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Una boccata d'ossigeno   versione testuale
Un provvedimento della Giunta per famiglie e persone indigenti







Con il provvedimento della Giunta regionale "Norme a favore della famiglia" anche per il 2012 la Regione Sardegna ha stanziato 30 milioni di euro per la lotta alle evenienze più gravi in favore di famiglie e persone indigenti. La delibera, presentata dall'assessore alla Sanità e alle Politiche sociali, è particolarmente importante soprattutto alla luce dei tagli nazionali dei fondi per i Comuni, con la riduzione drastica dell'assistenza sociale e dei fondi per le emergenze. L'indirizzo dato dalla Giunta è mirato ai bisogni reali: bollette, affitti, servizi essenziali e cura, assistenza all'infanzia, interventi a favore della disoccupazione su base territoriale. Lo stanziamento è previsto dalla Legge finanziaria 2012.

Attenzione alle richieste del territorio. "La ripartizione dei fondi ai Comuni - dice don Roberto Sciolla, direttore della Caritas diocesana di Iglesias e delegato regionale Caritas - è molto importante: la scelta della Regione Sardegna è quella di usare i soldi in maniera non dissimile dal passato, ma con un'attenzione alle necessità strettamente locali, alle necessità urgenti che solo gli amministratori dei piccoli centri conoscono. Il 35% del finanziamento sarà suddiviso in parti uguali tra tutti i Comuni; un altro 35% terrà conto degli abitanti e l'ultimo 30% considererà la percentuale dei disoccupati nei singoli Comuni". Questo, per il sacerdote, "è un dato importante perché permetterà di agire in maniera mirata sulla base delle reali esigenze dei territori, anche tenendo conto dell'enorme numero di emergenze createsi tutte insieme in questi ultimi anni, con un aumento incredibile di casi di difficoltà nel 2012". Don Sciolla vede una grande problematicità nella situazione attuale: "Intere zone della Sardegna hanno visto da un momento all'altro chiudere in rapida sequenza i centri produttivi, tra loro legati, così l'indotto locale si è fermato. Come Caritas locali e regionale abbiamo chiaro il reale stato di difficoltà. Le Caritas parrocchiali spesso sopperiscono alla mancanza di possibilità di azione immediata delle amministrazioni, ma non basta". "Ecco allora - prosegue il delegato Caritas - che i fondi regionali saranno una boccata d'ossigeno per molti Comuni. Potranno favorire l'assistenza a famiglie in gravi difficoltà, con contributi anche di 500 euro mensili, per esempio. Ma la situazione non si risolve con i sussidi. Serve una risposta dalle istituzioni e un'attenzione a quelle che sono le richieste di ogni territorio".

Salvaguardare la dignità. Per Carlo Tedde, presidente di Confcooperative Cagliari, "la situazione è grave e l'impegno è molto difficile. Quando si parla di povertà dipende da quella che è la capacità di spesa mensile di una famiglia media. Eppure abbiamo una qualità della vita che mediamente è tra le più alte al mondo". La crisi, chiarisce Tedde, "è nata anche dalla mancanza di responsabilità. Ci sono tante persone in difficoltà, che veramente non mettono insieme il pranzo e la cena, ma è anche vero che in molte famiglie si spendono soldi che non si hanno e ci s'indebita più del necessario". Tutto è legato alla situazione sociale e culturale per il presidente di Confcooperative: "Credo che la crisi debba prima di tutto aiutarci a capire che dobbiamo ricominciare dalla responsabilità. In effetti, i 30 milioni della Regione sono una cifra importante; se si riuscisse a distribuirli bene, si darebbe la possibilità a tante famiglie di provare a ricominciare in qualche modo". Con la responsabilità da un lato e l'accompagnamento verso un nuovo approccio alla vita dall'altro: "Sono fondamentali - prosegue Tedde - perché bisogna ricostruire una serenità prima di tutto. Confcooperative ha tante situazioni di difficoltà. Stiamo facendo un po' di 'pulizia' al nostro interno, con tante cooperative che stiamo chiudendo. C'è però una grande vivacità e volontà di rinascita, dobbiamo avere uno sguardo positivo per una ripresa dello sviluppo in Sardegna. Se guardiamo tutte le cose buone che ci sono nella nostra isola possiamo essere fiduciosi". C'è, per Tedde, anche un valore positivo nella crisi: "È quello di dare opportunità nuove, c'è la crisi e bisogna cambiare. Anche la povertà più grande vissuta con dignità fa scaturire l'orgoglio di sorridere alla vita. Bisogna permettere alle persone che ricevono i soldi di dimostrare che non vogliono essere un peso per la comunità, che con quei soldi desiderano ripartire con progetti nuovi. Credo che sia la cosa più importante. Non conta quanto uno è povero, ma quanto uno mantiene la propria dignità".

a cura di Massimo Lavena

(27 luglio 2012)





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