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Australia - Europa: la fede dei giovani


Oltre 5 mila giovani dell'arcidiocesi di Madrid, accompagnati dal loro arcivescovo, il card. Antonio M. Rouco Varela, il 5 aprile, Domenica delle Palme, hanno ricevuto dai loro coetanei australiani, la Croce e l'Icona delle Giornate mondiali della gioventù nel corso della celebrazione presieduta da Benedetto XVI in piazza San Pietro. Questo "passaggio di testimone", ha detto il Papa, assume un "valore altamente simbolico, con cui esprimiamo immensa gratitudine a Dio per i doni ricevuti nel grande incontro di Sydney e per quelli che vorrà concederci in quello di Madrid". La Croce delle Gmg giungerà a Madrid il 10 aprile, Venerdì Santo, nella cornice della celebrazione della Passione del Signore, nella cattedrale dell'Almudena. Al termine la Croce sarà portata dai giovani lungo il centro di Madrid, dove si inserirà nella processione il Gesù di Medinaceli. Durante la celebrazione Benedetto XVI ha salutato i 150 delegati che dal 3 al 5 aprile hanno partecipato all'"Incontro internazionale degli operatori di pastorale giovanile: da Sydney 2008 a Madrid 2011" organizzato dal Pontificio Consiglio per i laici. Tra loro anche la delegazione australiana guidata dal card. George Pell, arcivescovo di Sydney e quella spagnola con il card. Rouco Varela che proprio ai delegati aveva illustrato la Gmg madrilena.

L'eredità cattolica. "Spagna evangelizzata ed evangelizzatrice", è stato il monito che ha accompagnato l'intervento dell'arcivescovo di Madrid, sul significato della Gmg per la Chiesa in Spagna. "Le esperienze passate della Gmg, dalla 1° edizione a Roma nel 1986, fino a Sydney 2008, devono farci comprendere quanto sia necessario mantenere in vita l'eredità cattolica per aiutare la Spagna e l'Europa intera a riscoprire, a riappropriarsi delle proprie radici cristiane". "Un'opera evangelizzatrice - ha evidenziato il porporato - fuori e dentro la Chiesa, in quanto la secolarizzazione sta investendo gli stessi ecclesiastici. Bisogna ritornare alla lunga tradizione cattolica della Spagna dei secoli scorsi per riconoscere la sua appartenenza a Cristo". La Gmg è fondamentale per una nazione in difficoltà dalla perdita di gioventù e da mancanza di materia prima di ringiovanimento (basti pensare al numero elevato di aborti). "L'obiettivo è unire ringiovanimento e riappropriazione dell'appartenenza a Cristo, in contrasto con la povertà radicale dell'uomo, di aver rotto il suo legame con Dio". "Giovanni Paolo II e l'allora card. Ratzinger parlano di un trauma nel cuore dell'Europa riferendosi all'apostasia affermatasi silenziosamente: rifiuto di Dio e negazione della sua Esistenza". "Pensiamo dunque alla Gmg di Madrid - ha ribadito Varela - in vista di una Chiesa evangelizzata per i giovani ed evangelizzatrice grazie ai giovani".

Preparazione spirituale e organizzazione. Da parte sua mons. César Augusto Franco Martínez, vescovo ausiliare di Madrid, ha sottolineato la priorità della preparazione spirituale su quella logistica. "L'apostolato è importante, è un gesto di carità verso i giovani ai quali trasmettere una preparazione catechetica e pastorale adeguata, che faccia riscoprire loro quella verità che dà senso alla vita". La raccomandazione di Martinez è "pensare ad una Chiesa giovane, basata sulla preghiera, ascolto della parola, celebrazione dei Sacramenti, pellegrinaggio della fede con Cristo come meta". "La capacità non sta nell'organizzare feste ma nel portare persone capaci di infondere gioia". Tuttavia la dimensione organizzativa non può essere tralasciata. "Organizzeremo la Gmg di Madrid 2011 pensando ad almeno 1,5 e 2 milioni di giovani. Ci aspetta un lungo e duro lavoro nel quale saremo coadiuvati anche dal Governo spagnolo che ci ha promesso un aiuto. La Gmg è un evento non solo di Madrid ma di tutta la Spagna". È stato il pensiero del segretario generale della Conferenza episcopale di Spagna, mons. Juan Antonio Martinez Camino. "Stiamo già parlando con membri del Governo per organizzare l'arrivo di tutti questi giovani. Punteremo molto sui 'Giorni nelle diocesi', ovvero sui gemellaggi con le diocesi spagnole così che i giovani in arrivo potranno conoscere le radici cattoliche della Spagna con il suo patrimonio di santi, di luoghi ricchi di fede, di storia e di arte". "Ci attendiamo che queste radici possano rivitalizzarsi anche nei nostri giovani". Parere condiviso anche da don Javiér Igea Lopéz-Fando che nel suo intervento all'incontro internazionale ha parlato delle difficoltà e della situazione della pastorale giovanile in Spagna: "di fronte alle false promesse di felicità che attraggono e pongono i giovani in crisi esistenziale, il ritorno alle radici cristiane deve porsi come obiettivo contro questa decostruzione e scissione di Cristo dalla Chiesa. È urgente dunque riscoprire l'amore vero che non sbaglia, Cristo, e con Lui, la propria vocazione, sia essa vita consacrata o matrimonio".


- GLI ALLEGATI
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