuola, via Crescenzio 23, alle ore 17.30) il libro-intervista di Paola Bignardi Educazione. Unemergenza?. Lappuntamento vedrà la partecipazione dellautrice, direttore di Scuola italiana moderna, già presidente nazionale dellAzione cattolica italiana e membro del Comitato per il Progetto culturale della Chiesa italiana, che risponderà alle domande del giornalista Fabio Zavattaro. Ogni giorno e sempre di più - si legge nel volume - si chiede ad insegnanti, genitori e formatori una presa di coscienza delle responsabilità educative. E sembrano non essere mai sufficienti seminari, conferenze, incontri, perché la posta in gioco va oltre la frattura fra le generazioni legata alla mancanza di trasmissione di certezze e di valori. Da qui alcuni interrogativi: Alla radice della crisi educativa non cè una crisi di fiducia nella vita? Come coniugare amore e autorevolezza, libertà e disciplina, come armonizzare buon senso e regole, competenza e coerenza, dialogo e credibilità? E con quali progetti si possono colmare - quando ci sono - gli spazi più adatti a favorire percorsi educativi? Quali i mezzi più adatti a sconfiggere lomologazione culturale e degli stili di vita, i rischi diffusi di sclerotizzazione della personalità dei ragazzi, il clima di smarrimento etico che respirano?.
I vescovi francesi condannano fermamente le parole inaccettabili e scandalose di mons. Williamson, ribadiscono alla comunità ebraica di Francia il loro impegno indefettibile per il dialogo e lamicizia e ricordano che Benedetto XVI non cessa di testimoniare il suo attaccamento alla causa di un dialogo fruttuoso tra ebrei e cristiani. E quanto si legge in una nota diffusa oggi dal Consiglio permanente della Conferenza episcopale francese, dopo le parole pronunciate oggi dal Papa al termine dludienza generale. La revoca della scomunica ai vescovi lefebvriani, fanno notare i vescovi francesi, ha sollevato numerose reazioni nellopinione pubblica cattolica e nella società, perché la simultaneità dellannuncio papale con la rivelazione delle tesi di mons. Williamson, che negano il dramma dello sterminio degli ebrei, ha provocato una condanna che non potrebbe essere più legittima. Ma la revoca della scomunica non è una riabilitazione, bensì il punto di partenza di un lungo cammino che richiederà un dialogo preciso. In ogni caso - si legge nella nota - il Concilio Vaticano II non sarà negoziabile. Nessun gruppo ecclesiale può sostituirsi al magistero. I vescovi francesi apprezzano, infine, la volontà del Santo Padre di fare tutto il possibile per invitare ad una riconciliazione, e si dichiarano in comunione con lui nellesercizio della vigilanza episcopale.
Regolamentare laddove necessario, mantenendo però al minimo indispensabile gli oneri che gravano sulle imprese e sui cittadini: Gunter Verheugen, commissario Ue, spiega le linee-guida e i risultati ottenuti in ambito europeo dalla Commissione per semplificare la legislazione e ridurre gli oneri amministrativi e gli impegni burocratici per le aziende e le famiglie. Liniziativa, avviata da tempo e denominata Migliore regolamentazione nellUe, si rivela in questa fase anche una componente essenziale della risposta dellEuropa alla crisi economica e finanziaria. Secondo lEsecutivo, i cittadini e le imprese, in particolare le piccole e medie imprese, beneficiano già di misure semplificate e di risparmi sui costi amministrativi. Dai dati forniti si evince labrogazione di circa 1300 strumenti giuridici, pari a circa il 10% dellacquis comunitario, ovvero lequivalente di 7800 pagine di Gazzetta ufficiale. Il risparmio economiche per le Pmi si aggirerebbe sui 30 miliardi di euro. La Commissione avanza ora una nuova proposta in materia di Iva che comporta da sola un risparmio di 18 miliardi di euro. Ventuno Stati membri hanno avviato iniziative ispirate dalle azioni comunitarie. (segue)
Fra le proposte avanzate dalla Commissione per contenere il riscaldamento climatico figura listituzione, entro il 2015, di un mercato del carbonio che coprirà tutti i paesi Ocse e lo sviluppo di fonti di finanziamento internazionali innovative basate sulle emissioni dei paesi e sulle loro capacità finanziarie. Dimas ricorda che il piano europeo di ripresa economica, stabilito a dicembre 2008, e le altre misure simili che sono in corso di adozione nel mondo per far fronte alla recessione offrono lopportunità di favorire gli investimenti necessari a basso tenore di carbonio e, al tempo stesso, di stimolare crescita, innovazione e creazione di posti di lavoro. In sostanza la Commissione segnala che occorre mettere in relazioni tre ambiti: economia, energia, tutela ambientale. Il documento di oggi presenta una serie di azioni concrete per conseguire questi obiettivi, le quali chiamano in causa sia i paesi industrializzati, sia quelli di recente sviluppo, sia quelli poveri. Fra i capitoli previsti appaiono: obiettivi e progetti differenziati per i vari paesi; azioni per la riduzione delle emissioni inquinanti; adattamento ai cambiamenti climatici inevitabili; mercato globale del carbonio; finanziamenti innovativi.
Vivo apprezzamento per lelezione a Patriarca della Chiesa ortodossa russa, del metropolita Kirill di Smolensk e Kaliningrad, finora Presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche estere del Patriarcato di Mosca: così si è espresso p. Joaquin Alliende, presidente internazionale dellAiuto alla Chiesa che Soffre (Acs), alla diffusione della notizia della elezione della nuova guida per la Chiesa ortodossa russa. Nella nota si ricorda che ACS già da molti anni mantiene contatti fruttuosi con colui che da ieri è il nuovo Patriarca. Nel novembre scorso, - precisa la nota - la direzione internazionale dellOpera lo aveva incontrato e nel corso dei colloqui erano state affrontate dettagliatamente le prospettive di una futura collaborazione. Il presidente internazionale ha sottolineato come dopo il lungo mandato di Alessio II che, nel periodo post-sovietico, si è dedicato alla ricostruzione delle strutture ecclesiastiche e della vita spirituale della Russia, si apre ora un altro periodo ‘storico, per il quale ACS invoca sul neo-Patriarca «lintercessione della Madre di Dio, la Santissima Vergine Maria, e la benedizione della Santissima Trinità». Giovanni Paolo II aveva incoraggiato Acs a sostenere la pastorale della Chiesa ortodossa russa e Benedetto XVI aveva poi espresso gli stessi intendimenti. Sito: www.acs-italia.org
Per affrontare le cause e gli effetti dei cambiamenti climatici nei prossimi decenni saranno necessari pesanti investimenti pubblici e privati. Gli investimenti saranno in ogni caso inferiori ai costi che dovremmo sostenere se non ostacolassimo la forza distruttrice di tali trasformazioni ambientali. Stavros Dimas, commissario Ue, spiega i motivi individuati dai Ventisette per definire una proposta unitaria in vista del vertice Onu di Copenaghen, del prossimo dicembre, per il dopo-Kyoto. LEsecutivo Barroso ha dunque presentato oggi una serie di proposte riguardanti un accordo internazionale con ambiziosi obiettivi di portata globale per la lotta contro i cambiamenti climatici, illustrando anche le relative possibilità di finanziamento. Ora lampio documento passa per competenza al Consiglio e al Parlamento Ue: già dal prossimo summit dellUnione a marzo potrebbe emergere una prima valutazione complessiva. Lobiettivo di fondo è contenere laumento della temperatura al di sotto di 2° centigradi rispetto al 1990: per questo i paesi sviluppati e le istituzioni multilaterali dovranno stanziare finanziamenti molto più consistenti a favore dei paesi in via di sviluppo per aiutarli a sostenere i costi del loro contributo alla lotta ambientale. (segue)
Una dichiarazione di cattolici contro la negazione della Shoah. A promuoverla è il Centro Sidic-Roma - Service International de Documentation Judéo-Chrétienne (Servizio Internazionale di Documentazione sulle relazioni ebraico-cristiane). Al testo - su www.sidic.org - si può aderire con firma via web. Nella dichiarazione si legge: In quanto cattolici ed in linea con gli insegnamenti della stessa Chiesa Cattolica contro ogni forma di razzismo e antisemitismo - peccati contro l‘umanità e contro Dio Creatore -, studiosi e persone impegnate nelle relazioni interreligiose e in particolare nel dialogo ebraico-cristiano, esprimiamo la nostra ferma e risoluta condanna nei confronti di vecchie e nuove dottrine volte a negare o relativizzare l‘immane tragedia della Shoah. Esprimiamo con questo gesto il nostro più alto rispetto per il dolore delle vittime, certi di essere fedeli alla Parola di Gesù Cristo, che ha voluto che l‘amore nella fraternità responsabile fosse il tratto distintivo dei suoi discepoli, contro ogni odio, spirito di sopraffazione e di negazione dell‘altro. Nel presentare liniziativa, il Sidic si presenta come uno dei frutti del Concilio Vaticano II il cui scopo è rispondere allappello della Chiesa a capire e stimare il popolo ebraico con lo studio della fede di questo popolo, che Giovanni Paolo II ha definito i nostri fratelli maggiori.
La Conferenza delle Chiese europee (Kek) si congratula per le elezioni del metropolita Kirill ed esprime speranza di un ritorno alla piena partecipazione della Chiesa ortodossa russa alla Kek. In una lettera inviata al nuovo Patriarca, Colin Williams, segretario generale dellorganismo europeo che riunisce le Chiese protestanti, anglicane e ortodosse, esprime la gratitudine delle Chiese europee per limpegno del metropolita Kirill nel cammino ecumenico ed aggiunge: non vediamo lora di continuare ad esplorare questo cammino con te. In un comunicato, la Kek ricorda che la Chiesa ortodossa russa è un suo membro. Nel mese di ottobre 2008 però, la Chiesa russa ha sospeso la sua partecipazione attiva alla Kek a causa di un problema relativo alla domanda di adesione alla Kek da parte della Chiesa ortodossa estone legata al Patriarcato di Mosca. Questione legata in realtà a problemi esistenti tra il Patriarcato di Mosca e il Patriarcato ecumenico di Costantinopoli. Nella lettera, il Segretario Generale della Kek ha rassicurato il nuovo Patriarca circa limpegno a lavorare con voi al fine di garantire una piena partecipazione della Chiesa ortodossa russa nella vita della Kek, in vista soprattutto della 13a Assemblea Kek, prevista a Lione nel mese di luglio.
Il titolo con cui ancora vengono chiamate le comunità cattoliche italiane allestero - Missione Cattolica (di Lingua) Italiana - è ancora attuale? Quale ecclesiologia esprime? Esiste un titolo più in linea con lecclesiologia del Concilio Vaticano II Sono alcune delle domande alle quali cercheranno di rispondere i coordinatori nazionali per lEuropa, che si ritroveranno a Roma da domani (fino al 30) su iniziativa dellUfficio nazionale per la pastorale degli Italiani allestero della Fondazione Migrantes. Nella riflessione che condurremo durante il nostro incontro credo essenziale accogliere le domande delle Chiese sorelle e fare scelte che prediligano la comunione e la collaborazione con loro, spiega il direttore dellUfficio, don Miche Morando. Durante lincontro si parlerà anche della missione specifica di una Comunità Cattolica di origine italiana in comunione con la Chiesa locale del paese di residenza, del ruolo di accompagnamento e di guida della Migrantes e dei giornali delle missioni cattoliche italiane. Ai lavori interverrà anche mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei, e sono previste, fra le altre, alcune comunicazioni sulla pastorale giovanile e laccompagnamento pastorale degli studenti Erasmus.
Leducazione interculturale e linsegnamento dellitaliano come lingua seconda sono temi che non interessano più solo gli addetti ai lavori, ma tutta la popolazione. Tiziana Di Dedda ha così presentato, in qualità di organizzatrice, lincontro di questa mattina Leducazione interculturale: bisogni fondamentali e strategie di integrazione. Il convegno ha posto lattenzione sullinsegnamento della lingua italiana agli stranieri come sinonimo di integrazione. Noi crediamo allintercultura, al dialogo tra le diverse comunità ed alla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica ha detto Fausto Pellegrini di Rainews 24. Per questo servono dei corsi di lingua che permettano a tutti di interagire, arricchendo anche la nostra lingua e la nostra cultura. Dello stesso avviso anche Marcello Silvestrini delluniversità per Stranieri di Perugia. Abbiamo il dovere di offrire a tutti gli immigrati la chiave per inserirsi nella nostra società. Dalla panoramica fatta da Silvestrini sulla presenza straniera tra i nostri studenti emerge innanzitutto che solo il 2,9% di immigrati è in Italia per motivi di studio. Nei nostri atenei studiano 42mila stranieri, circa l1,5% della popolazione studentesca. Una percentuale troppo inferiore al 21% degli Stati Uniti, all11 % del Regno Unito ed al 10 e 9% di Germania e Francia.
Passare da un contesto multiculturale che procede autonomamente ad una dinamica interculturale consapevole. Questo laugurio di padre Gian Romano Gnesotto pronunciato questa mattina nel corso del convegno Leducazione interculturale: bisogni fondamentali e strategie dintegrazione. Lincontro, promosso dallAssociazione di Italiano come Lingua seconda (Asils) e da Italian in Italy, associazione di scuole di lingua e cultura italiana, verteva sul tema dellinsegnamento dellitaliano come lingua seconda, ma il responsabile per gli immigrati e i profughi in Italia della Migrantes ha colto loccasione per un intervento più ampio sul tema dellimmigrazione in Italia. LItalia deve far fronte ad unarea grigia della popolazione in bilico tra coscienza multietnica e intolleranza. Ciò ci obbliga tutti ad un impegno educativo maggiore. Quattro le regole da seguire: non dimenticare mai il principio di uguaglianza; considerare il fenomeno migratorio dal punto di vista educativo prima ancora che socio-economico; ascoltare laltro; ed infine definire noi stessi a partire dalla nostra identità culturale e religiosa, perché quando si è forti della propria identità si è più disponibili al dialogo con gli altri. Esiste ancora una città in cui ciascuno vuol continuare a parlare la propria lingua, ma desidera altresì comunicare con gli altri.
Papa Benedetto XVI ha accolto con gioia la notizia della elezione del metropolita Kirill a Patriarca di Mosca e di tutte le Russie. Lo scrive il Santo Padre a sua Santità Kirill in un messaggio di augurio. Nella preghiera - scrive papa Benedetto XVI -, chiedo al Signore che vi conceda abbondanza di saggezza per discernere la sua volontà, perseverare nel servizio amorevole delle persone affidate al vostro ministero patriarcale, e sostenere la loro fedeltà al Vangelo e alle grandi tradizioni dellortodossia russa. Possa l‘Onnipotente benedire i vostri sforzi anche per mantenere la comunione tra le Chiese ortodosse e cercare quella pienezza di comunione che è l‘obiettivo della collaborazione e del dialogo cattolico-ortodosso. Nel messaggio Benedetto XVI assicura la sua vicinanza spirituale e limpegno della Chiesa cattolica a collaborare con la Chiesa ortodossa russa per una sempre più chiara testimonianza della verità del messaggio cristiano e dei valori che possono accompagnare il mondo di oggi lungo la strada della pace, della giustizia e della cura amorevole degli emarginati.
Una elezione che dà speranza. Questa la dichiarazione del nunzio apostolico nella Federazione Russa, mons. Antonio Mennini, che in un messaggio inviato al nuovo Patriarca ha già manifestato - dice al Sir - lespressione più cordiale ed affettuosa dei nostri auguri perché possa servire la sua Chiesa nel solco della testimonianza di Sua Santità Alessio II. Sin dallinizio della mia missione a Mosca - ricorda - ho sempre collaborato con il Dipartimento presieduto dal metropolita Kirill ed ho sempre trovato in lui unapertura, una collaborazione e un desiderio di voler proseguire nel dialogo non solo teologico ma concreto ed effettivo, fatto di gesti di comunione, con la Chiesa cattolica romana. Lui poi ha già avuto la possibilità di incontrare il Santo padre almeno due volte ed ha sempre commentato questi incontri in modo molto positivo. Ricordiamo anche che volle fare la premessa al libro Introduzione al cristianesimo del card. Ratzinger tradotto in russo quando era diventato Papa. Penso che questo Patriarcato segnerà un proseguimento dellapertura nel dialogo con la Chiesa di Roma. Il mondo ortodosso russo - prosegue il nunzio - si aspetta che il nuovo Patriarca sia una guida sicura che possa indicare a questa Chiesa mete nuove ed inedite, non solo nel dialogo ma anche nel campo della evangelizzazione soprattutto per trasmettere i valori del Vangelo alle nuove generazioni.
Le parole del Papa, nelle diverse occasioni in cui già in passato si è espresso, e che oggi sono state pronunciate ancora una volta sul tema della Shoah, dovrebbero essere più che sufficienti per rispondere alle attese di chi esprime dubbi sulla posizione del Papa e della Chiesa cattolica sullargomento. È quanto ha affermato padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, al termine dellodierna udienza generale del Papa. Ci auguriamo quindi - ha proseguito Lombardi - che, anche alla luce di esse, le difficoltà presentate dal Rabbinato di Israele possano essere oggetto di ulteriore e più approfondita riflessione, in dialogo con la Commissione per i rapporti con lebraismo del Consiglio per lunità dei cristiani in modo che il dialogo della Chiesa cattolica con lebraismo possa continuare con frutto e serenità. Questa mattina, infatti, il Jerusalem Post aveva dato notizia di una possibile rottura dei rapporti tra il Rabbinato d‘Israele e il Vaticano.
"È una gioia per me e per la Chiesa cattolica di Francia": così il Card. André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi e Presidente della Conferenza episcopale francese, ha accolto la notizia dell‘elezione di Kyril I a Patriarca della Chiesa ortodossa russa. Nel messaggio inviato oggi a Kyril I, il cardinale ha rievocato gli incontri a Parigi e ha assicurato la volontà di "proseguire il dialogo fraterno instaurato così felicemente sotto il Patriarcato del Suo compianto predecessore". Il card. Vingt-Trois ha ringraziato Dio per aver "donato un nuovo Pastore alla Chiesa ortodossa russa, in lutto dopo la scomparsa di Sua Santità Alessio II" e ha promesso di pregare per il nuovo eletto, "per il Santo Sinodo e per tutto il clero, i religiose e i religiosi, così come per i fedeli della Chiesa ortodossa russa".
La Chiesa cattolica bielorussa ha salutato l‘elezione del metropolita Kirill I a Patriarca della Chiesa ortodossa russa con un messaggio di mons. Tadeusz Kondrusiewicz, vescovo metropolita di Minsk- Mahilev. "La scelta del Consiglio è un segno di indubbio riconoscimento dei Suoi meriti per aver rianimato e formato la Chiesa ortodossa russa", ha affermato l‘arcivescovo, che ha ricordato come l‘attuale Patriarca sia stato "uno dei promotori di molte iniziative che hanno consentito alla Chiesa Ortodossa Russa di essere ripristinata e rafforzata dopo settant‘anni di persecuzione. Oggi - scrive larcivescovo - Dio ha chiamato Lei a diventare il leader della Chiesa in nuove e non facili condizioni di secolarizzazione. "Il mondo moderno La conosce molto bene e La considera una personalità straordinaria, un magnifico predicatore e un pastore di grande talento che protegge coraggiosamente i valori cristiani. La Sua elezione al trono del Patriarcato - conclude mons. Kondrusiewicz apre nuove prospettive di relazioni future tra le Chiese cattolica ed ortodossa, di una più stretta collaborazione, di una risposta unita alle sfide del presente e di una testimonianza comune di Cristo.
La Shoah sia per tutti monito contro loblio, la negazione o il riduzionismo, perché la violenza fatta contro un solo essere umano è violenza contro tutti. E il forte ammonimento con cui il Papa ha concluso ludienza di oggi, prima di salutare - tra i circa 4 mila fedeli riuniti in Aula Paolo VI - i fedeli di lingua italiana. La Shoah - lauspicio del Pontefice per il futuro - insegni specialmente sia alle vecchie sia alle nuove generazioni che solo il faticoso cammino dellascolto e del dialogo, dellamore e del perdono conduce i popoli, le culture e le religioni del mondo allauspicato traguardo della fraternità e della pace nella verità. Mai più la violenza umili la dignità delluomo!. In questi giorni nei quali ricordiamo la Shoah - ha esordito il Pontefice nellultima delle tre comunicazioni finali - mi ritornano alla memoriale immagini raccolte nelle ripetute visite ad Auschwitz, uno dei lager nei quali si è consumato leccidio efferato di milioni di ebrei, vittime innocenti di un cieco odio razziale e religioso. Mentre rinnovo con affetto - ha proseguito il Pontefice - lespressione della mia piena e indiscutibile solidarietà con i nostri Fratelli destinatari della Prima Alleanza, auspico che la memoria della Shoah induca lumanità a riflettere sulla imprevedibile potenza del male quando conquista il cuore delluomo.
Alimentare una nuova stagione di vocazioni educative - laicali e sacerdotali - significative. È questo il compito dellAzione cattolica in un tempo in cui cè un deficit di vocazioni educative a tutti i livelli. Lo ha ricordato il presidente nazionale dellassociazione, Franco Miano, parlando oggi a Roma agli assistenti diocesani e parrocchiali riuniti in convegno. Il senso di scoraggiamento che prende gli educatori è laspetto più grave dellemergenza educativa, ha riconosciuto Miano: di questo lAc non può non tenerne conto ed è perciò chiamata a dare testimonianza di uninversione di tendenza. La cura educativa dellassociazione, secondo il suo presidente, passa dal recupero dellessenziale per ritrovare il cuore della vita cristiana a fronte del rischio corrente di perdere il senso delle poche cose che contano. Miano ha poi ricordato il radicamento nel battesimo come cuore del carisma associativo e il servizio nella parrocchia come caratteristica fondante lAc, che aiuta a tenere insieme la fede con la vita.
La fede è un caso serio della nostra vita, non siamo i mestieranti del sacro. È una ricerca sempre da approfondire. Esige di non legare a sé i laici, di orientarli sempre alla Chiesa e in essa a Gesù, attraverso il racconto di quanto Dio ha fatto di noi, non tanto dei nostri sforzi. Questo, oggi, il messaggio di mons. Domenico Sigalini, assistente generale dellAzione Cattolica, nella terza giornata del convegno nazionale che ha riunito a Roma assistenti diocesani e parrocchiali da tuttItalia. LAc - ha ribadito mons. Sigalini - è quotidianamente missionaria come stile, proprio perché associazione laicale. Le richieste rivolte a volte da noi presbiteri nei confronti dei laici a vivere in sacrestia e parlare il «parrocchialese», ha aggiunto, devono essere viste come attentati allidentità dellAc. Aiutare lassociazione ad aprire lorizzonte a tutti significa qualche volta - ha concluso, rivolto ai sacerdoti - sentirsi soltanto ospiti del nostro mondo ecclesiastico. Le nostre canoniche, case parrocchiali e centri diocesani devono essere aperti, i laici devono potersi sentire a casa loro.
Proprio in adempimento di questo servizio allunità, che qualifica in modo specifico il mio ministero di Successore di Pietro - ha proseguito il Santo Padre - ho deciso giorni fa di concedere la remissione della scomunica in cui erano incorsi i quattro vescovi ordinati nel 1988 da mons. Lefebvre senza mandato pontificio. Ho compiuto questo atto di paterna misericordia - ha spiegato Benedetto XVI - perché ripetutamente questi presuli mi hanno manifestato la loro viva sofferenza per la situazione in cui si erano venuti a trovare. Auspico che a questo mio gesto - lesortazione papale - faccia seguito il sollecito impegno da parte loro di compiere gli ulteriori passi necessari per realizzare la piena comunione con la Chiesa, testimoniando così vera fedeltà e vero riconoscimento del magistero e dellautorità del Papa e del Concilio Vaticano II. La prima delle tre comunicazioni papali con cui si è conclusa ludienza di oggi ha riguardato il nuovo patriarca di Mosca. Ho appreso con gioia - ha detto Benedetto XVI - la notizia dellelezione del metropolita Kirill a nuovo patriarca di Mosca e di tutte le Russie. Invoco su di lui la luce dello Spirito santo, per un generoso servizio alla chiesa ortodossa diRussia.
Il 31 gennaio iracheni al voto per il rinnovo di 14 dei 18 consigli provinciali. Più di 400 i partiti in lizza per circa 14500 candidati che dovranno aggiudicarsi i 440 seggi totali. La tornata elettorale è stata preceduta da aspre polemiche a causa dellapprovazione in Parlamento, il 3 novembre 2008, dellart. 50 della legge dei consigli provinciali che nella nuova stesura garantisce alle minoranze solo sei seggi, di cui tre ai cristiani, uno per Baghdad, uno per Ninive uno per Bassora. Decisione che ha privato la minoranza cristiana di ben dieci seggi e che ha fatto levare a più riprese la voce ai vescovi del Paese. La presenza cristiana è stata strumentalizzata e sfruttata politicamente dai maggiori partiti che vorrebbero avere i cristiani e le altre minoranze dalla loro parte commenta al Sir mons. Louis Sako, vescovo di Kirkuk, città del distretto di Tamim dove non si vota e al centro di contese per i ricchi giacimenti di petrolio del suo sottosuolo. Queste elezioni serviranno ai partiti maggiori per capire con chi si schiereranno i cristiani e le minoranze. Dopo di che la norma dellart. 50 potrebbe essere rivista, ma non abbiamo certezze a riguardo. Mons. Warduni, vicario patriarcale di Baghdad punta lindice contro la frammentazione politica dei cristiani che li indebolisce molto anche sul piano delle giuste rivendicazioni e del rispetto dei loro diritti.
Spero fermamente che le relazioni di fraterna comprensione vicendevole, di fiducia e di collaborazione che si sono sviluppate fra le nostre Chiese negli ultimi anni del servizio del compianto Santissimo Patriarca Alessio II, possano avere un approfondimento e uno sviluppo ulteriore. Perché questo possa succedere, da parte nostra, siamo disposti a fare tutto quello che dipende da noi. E laugurio che mons. Paolo Pezzi, arcivescovo dellArcidiocesi della Madre di Dio a Mosca, ha inviato al nuovo Patriarca Kirill, eletto ieri sera 16° Patriarca di Mosca e di tutte le Russie. Nel suo augurio, larcivescovo cattolico esprime la sua gioia allepiscopato, al clero e ai laici della Chiesa russa ortodossa per questo evento - aggiunge - così importante per la Chiesa e per tutto il popolo russo. Prego affinché il servizio del nuovo Patriarca eletto, con laiuto della grazia divina, possa servire per il rafforzamento nei fedeli della loro fede e devozione e anche per il bene e lo sviluppo di tutto il popolo russo e il suo Stato.
Un atto di paterna misericordia, cui dovrebbero seguire da parte dei destinatari ulteriori passi necessari per realizzare la piena comunione con la Chiesa. Così il Papa ha definito la sua decisione di concedere la remissione della scomunica in cui erano incorsi i quattro vescovi ordinati nel 1988 da mons. Lefebvre senza mandato pontificio. Prima dei saluti ai pellegrini di lingua italiana, al termine delludienza generale di oggi, Benedetto XVI ha detto ai fedeli di dover dare tre comunicazioni. Nellomelia pronunciata in occasione della solenne inaugurazione del mio Pontificato - ha esordito - dicevo che è «esplicito» compito del Pastore «la chiamata allunità», e commentando le parole evangeliche relative alla pesca miracolosa: «Sebbene fossero così tanti i pesci, la rete non si strappò», proseguivo: «Ahimé, amato Signore, essa - la rete - ora si è strappata, vorremmo dire addolorati». E continuavo: «Ma no - non dobbiamo essere tristi! Rallegriamoci per la tua promessa che non delude e facciamo tutto il possibile per percorrere la via verso lunità che tu hai promesso... Non permettere, Signore, che la tua rete si strappi e aiutaci ad essere servitori dellunità». (segue)
La revoca della scomunica ai quattro vescovi lefebvriani non va messa insieme con la farneticante dichiarazione negazionista della Shoà di uno di questi. È quanto ribadisce al SIR mons. Elio Bromuri, direttore del settimanale cattolico La Voce (Umbria) ed esperto di ecumenismo e dialogo interreligioso, in una nota di commento al Decreto della Congregazione per i vescovi con cui è stata revocata la scomunica a mons. Bernard Fellay, mons. Bernard Tissier de Mallerais, mons. Richard Williamson e mons. Alfonso del Gallareta, i quattro vescovi ordinati nel 1988 da mons. Lefebvre. Ciò che sta suscitando maggiore scalpore, scrive tra laltro Bromuri, sono le affermazioni negazioniste di Williamson. Affermazioni stolte e infondate da cui hanno preso netta distanza sia la Cei sia il Vaticano. Tuttavia, prosegue Bromuri, incapaci di fare distinzioni, molti commentatori e giornalisti hanno messo insieme la revoca della scomunica con tale farneticante dichiarazione, come se questa fosse avallata dal Papa, per il fatto che lui l‘ha perdonato. L‘ha perdonato per un altro motivo, evidentemente, ma la gente, purtroppo, seguendo le notizie dei media, è portata a facili quanto infondate deduzioni.
Nelle lettere pastorali di San Paolo, cè lessenziale Della struttura cattolica, e cioè laffermazione che Scrittura e annuncio formano un insieme e che accanto alla struttura dottrinale deve essere presente la struttura personale, lapostolo come testimone dellannuncio evangelico. Così il Papa ha sintetizzato le lettere di san Paolo a Timoteo e a Tito, al centro delludienza generale di oggi. Due i richiami di fondo dei testi paolini: linvito a leggere la Scrittura in modo spirituale, ossia come parola dello Spirito Santo attraverso cui possiamo conoscere il Signore e la sua presenza nella storia, e non come oggetto di curiosità, ha ammonito il Papa a braccio. Il secondo invito di Paolo è quello a prestare attenzione al buon deposito, cioè alla tradizione della fede apostolica, da custodirsi con laiuto dello Spirito Santo che abita in noi, da considerarsi come criterio di fedeltà allannuncio del Vangelo. Scrittura e tradizione formano insieme il fondamento saldo gettato da Dio, come si legge nella lettera a Timoteo. Lannuncio apostolico è necessario per entrare nelle Scritture e vedere qui la voce di Cristo, ha aggiunto Benedetto XVI sempre fuori testo.
Testimoniare a tutta la città la presenza di un‘informazione locale e nazionale attenta alla realtà, al vissuto della gente, capace di presentare fatti e giudizi rispettando e valorizzando l‘umanità con cui e di cui si parla. Così Alessandro Rondoni, direttore del Momento, settimanale della diocesi di Forlì-Bertinoro, presenta lincontro che si tiene domani sera (ore 21, Auditorium Cariromagna, Forlì) per celebrare i 90 anni di fondazione della testata diocesana insieme ai 40 anni di Avvenire. Allappuntamento, organizzato dalla diocesi sul tema Comunicare la verità. Linformazione e lo sguardo sulla realtà, interverranno il vescovo Lino Pizzi, Dino Boffo, direttore di Avvenire, Rondoni e Francesco Zanotti, vicepresidente nazionale della Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc). In 90 anni di storia - dice Rondoni - il nostro settimanale ha percorso molta strada, ha cambiato formato, periodicità, si è però mantenuto fedele ai principi iniziali: essere un giornale, un settimanale aperto a tutti, caratterizzato da un giornalismo di approfondimento, di qualità. Fra le iniziative organizzate nel 2009 per il 90° di fondazione anche il convegno nazionale della Fisc, che si svolgerà a Forlì, dal 19 al 21 marzo, sul tema Alla ricerca della verità perduta. Informazione tra mistificazione e interpretazione.
Riguardo al problema del lavoro, la Caritas rilevano che perdita del lavoro può significare crisi di identità, svilimento della propria dignità, perdita di contatto con la vita attiva, inutilità, introversione, sofferenza. Ed aggiungono: Pur riconoscendo l‘utilità dei recenti provvedimenti del Governo, rimane unanime la richiesta di ampliamento degli strumenti di sostegno al reddito (ammortizzatori sociali): attivare laccesso a specifici sostegni al reddito per gli apprendisti e i lavoratori con contratti a termine; semplificare e ampliare il ricorso alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria e i contratti di solidarietà; prolungare lintervento di sostegno per la disoccupazione ordinaria semplificandone laccesso per i giovani disoccupati; valorizzare il fondo interprofessionale per la formazione professionale dei lavoratori dipendenti. Per la casa e la famiglia, le Caritas chiedono interventi di sostegno per i mutui e gli affitti mentre per le imprese incoraggiano prestiti favoriti. Il secondo e terzo paragrafo del documento si concentrano sullimpegno delle Caritas diocesane e delle Chiese locali, sviluppando nelle parrocchie percorsi di vicinanza alle persone in difficoltà e promuovendo a livello più educativo, stili di vita più sobri e sostenibili in termini di giustizia e solidarietà.
Tutela del reddito e del potere dacquisto, salvaguardia dei posti di lavoro, ampliamento degli strumenti di sostegno al reddito (ammortizzatori sociali), rinvio delle rate del mutuo e rafforzamento del sostegno pubblico agli affitti. Sono alcune delle proposte contenute in un documento elaborato dalle Caritas diocesane del Triveneto che si erano incontrate giorni fa per riflettere insieme sulle difficoltà economiche delle famiglie italiane. Dallincontro è emerso un testo - diffuso oggi nella sua versione definitiva - suddiviso in tre paragrafi. E indubbio - si legge nella premessa - che anche il nostro territorio è investito da una situazione di recessione con conseguente crisi finanziaria, economica ed occupazionale1. Ma ciò che maggiormente si evidenzia è un modello di sviluppo che primariamente per la crisi internazionale ma non solo, non è più in grado di garantire nel futuro quanto fin qui si dava per scontato. Vengono messi in discussione stili di vita consolidati, modi di vivere e di consumare, stereotipi di sistema in base ai quali il primo mondo pensava se stesso modello prototipo. Da questa premessa, le Caritas del Triveneto lanciano un appello a tutti i soggetti sociali: istituzioni, mondo produttivo ed economico, Chiesa, Terzo Settore, singoli cittadini, affinché promuovano un impegno comune e collegiale. (segue)
Preghiamo perché anche noi, come cristiani, possiamo sempre più caratterizzarci, in rapporto alla società in cui viviamo, come membri della famiglia di Dio e pastori della Chiesa sempre più dotati di sentimenti paterni, insieme teneri e forti, nella formazione della comunità di Dio, della Chiesa. Con queste parole il Papa ha concluso la catechesi delludienza di oggi, dedicata alle lettere pastorali di san Paolo: due a Timoteo e una a Tito, collaboratori stretti dellapostolo. In esse, ha fatto notare Benedetto XVI, la Chiesa comprende se stessa in termini molto umani, in analogia con la casa e la famiglia. In particolare, san Paolo scrive che il vescovo deve essere irreprensibile, non sposato che una sola volta, sobrio, prudente, capace di insegnamento, non violento ma benevolo, non litigioso, non attaccato al denaro, e deve godere di buona testimonianza presso i non cristiani: in una parola, il vescovo deve essere attento allinsegnamento e alla paternità, perché è considerato il padre della comunità cristiana. Nelle lettere citate, ha fatto notare Benedetto XVI, appare per la prima volta il triplice ministero del vescovo, del presbitero e del diacono, anche se rimane dominante la figura dellapostolo. Le lettere non sono più indirizzate a comunità, ma a persone, che cominciano a stare al posto dellapostolo, prefigurando una realtà che più tardi si chiamerà successione apostolica.
Siamo lieti di avere un Patriarca, con il quale abbiamo intrattenuto relazioni fraterne da molti anni, e che ha incontrato il Santo Padre già immediatamente dopo la sua elezione nellaprile 2005 e poi nuovamente nei mesi di maggio 2006 e dicembre 2007. Con queste parole il Pontificio Consiglio per la Promozione dellUnità dei cristiani saluta lelezione, avvenuta ieri sera, di Kirill, metropolita di Smolensk e Kaliningrad e presidente del Dipartimento per le Relazioni Ecclesiastiche Esterne del Patriarcato di Mosca, a Patriarca di Mosca e di tutte le Russie. Confidiamo - si legge nella nota del Pontificio Consiglio - di poter continuare il cammino comune di ravvicinamento che abbiamo iniziato. Non vogliamo certo perdere di vista le difficoltà che ancora permangono - precisano dal dicastero vaticano - ma siamo disposti e desiderosi a cooperare nel campo sociale e culturale per testimoniare i valori cristiani, senza tuttavia dimenticare che lo scopo ultimo del dialogo è la realizzazione del testamento di Gesù Cristo, nostro Signore, e cioè la piena comunione di tutti i suoi discepoli. Auspichiamo e preghiamo - la conclusione del comunicato - affinché Dio doni al nuovo Patriarca abbondanti benedizioni e lo guidi con il dono della fortezza e della sapienza.
Sensibilizzare le Fraternità - e insieme ad esse, i nostri paesi, le nostre città, le istituzioni - ad attivarsi per contribuire alla riconciliazione e alla pace, in questo nostro tempo che ha bisogno più che mai di pensare la pace e di trovare nuovi percorsi di pace. Questo lobiettivo della settima edizione di Dipingi le piazze di pace, liniziativa dellOrdine francescano secolare (Ofs) Minori che questanno - sulla scorta del messaggio del Papa per la Giornata mondiale della pace 2009 - parte dalla convinzione che la causa della pace esige sempre più risanare le ferite inferte al piano di Dio sullumanità imparando a vivere come unica famiglia umana. Di qui liniziativa del documento-appello Combattere la povertà, costruire la pace, finalizzato ad umanizzare gli spazi della convivenza umana facendo del condividere una nuova prassi di pace. Nel documento-appello, si esorta a raccogliere linvito del Papa a stabilire un circuito virtuoso tra la povertà volontaria e la povertà da combattere, che deve tradursi in una rinnovata condotta sociale ed attivare così un riordinamento del discorso economico e sociale capace di rendere ragione della originaria fraternità umana. Info: www.ofsitalia.net.
Le Acli baresi intendono avviare una riflessione dell‘associazionismo cattolico pugliese sulle parole del Papa Benedetto XVI, unitamente con la riflessione della Chiesa Italiana degli ultimi anni, a partire dalla situazione del nostro Mezzogiorno". Così Vincenzo Purgatorio, Presidente Provinciale delle Acli di Bari, presenta il convegno "Per una nuova generazione di laici cristiani impegnati nel mondo del lavoro, dell‘economia e della politica per il Bene Comune che si terrà venerdì 30 gennaio dalle ore 16, presso lHotel Sheraton a Bari. "Lobiettivo delle Acli baresi", che hanno organizzato liniziativa, è quello di "proporre - prosegue Purgatorio- un processo formativo condiviso per far crescere una nuova classe dirigente per il Paese e per la Puglia", per rendere "sempre più incidente lesperienza dei cattolici nella realtà sociale e contribuire a modificare lo stato di crisi attraversato in questo periodo". Al convegno relazionerà Giuseppe Acocella, docente di Etica Sociale allUniversità "Federico II" di Napoli e vice presidente del Cnel (Consiglio Nazionale per lEconomia e per il Lavoro), al quale seguiranno le testimonianze di esponenti di politica, sindacato, associazionismo cattolico e imprenditoria regionale sollecitate da Domenico Delle Foglie, direttore della rivista Scienza e vita.
Da qualche giorno anche la diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, in Calabria, ha un proprio sito internet, allindirizzo www.diocesimileto.it. Sollecitati costantemente con idonei messaggi non meraviglia il cresciuto impegno per rilanciare ogni forma comunicativa per creare rapporti con la gente e col territorio, spiega il vescovo, mons. Luigi Renzo che da poco più di un anno guida la diocesi calabrese. Nella diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea per iniziativa del presule, storico e giornalista, è nato, per la prima volta, nei mesi scorsi un mensile Comunità in cammino, un giornale che può e deve collocarsi nel territorio come una sfida e con un ruolo di coscienza critica dando chiavi di lettura per un discernimento chiarificatore della realtà e per una visione più umanizzante del mondo. Inoltre mons. Renzo ha lanciato con esito finora positivo una forma di Incontro con la Città, incontro-dibattito per dialogare su tematiche stringenti che coinvolgono la Chiesa e la società laica. Il prossimo incontro sarà domani pomeriggio sul tema Massoneria e Magistero della Chiesa, su cui relazionerà mons. Domenico Graziani, arcivescovo di Crotone-Santa Severina.
Il mondo dei ragazzi spiegato agli adulti da alcuni esperti ma anche dal cinema: è lobiettivo di Non ti riconosco più! Adolescenza: alla ricerca di unidentità, un ciclo di appuntamenti organizzato dalla parrocchia dei Ss. Simone e Giuda (diocesi di Ascoli) in collaborazione con lAssociazione Culturale La Corolla ed il Circolo di cultura cinematografica Don Mauro - Nel corso del tempo. Si comincia il 29 gennaio: nel corso degli incontri interverranno tra laltro Piercesare Rivoltella, docente alla Cattolica di Milano e direttore del Cremit (Centro di ricerca sull‘educazione ai media, all‘informazione e alla tecnologia) e il pedagogista don Giovanni Varagona, delluniversità del Molise; per la proiezione è stata invece scelta la pellicola La classe - entre le murs. Il tema individuato - dice don Giampiero Cinelli, promotore dellevento - vuole esprimere la dimensione della reciprocità: gli adulti che stentano a riconoscere il ragazzo che passa dallessere bambino allavviarsi verso la giovinezza ed i giovani che cercano una nuova identità anche nel rapporto con gli adulti che li circondano. Tutte le informazioni su www.parrocchiamonticelli.org.