"Rendere più efficiente ed efficace l'operatività del Garante regionale dell'infanzia e dell'adolescenza": questo è l'obiettivo della proposta di modifica della legge regionale n. 38/2002 istitutiva del Garante dell'infanzia, licenziata lo scorso 5 luglio in Commissione lavoro, pari opportunità, politiche giovanili e politiche sociali della Regione Lazio.
Super partes. La proposta di legge, identificata con il n. 339 dell'11 maggio 2012, contiene diverse novità, dirette in primo luogo ad "allargare le competenze del Garante attraverso una collaborazione e un'integrazione con gli altri soggetti istituzionali presenti e operanti sul territorio nel medesimo settore, soprattutto con le scuole", a "favorire lo sviluppo della cultura della mediazione familiare", a creare "strumenti atti a prevenire o risolvere conflitti che coinvolgono persone di minore età", favorendo "la formazione degli operatori del settore e sostenendo tutori e curatori". Inoltre, affinché il Garante "mantenga la propria specifica indipendenza" la norma prevede che deve essere scelto tra "persone di notoria indipendenza, indiscussa moralità, aventi specifica e comprovata professionalità" e non deve ricoprire cariche istituzionali, politiche, direttive o amministrative in enti pubblici, sindacati, associazioni di categoria, aziende sanitarie, enti, imprese o associazioni che ricevono contributi o sovvenzioni dalla Regione.
Un passo in avanti. "Esprimo apprezzamento per il parere favorevole della Commissione politiche sociali del Consiglio regionale sulla proposta di modifica della legge istitutiva del Garante": a dirlo è Francesco Alvaro, garante dell'infanzia e dell'adolescenza della Regione Lazio. "La proposta di legge - aggiunge - ha il pregio di rimarcare le caratteristiche di autonomia e indipendenza della figura del Garante, del quale viene ribadito il ruolo di organismo super partes, come sancito nelle convenzioni internazionali sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza". Per Alvaro è "molto importante aver precisato in modo più ampio e pertinente le competenze che dovranno far capo all'istituzione regionale e aver previsto, in particolare, un compito di vigilanza sui fenomeni d'inclusione sociale e discriminazione, sulla questione dei minori scomparsi e sulla presenza nel territorio regionale di minori non accompagnati". A parere del Garante, "risulta rilevante anche l'individuazione precisa e puntuale delle caratteristiche e dei requisiti richiesti al Garante che delineano l'identikit di una figura altamente specializzata, con comprovata esperienza nel rapporto con il mondo dell'infanzia e dell'adolescenza e con altrettanta esperienza istituzionale riferita a servizi in favore dei minori". È da ritenersi positiva pure "la previsione di rendere maggiormente operativa la figura del Garante soprattutto attraverso la collaborazione con gli altri soggetti che si occupano di minori all'interno del territorio regionale".
Più garanzie. Secondo Laura Baldassarre, responsabile advocacy istituzionale Unicef Italia, "la proposta risulta interessante per diverse ragioni", in particolare "per il ruolo che viene affidato al Garante relativamente allo sviluppo di una cultura della mediazione, perché come sappiamo stanno aumentando le situazioni di conflitto che riguardano anche i minorenni". Bene anche aver "specificato meglio il ruolo del Garante nell'attività di formazione per le persone che sono interessate a svolgere compiti di tutela e curatela"; aver preso in considerazione "il diritto dei minori a una corretta informazione"; aver "fatto riferimento alla legge nazionale sulle misure contro la tratta di persone"; aver "introdotto la segnalazione degli abusi anche tramite specifica linea telefonica gratuita" e aver "previsto più puntualmente forme di collaborazione con la dimensione nazionale", che però andrebbero arricchite "inserendo il riferimento alla Conferenza di garanzia, prevista dalla legge nazionale che coinvolge i garanti regionali". Baldassarre nota però una lacuna riguardo l'incompatibilità e la revoca del Garante e suggerisce che "sarebbe meglio chiarire la formulazione, prevedendo che la carica sia incompatibile anche con altre professioni in termini di lavoro autonomo, subordinato, commercio".
Azione di prevenire. "Bene il fatto che viene data più autonomia e indipendenza al Garante in modo che possa operare in maniera più efficace": lo afferma Emma Ciccarelli, presidente del Forum Famiglie Lazio, che però sottolinea come nella proposta "non si trovi alcun riferimento alla famiglia di origine del minore", cosa che invece "sarebbe importante, perché anche nella fragilità la famiglia rappresenta sempre una risorsa". Inoltre "come Forum riteniamo che il Garante debba effettuare un'azione di prevenzione" perché "non ci si deve interessare dei bambini solo nel momento in cui si trovano in una situazione di sofferenza".
a cura di Costantino Coros
(19 luglio 2012)