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15:15 - UE: CONSIGLIO EUROPEO INDICA TEMPI E PROCEDURE PER LE “TOP POSITIONS” (2)

La nota del Consiglio europeo ricorda comunque i passaggi istituzionali sinora registrati per assegnare le “top positions” dell’Unione e le prossime mosse: oltre al posto di presidente della Commissione (assegnato appunto al popolare lussemburghese Juncker) e quello di presidente dell’Europarlamento (il socialdemocratico tedesco Martin Schulz), si renderanno vacanti da dicembre le poltrone di presidente del Consiglio europeo, succedendo al popolare belga Van Rompuy, e di Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune (attualmente ricoperto dalla laburista britannica Catherine Ashton), che è anche vice presidente della Commissione. In seguito andrà designato anche il nuovo presidente dell’Eurogruppo. Il presidente del Consiglio europeo dev’essere eletto, stando all’articolo 15(5) del Trattato dell’Unione europea, da una maggioranza qualificata fra i capi di Stato e di governo per un periodo di due anni e mezzo. L’Alto rappresentante (articolo 18) viene indicato a maggioranza qualificata dal Consiglio europeo, in accordo con il presidente designato della Commissione, scegliendo tra i 27 candidati alla carica di commissario europeo. Resta in carica quanto la Commissione, quindi 5 anni. Dopo di che i singoli commissari vengono sottoposti a un’audizione presso la competente commissione dell’Europarlamento (settembre) e infine votati dall’emiciclo in sessione plenaria (ottobre).
 

15:15 - UE: CONSIGLIO EUROPEO INDICA TEMPI E PROCEDURE PER LE “TOP POSITIONS”

(Sir Europa - Bruxelles) - “Ogni Stato membro dell’Unione europea propone un candidato per il posto di commissario. Questi nomi sono sottoposti al presidente designato della Commissione che è responsabile per la distribuzione delle deleghe”. Una nota del Consiglio europeo, presieduto da Herman Van Rompuy, in vista del summit straordinario dei Ventotto del 30 agosto per definire le nomine comunitarie, sembra scritta apposta per ricordare ai governi che non spetta a loro chiedere un preciso incarico per il proprio commissario. Senza alcun riferimento alla candidatura del ministro degli esteri Federica Mogherini, che il premier Renzi ha indirizzato nelle ultime ore a Jean-Claude Juncker, ponendo accanto al nome l’indicazione del ruolo richiesto per il capo della diplomazia italiana (Alto rappresentante per la politica estera). In realtà lo stesso Juncker, chiamato a guidare la futura Commissione dal prossimo 1° novembre, fatica a delineare una squadra in cui siano “saziati” gli appetiti dei governi rispetto agli incarichi di maggior peso, tenuto conto del curriculum dei candidati stessi, del bilanciamento fra donne e uomini (sono 9 le commissarie nel collegio Barroso), della “rilevanza politica” del Paese di provenienza e, non da ultimo, della famiglia politica cui i commissari designati appartengono. (segue)
 

15:00 - GAZA: AMNESTY CHIEDE A USA “EMBARGO TOTALE SULLE ARMI” A ISRAELE

Porre fine alla fornitura a Israele di ampi quantitativi di armi, strumento per compiere ulteriori gravi violazioni del diritto internazionale a Gaza. La richiesta agli Usa di un embargo totale sulle armi destinate a tutte le parti coinvolte nel conflitto è stata lanciata oggi da Amnesty International. La richiesta è giunta all’indomani dell’approvazione, da parte del Pentagono, dell’immediato trasferimento di munizioni per granate e mortai alle forze armate israeliane. “Il governo Usa sta gettando benzina sul fuoco attraverso la continua fornitura delle armi usate dalle forze armate israeliane per violare i diritti umani. Washington deve rendersi conto che spedendo queste armi sta esacerbando e continuando a consentire gravi violazioni dei diritti umani ai danni della popolazione civile di Gaza” ha dichiarato Brian Wood, direttore del programma Controllo sulle armi e diritti umani di Amnesty International. I gruppi armati palestinesi, a loro volta, continuano a lanciare razzi indiscriminati in territorio israeliano, mettendo in pericolo la popolazione civile. Amnesty ha ripetutamente chiesto la fine di questi attacchi, che costituiscono crimini di guerra. Gli Usa sono di gran lunga il principale esportatore di forniture militari a Israele. (segue)
 

15:00 - GAZA: AMNESTY CHIEDE A USA “EMBARGO TOTALE SULLE ARMI” A ISRAELE (2)

Secondo dati resi pubblici dal governo di Washington, le forniture nel periodo gennaio-maggio 2014 hanno compreso lanciarazzi per un valore di quasi 27 milioni di dollari, componenti per missili guidati per un valore di 9,3 milioni di dollari e “bombe, granate e munizioni di guerra” per quasi 762.000 dollari. Dal 2012, gli Usa hanno esportato verso Israele armi e munizioni per 276 milioni di dollari. Amnesty continua a chiedere alle Nazioni Unite d’imporre immediatamente un embargo totale sulle armi destinate a Israele, Hamas e i gruppi armati palestinesi. In assenza di un embargo decretato dalle Nazioni Unite, l’organizzazione per i diritti umani chiede a tutti gli Stati di sospendere unilateralmente le forniture di munizioni ed equipaggiamento e assistenza militare a tutte le parti coinvolte nel conflitto, fino a quando le violazioni dei diritti umani commesse nei precedenti conflitti non saranno adeguatamente indagate e i responsabili portati di fronte alla giustizia. Dall’8 luglio, quando Israele ha lanciato la sua ultima offensiva militare su Gaza, oltre 1400 palestinesi - in maggioranza civili - sono stati uccisi. Sono morti almeno 56 militari israeliani, due civili israeliani e un cittadino thailandese.
 

14:55 - DROGHE: CEIS DON PICCHI, “AUMENTATO DEL 37% A ROMA IL CONSUMO DI EROINA”

È allarme per la crescita del consumo di eroina a Roma, soprattutto nel periodo estivo: la denuncia viene da una indagine del Ceis di Don Picchi, realizzata dal 2011 ad oggi, intervistando più di 9.500 adolescenti, con età compresa tra 12 i 18 anni. In tre anni il consumo di eroina è cresciuto del 37%, con oltre 50.000 persone a Roma tra i 13 e i 48 anni che la utilizzano, a dispetto di una diminuzione del numero di consumatori di cocaina -7%. I dati mostrano, inoltre, come il primo contatto con la droga avvenga in età sempre più precoce, poiché manca un orientamento alla prevenzione. Tre ragazzi su cinque hanno provato almeno una volta le nuove droghe sintetiche, che rappresentano oggi il 70% del consumo nel mercato italiano percentuale in costante aumento con 108 nuove sostanze psicoattive introdotte in Europa nel 2012 e non riconosciute illegali. “Un milione di sequestri di droghe illecite in Europa - afferma Roberto Mineo, presidente del Ceis - mostrano come questo business sia ancora fortissimamente diffuso e metta in pericolo i nostri giovani. La nostra vita frenetica, legata alla difficoltà di trovare momenti in cui realizzarsi, porterà a riutilizzare la madre di tutte le droghe, l’eroina, che, a differenza di altre sostanze fa cadere in uno stato di torpore dei sensi e di rilassamento, ma crea dipendenza sin dal primo utilizzo”.

14:25 - PAPA FRANCESCO: IERI A PRANZO CON I CONFRATELLI PER LA FESTA DI SANT’IGNAZIO

Una sorpresa: è quella che ieri Papa Francesco ha fatto alla comunità dei confratelli Gesuiti, recandosi a pranzo nella Curia generalizia nel giorno della festa di sant’Ignazio. Il Papa, riferisce un comunicato della Curia dell’Ordine, “ha comunicato all’ultimo momento al Padre Generale questo suo desiderio. Si è trattato di una visita del tutto privata e semplice. Il Papa si è trattenuto con la comunità in sala da pranzo e poi in sala di ricreazione per il caffè, conversando amabilmente e stringendo la mano a tutti”. Al pranzo, precisa la nota, erano presenti anche i familiari di p. Paolo Dall’Oglio, rapito un anno fa in Siria. “Con loro - conclude il comunicato - il Papa ha scambiato parole di apprezzamento e di conforto”. Presente anche il gruppo degli scolastici dell’Ejif (Gesuiti Europei in Formazione), che in queste settimane tengono il loro convegno annuale presso la Curia generalizia.
 

14:23 - CONTRIBUTI EDITORIA: ZANOTTI (FISC), NON REGALO MA GARANZIA DEMOCRATICA (2)

“Ora in Italia - ricorda Zanotti - è in dirittura d’arrivo alla VII Commissione della Camera dei Deputati, nel disinteresse quasi generalizzato e all’inizio del mese di agosto, una proposta di legge che prevede l’abolizione del finanziamento pubblico all’editoria”. Da tempo la Fisc, evidenzia il suo presidente, “si batte contro gli sprechi e ha sempre invocato maggiore rigore nella distribuzione delle risorse pubbliche. Ciò vale, evidentemente, anche in questo caso. Però, soprattutto in fasi di ristrettezze economiche, occorre operare dei distinguo e agire con maggiore raziocinio”. Di qui l’interrogativo: “Il pluralismo informativo è un valore? Il territorio in Italia ha un senso? Più testate attive sono una ricchezza? Oppure è sufficiente qualche informazione generica magari diffusa online, come a volte si vuole far credere, rispetto a un dibattito e a un confronto che può costituire parte del sale di una sana democrazia partecipata?”. Sono questi “gli interrogativi a cui occorre dare una risposta prima di eliminare un sistema, certamente imperfetto e migliorabile”. “Un sistema - conclude - che ha anche avuto il merito di sostenere una certa editoria libera, di idee e del territorio che, in svariati casi, dà voce e spessore a realtà altrimenti obbligate all’oblio da un circo costituito da grandi network fin troppo autoreferenziale”.

14:22 - CONTRIBUTI EDITORIA: ZANOTTI (FISC), NON REGALO MA GARANZIA DEMOCRATICA

In Italia è in dirittura d’arrivo alla VII Commissione della Camera dei Deputati, nel disinteresse quasi generalizzato, una proposta di legge che prevede l’abolizione del finanziamento pubblico all’editoria. Sicuri che sia un bene per la vita democratica? È la domanda che pone Francesco Zanotti, presidente della Fisc (Federazione cui fanno capo 189 settimanali cattolici), in una nota (clicca qui) pubblicata oggi dal Sir. “I contributi pubblici all’editoria sono considerati un regalo di Stato. Sarà anche successo questo, in diversi casi, ma l’intero sistema non è tutto da buttare. Si tratta - spiega Zanotti - di un sostegno al pluralismo nell’informazione. Il mercato, da solo, non è sufficiente per garantire la presenza di più voci nel panorama dell’informazione. E proprio questo settore, così delicato e importante per la crescita e lo sviluppo democratico di un Paese che amerebbe definirsi avanzato, non può essere considerato alla stregua di qualsiasi altro comparto”. In Europa “in quasi tutti gli Stati l’informazione viene sostenuta, con sistemi diversi, ma è certo che viene aiutata. È troppo importante per essere lasciata alla dinamica domanda-offerta. Pensiamo a ciò che accade quando si verifica un colpo di Stato: di norma si mette subito mano alle radio, alle tv, alla carta stampata, appunto perché è proprio da questi mezzi che dipende molto della vita di una comunità nazionale”. (segue)

14:01 - ECUMENISMO: CONVEGNO SAE, CONFRONTO SU “VITA IN RELAZIONE” E “BIOETICA” (2)

“La ricerca di orientamenti etici condivisi a fronte del mutamento culturale e sociale del mondo occidentale nella seconda metà del Novecento conduce alla constatazione dell’impasse in cui si trova la disciplina rispetto alla sfida del pluralismo”, ha affermato Goss. Superando il dualismo tra sacralità della vita e qualità della vita, la relatrice ha proposto un percorso che assegna “la priorità alla relazione come luogo autentico in cui si gioca la costruzione di significati”. Secondo Goss, “prima che di decisione si tratta di lettura e discernimento del senso di fronte alle situazioni di conflitto etico suscitate al crocevia delle possibilità biotecnologiche e del vissuto personale”. “La relazionalità umana, lo studio della responsabilità come specificità del farsi carico e del partecipare alla vita dell’altro e degli altri nella realtà pubblica” sono evidenziati da Goss come “caratterizzazioni specifiche dell’impegno in etica della vita”. La specificità della proposta cristiana “viene rivendicata come necessità”. “Diventa sempre più necessario un discernimento delle forme e una ricerca dei significati”, ha sottolineato ancora la relatrice, che ha auspicato “il superamento del bipolarismo etica laica-etica legata alle fedi, a partire dalle categorie responsabilità e relazione”.

14:01 - ECUMENISMO: CONVEGNO SAE, CONFRONTO SU “VITA IN RELAZIONE” E “BIOETICA”

“Vita in relazione: la bioetica si interroga”: è il tema sul quale si sono confrontati, stamattina, alle sessione estiva del Sae, in corso a Paderno del Grappa, padre Sorin Bute (prete ortodosso e teologo rumeno) e Ylenia Goss (medico, membro della Commissione bioetica della Chiesa valdese). Per padre Bute, “oggi il luogo fondamentale dell’agire profetico è l’etica, e con essa la bioetica, come etica della vita minacciata sempre di più dallo stesso ‘progresso’ unilaterale, orizzontale e immanente dell’uomo”. L’etica della vita è chiamata a “vegliare in modo profetico sul valore eterno della persona, e sulla vita dei più deboli che sono più spesso le vittime innocenti della superbia dell’odierna cultura della morte”. “Nel distinguere il bene dal male così confusi nei loro confini per l’etica chiusa di fronte al trascendente, la bioetica cristiana - ha sottolineato il relatore - deve rivendicare la necessità di cambiare in maniera profetica il paradigma stesso dell’esistenza umana tenendo conto della sua verità integrale, divino-umana”. Infatti, “l’etica senza la vita eterna - ha sostenuto padre Bute - è un’etica debole, senza verità, senza valore e sostanza che non può varcare la soglia dell’immanenza”. Ilenya Goss ha indagato il rapporto tra etica medica, filosofia morale e teologia. (segue)

13:56 - IRAQ: CONCLUSO VIAGGIO DELLA DELEGAZIONE DEI VESCOVI FRANCESI (2)

“Anche se questa visita - spiega monsignor Pascal Gollnisch, direttore generale dell’Oeuvre d’Orient - riveste un carattere particolare a causa dell’attualità, non è un atto isolato: s’iscrive nella continuità della preoccupazione che i vescovi francesi hanno per i loro fratelli d’Oriente”. “Era importante - aggiunge il cardinale Barbarin - che i cristiani iracheni sapessero che si sta pregando per loro. Non avevamo la presunzione di fare cose straordinarie ma molto semplicemente avevamo il desiderio di pregare insieme a loro, di manifestare la nostra amicizia e portare aiuti materiali. Di questo viaggio rimangono due immagini: la prima sono le parole del patriarca Sako che ci ha detto: ‘Grazie alla vostra venuta, la nostra speranza è ingrandita’. L’altra immagine sono le parole di mons. Youssef Thomas: ‘Prima eravamo senza voce, ora abbiamo una voce’”. Al loro ritorno, in un comunicato, i vescovi scrivono: “Non dimentichiamo i cristiani di Oriente!”.

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13:56 - IRAQ: CONCLUSO VIAGGIO DELLA DELEGAZIONE DEI VESCOVI FRANCESI

“Abbiamo incontrato una popolazione che ha sofferto in maniera terribile e abbiamo potuto vedere negli occhi delle persone ciò che hanno vissuto. Ma mai, mai, in alcun momento, abbiamo sentito parole di odio o desiderio di vendetta”. Lo racconta al Sir monsignor Michel Dubost, vescovo di Evry e presidente del Consiglio per le relazioni interreligiose della Conferenza episcopale francese. È appena tornato da un viaggio di cinque giorni in Iraq (dal 28 al 1 agosto) vissuto insieme al cardinale Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione, e a monsignor Pascal Gollnisch, direttore dell’Oeuvre d’Orient, per portare ai cristiani iracheni perseguitati la solidarietà dei cristiani di Francia. “Ciò che mi ha colpito - dice il vescovo Dubost - è stato trovare persone che hanno perso tutto a causa della loro fede. Ora chiedono giustizia, ma lo chiedono senza odio. Mi ha anche colpito l’immensa solidarietà del popolo iracheno. Parrocchie, scuole, sale comunali, case: tutte le porte sono aperte per gli sfollati”. Lunedì il gruppo è arrivato a Erbil, dove insieme al patriarca caldeo Louis Sako che ha accolto la visita dei vescovi francesi come “un dono inestimabile”, ha incontrato alcuni sfollati di Mosul. Martedì è stata poi la giornata della visita a Karemlesh e Qaraqosh, a pochi chilometri da Mosul. E poi la visita ad Alqosh, Malabrwan e Kirkuk. (segue)

13:44 - UE: JUNCKER, AD ATENE IL PRIMO VIAGGIO PER “UN MESSAGGIO DI SPERANZA”

(Sir Europa - Bruxelles) - “Le mie priorità come presidente della Commissione europea saranno il lavoro, la crescita e gli investimenti e sono felice di recarmi in Grecia per affrontare queste priorità con il mio amico e collega Samaras”. Jean-Claude Juncker ha comunicato oggi che il suo primo viaggio come capo designato dell’Esecutivo comunitario sarà ad Atene il prossimo 4 agosto. “Vorrei far passare un messaggio di speranza e di ottimismo, riconoscendo gli sforzi compiuti dal popolo greco e dal governo, nel quadro di riforme del loro Paese”. Juncker incontrerà il premier Antonis Samaras per discutere della realtà economica e sociale nazionale, delle riforme attuate, della situazione dei conti pubblici, del tessuto finanziario e produttivo del Paese mediterraneo. Ma i colloqui si concentreranno anche sul commissario designato da Atene per far parte del collegio, delle altre nomine Ue, degli sviluppi politici in seguito alle elezioni dell’Europarlamento di maggio. La Grecia è poi direttamente interessata al costituirsi della macroregione adriatico-ionica che comprende quattro Paesi aderenti all’Unione (Croazia, Grecia, Italia e Slovenia) e quattro candidati o potenziali candidati all’adesione (Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Serbia).

13:37 - GIOVANI E UE: “UNA NUOVA NARRATIVA PER L’EUROPA”, SESSANTA UNDER25 A BONN

(Sir Europa - Bruxelles) - Sessanta giovani in conclave per ripensare la comunicazione europea. È quanto propongono l’ufficio di rappresentanza della Commissione Ue a Bonn e l’Agenzia federale per l’educazione civica in Germania, che hanno invitato ragazzi fra i 18 e i 25 anni, dai ventotto Paesi aderenti all’Ue, per un forum che ponga in discussione i lineamenti dell’Europa nel XXI secolo e le modalità di approccio tra istituzioni comuni e cittadini. “Una nuova narrativa per l’Europa” è il titolo dell’iniziativa che si svolgerà a Bonn dal 31 agosto al 3 settembre. I partecipanti, selezionati mediante iscrizioni on line, prenderanno parte al meeting che vorrebbe declinare “un nuovo racconto dell’Europa”, direttamente “elaborato e adottato da 60 giovani, da consegnare poi al Presidente della Commissione Ue”. Le questioni che saranno sottoposte ai giovani saranno, ad esempio: che cosa rappresenta l’Europa per i giovani? Perché abbiamo bisogno di una organizzazione sovranazionale? L’Unione è veramente indispensabile? A cosa dovrebbe assomigliare? Quali riforme sarebbero necessarie? Saranno esplorati vari modelli alternativi per riformare l’Ue28 e per rendere più partecipi i cittadini alla democrazia comunitaria. Idee originali sono particolarmente attese sulle modalità e i linguaggi di comunicazione tra cittadini e organismi comunitari.

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13:15 - PERDONO DI ASSISI: PERRY (FRATI MINORI), “CELEBRAZIONE DELL’AMORE SENZA LIMITI” (2)

“Il Perdono di Assisi - prosegue il ministro generale dei frati minori - può parlarci della situazione in tutto il mondo, nelle zone in guerra come la Siria, la Libia, il Sudan meridionale, l’Ucraina, la Terra Santa, la Repubblica Democratica del Congo, ma anche nelle grandi città degli Stati Uniti, del Messico, in tutto il mondo. Questa festa ci parla, ci invita e ci provoca oggi a pensare e ripensare il piano di Dio per il presente e per il futuro”. Alla domanda se sente questa società il bisogno del perdono, fra Perry risponde che “i giovani che partecipano alla marcia francescana - dall’Italia, Germania, Francia, Spagna, Slovacchia, Svizzera, Croazia e da altre parti dell’Europa - tutti loro stanno cercando la sicurezza della presenza di Dio, perché c’è una grande angoscia tra i giovani oggi. Credo che il Perdono di Assisi può toccare ed entrare in questo spazio vuoto e riempirlo con la misericordia, la gioia, la presenza e la sicurezza che Dio è sempre presente nella nostra vita”. Per la solennità del Perdono di Assisi 2014 il ministro generale dei frati minori esprime questo augurio: “Signore, fa di noi uno strumento della tua pace. Dove c’è l’odio fa‘ che noi portiamo l’amore, il perdono, che portiamo l’unione, la fede, la speranza, la gioia e la luce per ognuno di noi, per il mondo e anche per il Creato oggi”.

13:14 - PERDONO DI ASSISI: PERRY (FRATI MINORI), “CELEBRAZIONE DELL’AMORE SENZA LIMITI”

“Si tratta di una celebrazione dell’amore senza limiti, della misericordia di Dio; un Dio che non smette di richiamarci alla comunione con Lui, gli uni con gli altri e con tutta la Creazione”. Così il ministro generale dei frati minori, fra Michael Perry, spiega la Festa del Perdono di Assisi, in un’intervista a Radio Vaticana. Le celebrazioni hanno preso il via stamattina. Noi cristiani, ha spiegato, “come Cristo siamo chiamati a diventare ministri della riconciliazione, della misericordia e della pace di Cristo per tutto il mondo. Credo che anche san Francesco nella sua vita abbia vissuto tantissime esperienze di discordia anche tra i frati minori, nella Chiesa o nel mondo. Per questo Francesco volle celebrare e ricordare quello che è l’essenziale della nostra vita in Cristo, nella Chiesa e nel mondo, nel suo tempo ma anche per noi oggi”. Per fra Perry, questa festa ci dà “anche un senso del futuro: noi siamo limitati in questo mondo, abbiamo uno sguardo che si limita alle esperienze del mondo di oggi - la sofferenza, la violenza - ma abbiamo una vocazione molto più ampia, collegata con il piano di Dio per noi, per il mondo, per il Creato… Ci attende un futuro di speranza e non di disperazione; un futuro della gioia e non della miseria”. (segue)

12:59 - IRAQ: VESCOVI FRANCESI, ESODO CRISTIANI NON È SOLUZIONE AL PROBLEMA (2)

“Quando si ha paura - racconta l’arcivescovo francese - si scappa, si cerca di mettere al sicuro la vita. È meglio vivere che morire, certo. Ma in questi giorni abbiamo più volte sentito il patriarca dei Caldei, Louis I Sako, esortare i cristiani a restare. Lo abbiamo sentito dire: ‘Noi abbiamo bisogno di voi’. La presenza dei cristiani in questo Paese è un fattore di pace in un conflitto che esiste tra sciiti, sunniti e curdi”. Esprime lo stesso parere monsignor Pascal Gollnisch, direttore dell’Ouvre d’Orient, anche lui parte della delegazione francese in Iraq. “Quale avvenire potranno avere i 450mila caldei in Francia?”, chiede. Ed aggiunge: “Non si può risolvere il problema favorendo questo esodo. Significherebbe che noi stessi agiamo come agisce il Califfato islamico e cioè svuotando l’Iraq dei suoi cristiani”. Occorre, a parere di monsignor Gollnisch, garantire a tutti i costi il mantenimento del delicato equilibrio di civiltà presente su quel territorio. Una questione che tocca da vicino l’Europa. “È in gioco - si spiega meglio il vescovo - l’equilibrio del Mediterraneo. Come pensare che ci possa essere una graduale e continua distribuzione dell’Islam in Europa e un’epurazione dei cristiani nel Sud del Mediterraneo. Come credere che tutto ciò possa avvenire tranquillamente e pacificamente? Credo che dovremmo riflettere su questo”.

12:58 - IRAQ: VESCOVI FRANCESI, ESODO CRISTIANI NON È SOLUZIONE AL PROBLEMA

Un gesto di “buona volontà”, un “segno d’interesse” per la sorte dei cristiani perseguitati in Iraq, ma la strada dell’esodo non è una soluzione del problema, perché l’Iraq ha bisogno della presenza dei cristiani. Questa la posizione dell’episcopato francese alla disponibilità espressa dal governo francese di accogliere i cristiani perseguitati d’Iraq, a titolo d’asilo. Ieri il presidente della Repubblica François Hollande ha telefonato al nuovo presidente dell’Iraq, Fouad Massoun, per felicitarsi della sua elezione e assicurare il sostegno della Francia per la stabilità del Paese. Ha anche espresso parole di “viva preoccupazione” e di “grande inquietudine” per le persecuzioni di cui sono vittime i cristiani a opera di “gruppi terroristi”. I cristiani - ha detto Hollande - sono una “componente essenziale della Repubblica d’Iraq”. Nell’apprendere la notizia, il cardinale Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione, che fino a ieri sera è stato a capo di una delegazione dell’episcopato francese in Iraq, ha espresso soddisfazione. “Significa che in Francia c’è interesse per questa situazione di grande sofferenza”, ha detto. A proposito invece dell’iniziativa di concedere asilo su territorio francese ai cristiani iracheni, il cardinale parla di un gesto di “buona volontà” che risulta però “non adeguata” alla situazione reale dei cristiani iracheni. (segue)

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12:53 - GAZA: TREGUA DI 72 ORE PER MOTIVI UMANITARI VIOLATA DOPO DUE ORE

Un nuovo cessate-il-fuoco per motivi umanitari è stato annunciato, dalle 8 di stamattina e per le prossime 72 ore, dal segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon e il Segretario di Stato americano John Kerry, che hanno avuto rassicurazioni in proposito dal rappresentante Onu a Gerusalemme Robert Serry. Ma dopo due ore la tregua è stata violata e le parti hanno cominciato ad accusarsi reciprocamente. Scopo del cessate-il-fuoco era di dare ai civili innocenti la possibilità di ricorrere alle cure sanitarie, seppellire i defunti, e procacciare il cibo.

12:43 - STORIA D’EUROPA: AMBROSIANEUM, CICLO D’INCONTRI SU INTEGRAZIONE UE

"Una nuova attività di alta divulgazione e formazione culturale e civica, tutta dedicata all‘Europa": è quanto si propone l‘Ambrosianeum, fondazione culturale della diocesi di Milano, che pubblicizza un ciclo di incontri sul tema "Conoscere l‘Europa: la storia", in calendario i primi tre lunedì di ottobre (www.ambrosianeum.org). È "sotto gli occhi di tutti lo straordinario rilievo assunto, nel bene e nel male, dalle istituzioni dell‘Unione europea - spiegano gli organizzatori -. Le cronache politiche, economiche, socio-culturali ne sono quotidianamente piene. Tuttavia la conoscenza dell‘Ue, in tutte le sue sfaccettature, rimane cosa da iniziati. La storia dell‘unificazione europea è pressoché sconosciuta nelle scuole; pochissimi sono i corsi universitari di Storia contemporanea che ne parlano". Da qui la proposta di lezioni dedicate al processo storico di integrazione europea, che vedrà tra i docenti i professori Giorgio Vecchio, Alfredo Canavero, Piero Graglia, Guido Formigoni, Edoardo Zin. Ambrosianeum "intende fare la sua parte per contribuire a diffondere una conoscenza non banale dell‘Ue, delle sue origini e della sua attualità. Alla prima serie di incontri sulla storia, "ne seguiranno altre sugli aspetti economici, sociali, senza dimenticare altre figure di protagonisti" della vicenda comunitaria.

12:10 - AGESCI: AL VIA LA “ROUTE” NAZIONALE, 456 PERCORSI SU “STRADE DI CORAGGIO”

Oltre 30mila scout stamattina si sono messi in cammino per la “Route” nazionale Agesci, cinque giorni di strada, condivisione, incontro. Le “routes”, percorse da rover e scolte, ragazzi e ragazze dai 16 ai 21 anni, sono strade di coraggio che troveranno il loro punto d’incontro a San Rossore (Pi) dal 6 al 10 agosto. Sono 456 i percorsi che attraverseranno l’Italia: 259 nell’area del Nord, 127 in quella del Centro e 70 nel Sud e nelle isole per coprire l’intero territorio nazionale, “condividendo - spiegano i promotori - un’esperienza di vita significativa e la consapevolezza che il percorso è quello dei protagonisti del futuro, di coloro che hanno il coraggio di agire per un paese migliore, per un futuro migliore”. Ognuna delle “routes” ha un significato preciso: in Friuli Venezia Giulia e Veneto i rover e le scolte passeranno per il Vajont e saranno ospiti di ragazzi austriaci e palestinesi; in Campania cammineranno sulle terre di don Peppe Diana e in Sicilia, partendo da Piana degli Albanesi, incontreranno la realtà dell’accoglienza agli immigrati e della loro integrazione.

12:00 - MUSICA E SPETTACOLO: "HOPE", DUE BORSE DI STUDIO PER ARTISTI DELLA ROMANIA

Due borse di studio gratuite rivolte a ragazzi provenienti dalla Romania per prendere parte ai seminari di alta formazione nei settori della musica e dello spettacolo. Sono messe a disposizione da "Hope", l‘associazione fondata nel 1998 su iniziativa del Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei, e si svolgeranno a Roma dal 15 al 21 febbraio. "Hope Music School - dichiara il direttore Marco Brusati - pone al centro dei programmi prima di tutto la persona. Non si può essere veri artisti senza essere buone persone, che guardano all‘altro come necessario alla propria esistenza e non come un ostacolo da superare. Quest‘anno ci rivolgiamo alla Romania, ma a settembre offriremo altre borse di studio a giovani artisti provenienti da altre nazioni". Tra i docenti che accompagneranno i ragazzi, ci saranno Paolo Audino, Fabio Liberatori e Vincenzo Incenzo. Per info e iscrizioni: www.hopeonline.it

11:35 - DIOCESI: MONS. TESSAROLLO (CHIOGGIA), “ANDARE INCONTRO AI PROFUGHI”

“Continuano a giungere in Italia tante persone in fuga, giovani, donne, minori non accompagnati. Il Governo centrale cerca di smistarli su tutto il territorio italiano”, ma “gli amministratori del nostro territorio (Regione e Comuni) hanno difficoltà ad accoglierli per due motivi. Il primo motivo che viene addotto è di ordine economico” e “il secondo motivo invece è ‘culturale’”. Lo sottolinea il vescovo di Chioggia, monsignor Adriano Tessarollo, in un intervento pubblicato sul settimanale diocesano, “Nuova Scintilla”. “Raramente - aggiunge - invece si sentono incoraggiati dai cittadini a rimboccarsi insieme le maniche per cercare di andare incontro a chi si trova in situazione così disastrata e bisognosa di aiuto”. Il presule confronta “questo modo di pensare con quello di un santo dei primi secoli della Chiesa” per il quale se si vuole la misericordia celeste, occorre esercitare quella terrena verso i poveri. “Noi che crediamo in Gesù e al suo Vangelo come ci sentiamo di fronte a queste parole? Forse - sostiene monsignor Tessarollo - non sarà il caso di interrogarci su come possiamo andare incontro a questi poveri, nostri fratelli, quali forze e disponibilità mobilitare positivamente, anziché parlare sempre di come respingerli, magari anche incoraggiando i nostri amministratori a ciò?”.

10:58 - DIOCESI: MONS. ARNOLFO (VERCELLI), DA SANT’EUSEBIO “UN MESSAGGIO DI SPERANZA”

Un “messaggio d’incoraggiamento e di speranza”: è quello che ancora oggi viene da sant’Eusebio, patrono della diocesi di Vercelli, come ricorda dalle pagine del “Corriere Eusebiano” il vescovo, monsignor Marco Arnolfo, in occasione della festa del patrono (2 agosto). “Abbiamo bisogno tutti di lasciarci scuotere e provocare dalla vita santa dei nostri fratelli, dall’onestà, dalla giustizia e dalla carità che hanno praticato in mezzo a noi e che ora reclamano continuità nella nostra vita - afferma il vescovo -. Sentiamo di non essere adeguati o capaci? È l’augurio che rivolgo a voi e a me: fermiamoci anche quest’anno per lasciare spazio alle necessità profonde del nostro spirito, ricerchiamo nei Santi il segreto della loro vita esemplare a livello sociale e spirituale e confidiamo fiduciosi nella loro intercessione dal cielo”. Monsignor Arnolfo, poi, rivolge i suoi auguri di “a tutti coloro che portano questo nome, a tutti coloro che si sentono appartenenti alla Chiesa eusebiana, al carissimo padre Enrico, che per tanti anni è stato per essa guida illuminata e pastore generoso, a tutti coloro che ci leggono o in qualche modo sono venuti a conoscenza di questo Santo: possano incontrare nei suoi discepoli una gioiosa testimonianza di accoglienza”. E ancora “auguri alla città di Vercelli”, in tutte le sue istituzioni, a tutti i sacerdoti e a “tutti i figli di questa terra vercellese”.

10:23 - DIOCESI: AC CEFALÙ, AL VIA IL CAMPO ESTIVO PER GIOVANI “PIEDI PER…”

“Il periodo estivo è per eccellenza il tempo del riposo, ma anche il tempo favorevole per incontrarsi e poter godere della bellezza e della ricchezza dell’altro. Ogni incontro è momento privilegiato per la missione, ma anche occasione propizia per accrescere la nostra fede e per sperimentare la bellezza di credere insieme”. Questi gli obiettivi del campo estivo promosso dall’equipe diocesana giovani dell’Azione Cattolica della diocesi di Cefalù. Il titolo del campo scuola diocesano è “Piedi per…” e si tiene da oggi a domenica 3 agosto, presso la “Domus Agathae” di Catania. L’iniziativa è aperta ai giovanissimi dai 15 ai 18 anni e ai giovani dai 19 ai 30 anni. “Il campo scuola rappresenta un’esperienza forte nel cammino di formazione, è un momento prezioso in cui, uscendo dalla routine della quotidianità, si ha possibilità di mettersi in ascolto, di pregare, di condividere, di fraternizzare e creare nuove relazioni umane e cristiane nella gioia che il Signore ci dona nello stare insieme. Inoltre - scrivono l’assistente e i responsabili diocesani, don Calogero Cerami, Gero Bertolino e Alessandra Mitra - è un’occasione imperdibile da cui poter attingere le energie necessarie per vivere pienamente il prossimo anno associativo”.

10:08 - DIOCESI: MODENA, APPELLO CENTRO CONSULENZA FAMIGLIA PER NON CHIUDERE NEL 2015

Appello alla ricerca di sostenitori da parte del Centro di consulenza per la famiglia (Ccf), il Consultorio diocesano, attivo dal 1979, della Pia Fondazione Centro Famiglia di Nazareth: infatti, già da gennaio 2015, la curia di Modena, di cui il Centro è espressione, e le strutture che collaborano con essa non saranno più in grado di sostenerlo economicamente. Questo porterà a un’imminente chiusura del Ccf, già nel 2015! “Il numero delle richieste di aiuto è in continuo aumento - ricordano al Ccf - e i servizi che si occupano del disagio psicosociale chiedono al Ccf una presenza attiva e continua per le situazioni in cui da soli non riescono a rispondere alla cura”. Il Centro affronta 600 colloqui al mese con 800 primi accessi all’anno per un totale di più di 40.000 famiglie che nel corso di questi anni hanno usufruito di un Servizio professionale che, per motivi etici e umanitari, è stato sempre completamente gratuito, aperto a tutti al di là di ogni credo religioso e di ogni stato sociale, e che rischia fortemente, come tale, di non esistere più. Adesso il Centro di consulenza per la famiglia lancia un appello: “Sollecitare le istituzioni e gli enti, per poter trovare insieme una soluzione ai problemi economici che affliggono il Centro e soprattutto per continuare a offrire il servizio alla comunità”.

09:52 - SPAGNA: L’ANNO PROSSIMO IL I ANNO GIUBILARE DEL CAMMINO IGNAZIANO

In occasione della festa di sant’Ignazio di Loyola, che si è celebrata ieri, in Spagna è stato annunciato che dal 31 luglio 2015 al 31 luglio 2016 si celebrerà il primo anno giubilare del Cammino ignaziano. Sei anni più tardi, dal 31 luglio 2021 al 31 luglio 2022, si celebrerà il secondo anno giubilare, coincidendo con la commemorazione del quinto centenario della conversione di Ignazio di Loyola e il suo pellegrinaggio a Manresa. La tradizione del pellegrinaggio ai santuari di Loyola e Manresa, molto popolare dal secolo XVII dopo le canonizzazioni di sant’Ignazio e san Francesco Saverio, è aumentata nel secolo XX e agli inizi del XXI. Il Cammino ignaziano è nato con la vocazione di veicolare la pietà mediante una proposta di pellegrinaggio che ricorda il cammino fatto da Ignazio di Loyola nel 1522. Il lavoro per la realizzazione di un nuovo itinerario ha portato alla creazione dell’opera apostolica “Cammino ignaziano” della Compagnia di Gesù, che è stata costituita ufficialmente ieri. La sua missione è mantenere vivo lo spirito ignaziano in quasi 700 chilometri di pellegrinaggio che uniscono il santuario di Loyola con quello della Cova di Manresa. Info: www.caminoignaciano.org   

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09:41 - PERDONO DI ASSISI: MONS. SORRENTINO, “PREGHEREMO PER LA PACE IN TERRA SANTA” (2)

“Il prossimo 27 ottobre, nell’annuale commemorazione di quell’evento, ad Assisi - sottolinea monsignor Sorrentino - raccoglieremo ancora quella grande sfida, attualizzandola: ‘L’iniziativa di Papa Francesco per la pace in Israele: quale futuro?’”. E intanto “in occasione della festa del Perdono a cui invito tutta la comunità a partecipare - aggiunge ancora il vescovo - vogliamo pregare per una pace giusta e duratura in Terra Santa. L’invito a pregare è anche invito alla conversione. Chi di noi, in quest’ultima, cruenta pagina della guerra tra Hamas e Israele, non si è chiesto perché mai, contro ogni senso di umanità e ogni ragionevolezza, le armi non tacessero, anche quando i morti erano diventati centinaia, e strazianti i volti delle mamme, dell’una e dell’altra parte? Dove la ragione è accecata e i sentimenti inaspriti, solo lo Spirito di Dio può entrare”. “Lo ‘spirito di Assisi’ resta più vivo che mai e noi - conclude monsignor Sorrentino - lo vogliamo invocare per la Terra Santa in occasione del Perdono della Porziuncola”.

09:41 - PERDONO DI ASSISI: MONS. SORRENTINO, “PREGHEREMO PER LA PACE IN TERRA SANTA”

Il Perdono di Assisi, la festa che inizia stamattina e si conclude con il vespro solenne di domani nella Porziuncola di Santa Maria degli Angeli per l’ottenimento dell’indulgenza che da oltre sette secoli vede la presenza di migliaia di pellegrini, avrà quest’anno un’intenzione di preghiera particolare: la fine della guerra e delle ostilità in Terra Santa. Lo ha deciso il vescovo della diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino, in sintonia con la comunità dei Frati minori della Provincia Serafica. “La visita di Papa Francesco in Terra Santa e soprattutto il momento di preghiera che egli ha condiviso in Vaticano con Shimon Peres e Abu Mazen - sottolinea il vescovo - hanno suscitato tante speranze. Forse troppe. Non poteva esserci più grande delusione, con l’esplosione del conflitto che si è determinato poco dopo tra i due popoli, ancora una volta con l’esito di morti e macerie. Sconfitta anche la preghiera? Vien da chiederselo”. Nel 1986, ricorda il presule, “Giovanni Paolo II inaugurò lo ‘spirito di Assisi’ proprio in termini di preghiera per la pace. Un incontro di preghiera nel quale si levava la voce, pur distinta, delle diverse religioni del mondo, a gridare forte che Dio fa rima con la pace, e non con la guerra”. (segue)

09:33 - LA CIVILTÀ CATTOLICA: IL BICENTENARIO DI RICOSTITUZIONE DELLA COMPAGNIA DI GESÙ (2)

“La soppressione e la ricostituzione - prosegue p. González - ci pongono al centro del nostro carisma, che è al tempo stesso intimo e storico, creatore e pasquale, di obbedienza al Papa e di fedeltà al futuro del regno”. Lo studioso riconosce che la soppressione tagliò non solo opera di “indubbia qualità culturale, educativa e pastorale”, ma anche “espressioni di orgoglio e superiorità”. I gesuiti subirono la spoliazione, alcuni morirono o impazzirono in carceri durissime, ma la loro obbedienza destò l’ammirazione generale. “Immersa nel fango, eliminata dal punto di vista sociale e condannata da quello religioso, scendendo nella morte, la Compagnia si è incontrata con il Padre che accoglie tutte le vittime” e il suo dolore “si trasformò nel dolore di Dio, che è Amore, e l’Amore trasforma il dolore in affetto e la morte in vita nuova”. La ricostituzione, spiega l’autore del saggio, “fu preparata nella fedeltà al silenzio” e al carisma ignaziano, e il cuore della Compagnia ne uscì “purificato”. In essa si formarono grandi uomini che prepararono il Concilio. Per p. González, “il tempo del silenzio di Dio nella storia, quando il male trionfa e sembra che Dio sia inerte, mentre i carnefici festeggiano e il servo si morde le labbra, in realtà è tempo di gestazione del nuovo, che si sviluppa protetto nei confronti dei nemici dalla discrezione di Dio”.

09:33 - LA CIVILTÀ CATTOLICA: IL BICENTENARIO DI RICOSTITUZIONE DELLA COMPAGNIA DI GESÙ

Il 7 agosto si celebra il secondo centenario della ricostituzione della Compagnia di Gesù ad opera di Pio VII nel 1814 con la bolla “Sollicitudo omnium ecclesiarum”, dopo la soppressione da parte di Papa Clemente XIV nel 1773. Nel numero in uscita de “La Civiltà Cattolica”, padre Benjamín González Buelta offre una lettura “sapienziale” di ciò che per i gesuiti sopravvissuti al breve “Dominus ac Redemptor” di Clemente XIV significò lo scioglimento del loro Istituto per quarant’anni, e parla di “un processo pasquale molto intenso”. Leggere quegli anni “soltanto con il linguaggio dell’ingiustizia, del lamento e della perdita, non rispetterebbe l’opera di Dio e nemmeno l’ispirazione e la novità che egli ci offre con ogni potatura”. Anche oggi, secondo p. González, “viviamo tempi di potatura”. Di qui l’interrogativo su come affrontare “in modo creativo le grandi sfide del servizio della fede e della promozione della giustizia in una cultura che globalizza la seduzione e la superficialità”. Parole chiave creatività e fedeltà: la soppressione e la ricostituzione della Compagnia possono “costituire per noi una grande parabola per farci carico dei nostri attuali tempi di potatura con ‘fedeltà creativa’, personale e istituzionale, nelle ‘frontiere esistenziali’ della realtà in cui ci troviamo accanto al popolo di Dio, potato più crudelmente di noi, che procede nella storia mutilato e risuscitato, come è avvenuto per Gesù”. (segue)

09:17 - MORTE BIMBO TARANTO: L’ARCIVESCOVO, “IL MIO DOLORE È GRANDE”

“Il mio dolore per la perdita del piccolo Lorenzo è grande! Una vita strappata anzi tempo”. Così in un post sulla pagina Facebook ufficiale l’arcivescovo di Taranto, monsignor Filippo Santoro, esprime il proprio dolore per la morte di Lorenzo Zaratta, il bimbo di Taranto, al quale dopo solo tre mesi di vita avevano diagnosticato un tumore al cervello (clicca qui). Aveva compiuto cinque anni il 27 luglio. Il suo caso commosse tutta Italia: suo padre, nell’agosto 2012 partecipò a una manifestazione contro l’inquinamento, mostrando un cartellone con la foto del figlio malato e la scritta “Mio figlio tre anni... cancro!!! Quanti ancora?”. La sera del 30 luglio, su Facebook, il padre ha annunciato la morte del figlio con queste parole: “Cari amici volevo avvisarvi che Lorenzino ci ha fatto uno scherzetto... ha voluto diventare un angioletto...”. Ieri si sono svolti i funerali. “Ho mandato il mio messaggio - scrive l’arcivescovo - alla Regina Pacis di Lama per i suoi genitori, dove si sono celebrate le esequie. Ho celebrato la Messa per lui. L’ho posto nelle mani di Gesù con la sua Famiglia e tutta la città di Taranto. Dobbiamo fare davvero tutti molto di più. Che lutti come questo non accadano mai più. Che lo Spirito sostenga il Pastore e tutto il popolo in questo cammino di responsabilità per la vita”.

09:03 - CARDINALE MARADIAGA: APPELLO PER LA REVOCA DEL BLOCCO E PER LA PACE A GAZA (2)

“Dovreste piuttosto abbassare le armi - prosegue il card. Maradiaga - e mettervi un paio di occhiali per poter vedere che la maggior parte delle vittime sono persone innocenti”. Il porporato fa notare che si tratta della terza guerra in cinque anni tra Israele e i militanti di Gaza, e sottolinea le difficili condizioni di vita dei palestinesi di Gaza, cui Caritas porta aiuto materiale e spirituale. Di qui la richiesta della “revoca del blocco” per permettere agli abitanti di “proteggere le loro vite e i mezzi per la sopravvivenza e quindi di vivere una vita dignitosa”. Nel richiamare le parole sul coraggio richiesto dalla pace, pronunciate da Papa Francesco nell’incontro in Vaticano con i presidenti di Israele e Palestina, il card. Maradiaga dice di pregare, come Caritas, per la pace in Terra Santa, per le famiglie palestinesi e israeliane che hanno perso i loro figli, per chi è stato ucciso, e per i bambini “che vivono nel terrore e le cui cicatrici mentali rimarranno a lungo anche dopo la fine della guerra”. Affetto e solidarietà agli operatori Caritas a Gaza e a Gerusalemme”. Infine il richiamo allo scoppio della prima guerra mondiale 100 anni fa e alle parole di Benedetto XV: “La forza può reprimere il corpo, ma non può reprimere le anime degli uomini”, e l’auspicio che le anime di israeliani e palestinesi continuino a sperare in un futuro di giustizia e di pace.

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09:00 - CARDINALE MARADIAGA: APPELLO PER LA REVOCA DEL BLOCCO E PER LA PACE A GAZA

Un appello per la fine delle ostilità, per la revoca del blocco di Gaza e per la pace. A lanciarlo è il cardinale Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, arcivescovo di Tegucigalpa (Honduras), coordinatore del Consiglio dei cardinali e presidente della rete internazionale Caritas. Il porporato esordisce citando un passaggio della “Pacem in terris” di San Giovanni XXIII: “Che infine il Cristo accenda le volontà di tutti a superare le barriere che dividono, ad accrescere i vincoli della mutua carità, a comprendere gli altri, a perdonare coloro che hanno recato ingiurie”. “Dall’inizio del mese di luglio - fa notare -, quasi due milioni di palestinesi a Gaza e in Israele sono stati coinvolti in una guerra devastante”. La gente non sa dove nascondersi, vede “i suoi figli massacrati, i quartieri rasi al suolo e tutte le speranze per un futuro di pace ridotte in cenere”. “Come Caritas - prosegue -, abbiamo chiesto un cessate il fuoco permanente, ma questo è solo il primo passo sulla strada verso una pace giusta basata su negoziati inclusivi in tutta la regione”. “Il cammino verso la riconciliazione è lungo ma inizia da noi stessi”, il monito del porporato. Di qui una domanda: “Israele e Hamas, perché continuate a puntare il dito contro la pagliuzza nell’occhio di vostro fratello, senza vedere la trave nel vostro occhio?”. (segue)

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