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FRIULI VENEZIA GIULIA
Chiarezza e trasparenza 
Verso una nuova normativa per l'associazionismo
In Friuli Venezia Giulia si stimano circa 7 mila associazioni esistenti sul territorio. Un patrimonio di coesione sociale per il quale la Regione, per mezzo della VI Commissione consiliare, ha iniziato un iter finalizzato a dare delle nuove norme in materia di volontariato, promozione sociale e associazionismo. Con l'approvazione a maggioranza della Commissione viene ora spianata la strada verso un'approvazione definitiva in sede di Consiglio, auspicando che i tempi siano rapidi.
La normativa. Quella che potrebbe diventare la nuova legge sul volontariato, promozione sociale e associazionismo prevede al momento una suddivisione in 27 articoli, raggruppati in 3 capi che - per certi versi - riprendono quelli che sono i concetti già in vigore dalla precedente normativa, risalente al 2003, quando vennero introdotti il "Registro delle associazioni per la promozione sociale" e il "Registro generale delle organizzazioni di volontariato". Si ripropone quindi l'istituzione di un Comitato regionale e di un'Assemblea regionale delle organizzazioni di volontariato, nonché il Registro generale del volontariato organizzato. Gli stessi caratteri vengono rimarcati anche per la promozione sociale, con un Registro, Comitato e Assemblea. Viene inoltre assicurata - sino all'entrata in vigore dei possibili nuovi regolamenti - la persistenza dei canali finanziari attivi al momento e sono previste condizioni adeguate affinché le organizzazioni e associazioni iscritte agli attuali Registri possano entrare a far parte dei nuovi.
Le novità introdotte. Il testo unico, che rimarca il valore delle attività di volontariato e riconosce l'importanza della promozione sociale, propone numerose novità: spiccano la formazione e l'aggiornamento - tanto per i volontari, quanto nell'ambito della promozione sociale -, che si terranno in collaborazione con il Centro servizi per il volontariato del Friuli Venezia Giulia. Ulteriore novità è l'istituzione di un Fondo di rotazione per entrambi i settori, strumento nuovo che potrà finanziare le iniziative più importanti promosse dalle associazioni e intervenire come prefinanziamento, ad esempio quando alle associazioni sono destinati contributi da altri enti ma si trovano a dover anticipare parte dei fondi per la spesa di organizzazione. Non manca infine la considerazione della sinergia all'interno del volontariato e dell'associazionismo, con una promozione dei lavori in rete e dell'internazionalizzazione del volontariato stesso. Le attività che hanno portato all'approvazione del testo da parte della VI Commissione consiliare hanno visto anche la partecipazione diretta del mondo associazionistico: sono state infatti più di cento le associazioni ascoltate e, grazie a questa fase dei lavori, il testo è stato approfondito e ritoccato in alcuni punti.
Timori e soddisfazioni. All'interno del mondo del volontariato i commenti favorevoli sono molti ma, allo stesso tempo, permane una certa preoccupazione, soprattutto per quanto concerne le realtà associazionistiche minori o che si trovano a operare nei centri più piccoli della Regione. Positivo il parere di Silvia Paoletti, presidente delle Acli della provincia di Gorizia: "Si coglie positivamente il fatto che l'obiettivo del legislatore risulti quello di contribuire a fare chiarezza e favorire la massima trasparenza in un settore importante e strategico della società, rappresentato da diverse centinaia di soggetti del privato sociale, impegnati molto spesso in un rapporto di dialogo, collaborazione progettuale e sussidiarietà con le pubbliche amministrazioni di questa Regione". L'individuazione inoltre di due categorie ben distinte - volontariato e promozione sociale - per Paoletti "potrà favorire in futuro una più puntuale definizione di necessità sicuramente diverse le une dalle altre, valorizzandone i rispettivi compiti. È inoltre auspicabile che il dibattito in Consiglio regionale possa portare ulteriori miglioramenti". Non è invece del tutto rassicurata Chiara Celant, rappresentante per la Regione Friuli Venezia Giulia del Servizio civile nazionale, la quale teme che, visto il grande numero di associazioni presenti in Regione, "si possa correre il rischio che giungano più aiuti a una e meno a un'altra associazione. Credo sarebbe utile intervenire magari con dei bandi a scadenza regolare, per raccogliere i progetti di tutti i partecipanti e distribuire quindi in maniera equa i fondi". La rappresentante del Servizio civile sottolinea inoltre come "andrebbero tenuti sempre presenti i buoni propositi delle associazioni più piccole, che spesso sono finalizzate all'aiuto diretto delle persone del luogo dove hanno sede; è importante dare la giusta rilevanza al settore locale".
a cura di Selina Trevisan
(10 luglio 2012)
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