Servizio Informazione Religiosa
 Home Page 
 Regione 
 Regioni 
 LIGURIA 
 Tutela per la maternità? 
LIGURIA
Tutela per la maternità?   versione testuale
Un provvedimento approvato e uno bocciato







A fine giugno, il Consiglio regionale della Liguria ha respinto la mozione sulla natalità con cui si chiedeva alla Giunta d'impegnarsi ad "adottare interventi mirati a tutela della maternità e a favore della natalità", con l'obiettivo di sostenere le donne in stato di gravidanza e indotte a valutare l'ipotesi di abortire per ragioni economiche e sociali. Nella stessa seduta è stato, invece, approvato un ordine del giorno volto "a sostenere gli interventi finalizzati a tutelare la maternità come scelta libera e consapevole".

I provvedimenti in discussione. L'ordine del giorno approvato "impegna la Giunta a sostenere gli interventi finalizzati a tutelare la maternità come scelta libera e consapevole, a sostenere concretamente la donna nella rimozione degli ostacoli alla maternità derivanti da condizioni socio-economiche, attraverso l'intervento integrato dei servizi territoriali". Si chiede inoltre l'impegno per offrire, preventivamente, un'ampia e completa informazione, iniziando dalla scuola, rispetto a diritti e doveri relativi alla maternità/paternità e un'educazione a comportamenti sessualmente responsabili. Si sollecitano specifici interventi d'informazione e sensibilizzazione sui diritti di cittadinanza, con particolare attenzione a quelli destinati alle donne straniere. Si raccomanda inoltre un potenziamento dei consultori familiari. Infine si chiede alla Giunta di richiedere al Governo il ripristino del Fondo nazionale per le politiche sociali e d'inserire le azioni di sostegno alla maternità e alla natalità nel "Piano sociosanitario integrale", da presentare in Consiglio regionale entro l'anno. La mozione respinta impegnava invece la Giunta ad "adottare interventi mirati a tutela della maternità e a favore della natalità volti a sostenere socialmente ed economicamente le madri in gravidanza che, pur versando in situazioni di difficoltà, scelgono comunque di non ricorrere all'interruzione di gravidanza; a strutturare tali interventi tramite consultori familiari pubblici e privati debitamente registrati in apposito, istituendo, elenco". Il documento impegnava, tra l'altro, l'Assemblea legislativa, a "prevedere anche un contributo economico mensile, specie con carta prepagata, di 300 euro per collaborare a far fronte alle spese relative alle nascite; ad elaborare linee guida operative per l'erogazione degli interventi e per la collaborazione tra i consultori e ad istituire uno specifico fondo regionale finalizzato a sostenere gli interventi e ad adottare opportune linee guida per il loro finanziamento".

Mancano gli interventi concreti. Con una nota congiunta a proposito dell'ordine del giorno approvato il presidente del Movimento per la vita-FederVita Liguria, Giovanni Rocchi, e la presidente del Forum ligure delle associazioni familiari, Anna Panfili, hanno affermato che le due associazioni "non possono che approvare una mozione d'impegno di tale portata, pur sempre volta (e proprio in quanto volta) a sostenere la maternità e la natalità nella nostra Regione". Il problema riguarda però "la genericità dei programmi indicati, l'ampiezza e il numero dei settori d'intervento, la mancanza di più concreti e immediati interventi in favore delle madri ora in difficoltà e ancor più la completa assenza ad ogni riferimento ideale anche alla tutela della vita umana 'fin dall'inizio' secondo quanto stabilito dall'articolo 1 della legge 194/78" che "fanno piuttosto temere che si sia voluto intervenire su tutto per non intervenire in concreto su niente, nel probabile timore che un più preciso riferimento all'aborto, e all'esigenza di evitarlo, potesse causare ricadute culturali contro la legge che lo legittima in Italia". Rocchi e Panfili hanno quindi affermato di "prendere seriamente in parola l'impegno assunto dalla Giunta regionale ligure, auspicando che ad esso sia dato effettivo ed efficace seguito scevro da riferimenti ideologici, promettendo un monitoraggio puntuale e rigoroso quanto sereno e costruttivo sulle attività promesse che saranno svolte e sui tempi previsti".

Più coesione della società civile. Sulla mozione bocciata sono intervenuti invece Amerigo Lupi, presidente Mcl Liguria, Giovanni Sollenni, presidente Mcl Genova, e Francesco Bellotti, presidente Mcl La Spezia, per i quali si tratta "dell'ennesimo colpo assestato dalla Regione contro il futuro della Liguria", dal momento che "era un piccolo ma significativo aiuto a una fascia debolissima della popolazione". La mozione, hanno affermato congiuntamente i vertici di Mcl, "era il segno di un impegno politico concreto ad affrontare la drammatica emergenza demografica, che fa della Liguria la regione più anziana d'Europa, con i conseguenti costi sociali che sono sotto gli occhi di tutti". Infine, hanno auspicato "una sempre maggiore coesione dell'associazionismo e della società civile affinché la maternità venga promossa, le famiglie vengano aiutate e la Liguria possa guardare al suo futuro con speranza".

a cura di Adriano Torti

(11 luglio 2012)





Come Abbonarsi ?


Note e commenti
Photonotizie
Infografiche
Ultima Settimana
Commento al Vangelo