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EMILIA ROMAGNA
Il cemento della legalità   versione testuale
Ricostruzione post terremoto: protocollo contro infiltrazioni mafiose







Prevenire le infiltrazioni della criminalità organizzata nella ricostruzione post-terremoto. Questo l'intento del "Protocollo d'intesa di legalità per la ricostruzione delle zone colpite dagli eventi sismici del 2012", sottoscritto il 28 giugno dalla Regione Emilia Romagna e da diverse altre sigle (Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, Upi, Anci, Unioncamere, Inail, Inps, Direzione regionale del lavoro, Cgil, Cisl, Uil, Fillea-Cgil, Filca-Cisl, Feneal-Uil, Ance, Confindustria Emilia Romagna, Cna, Confartigianato, Confcoperative, Agci, Legacoop, Confservizi, Coldiretti, Confapi, Associazione nazionale cooperative e lavoro, Confcommercio, Confesercenti, Forum terzo settore e ordini e collegi professionali del settore dell'edilizia).

Necessarie misure urgenti. Il testo parte dal riconoscimento della "straordinaria necessità di emanare misure urgenti che assicurino il rispetto della legalità per gli interventi edilizi pubblici e privati" e fa diretto riferimento a due leggi regionali per la "legalità": 11/2010 ("Disposizioni per la promozione della legalità e della semplificazione nel settore edile e delle costruzioni a committenza pubblica e privata") e 3/2011 ("Misure per l'attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, nonché per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile"). Finalità del protocollo, enunciata al primo articolo, è "incrementare le misure di contrasto ai tentativi d'inserimento della criminalità organizzata nel settore dell'edilizia pubblica e privata, migliorare il reciproco interscambio informativo, garantire una maggiore efficacia delle azioni di prevenzione e controllo attraverso l'impegno ad estendere le verifiche antimafia a tutti gli interventi finanziati con fondi destinati alla ricostruzione". Tra gli obiettivi dell'accordo il contrasto ai fenomeni di usura e la creazione di una "white list" aperta con i nomi delle imprese edili che operano con criteri di legalità, punto di riferimento per i cittadini e le stazioni appaltanti per affidare i lavori di ricostruzione. La Regione metterà inoltre a disposizione di Comuni e Province "l'utilizzo delle convenzioni e le proprie piattaforme informatiche per appalti di beni e servizi".

Per un mercato trasparente. Un "giudizio assolutamente positivo" viene da Giorgio Graziani, segretario generale regionale della Cisl, secondo il quale il protocollo "era un obiettivo" da raggiungere "nella ricostruzione delle zone colpite dal terremoto per prevenire infiltrazioni mafiose rispetto alle quali l'Emilia Romagna non è indenne". Certo, "non è una legge che prevede sanzioni per chi non la rispetta", ma semmai "un'indicazione chiara" di "comportamenti virtuosi" da "monitorare in fase di applicazione". Qui, d'altra parte, sta il valore aggiunto del documento sottoscritto dai rappresentanti dell'imprenditoria, dei lavoratori e degli enti locali. "Tutte le parti in causa – sottolinea Graziani – non sono solo chiamate a rispettare le leggi, ma a un impegno che le supera, ad esempio eliminando il massimo ribasso dalle offerte e stabilendo la congruità per un appalto". Il testo prevede un "elenco di merito delle imprese che operano nel settore dell'edilizia secondo criteri di legalità rispetto all'antimafia, alla tutela e sicurezza del lavoro e alla fiscalità", oltre a un "elenco regionale dei prezzi". "Definire delle soglie – evidenzia il segretario Cisl – sotto alle quali si va al massimo ribasso serve a comprendere quali siano i limiti al di là dei quali un'impresa non può restare nella legalità, mantenendo le condizioni di costo minimo, ma pure di tutela e regolarità dei lavoratori". In altri termini, l'intento è quello di "dare una responsabilità al mercato" e "tagliare le gambe alla criminalità facendo in modo che il mercato sia trasparente".

Ricostruzione non solo materiale. Concorda nell'analisi Giovanni Melli, portavoce regionale del Forum del terzo settore, che inscrive il documento in una "prassi consolidata" del tavolo che vede da una parte la Regione e dell'altra le rappresentanze sociali ed economiche. "A fronte dei disastri provocati dal terremoto – osserva Melli – c'è la necessità di snellire le procedure, ma al contempo mantenere un'attenzione altissima per far sì che non possa mettere le mani sulla ricostruzione quella presenza malavitosa che sappiamo esserci pure in Emilia Romagna". Il portavoce del Forum richiama quindi l'impegno di ciascun firmatario e delle realtà rappresentate "alla massima attenzione e sorveglianza", allargando altresì "la partecipazione dei diretti interessati ai processi decisionali". Riguardo al ruolo del terzo settore, Melli ricorda che "nell'ambito dei processi economici ci sta anche l'economia sociale e civile" e, dopo il sisma, "non c'è solo la ricostruzione materiale, ma pure quella dei legami sociali, di un tessuto che passa attraverso l'istruzione, lo sport, l'animazione dei bambini, la cura degli anziani, temi che non possono fare a meno del non profit".

a cura di Francesco Rossi

(05 luglio 2012)





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