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Un Testo unico che prevede quattro tipologie di apprendistato







Il Consiglio regionale della Campania ha approvato, il 20 giugno, il "Testo unico dell'apprendistato". Il testo identifica quattro tipologie di apprendistato: per la qualifica e per il diploma professionale, professionalizzante o contratto di mestiere, di alta formazione e ricerca, per i lavoratori in mobilità. Il contratto di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale può essere stipulato con i soggetti tra i 15 e i 25 anni (non compiuti), anche con il fine del recupero della dispersione scolastica. Il contratto di apprendistato professionalizzante o di mestiere riguarda invece soggetti dai 18 ai 29 anni, e l'età è innalzata in via sperimentale fino ai 32 anni anche per i disoccupati di lunga durata che hanno accesso ai benefici all'assunzione previsti dalla legge. Viene inoltre istituita la figura di maestro artigiano e della Bottega scuola per diffondere e per sostenere l'interesse dei giovani per l'artigianato. L'apprendistato di alta formazione riguarda i giovani laureati fino ai 29 anni; in via sperimentale, però, la Campania ha esteso l'accesso ai giovani, anche disoccupati di lunga durata, che non abbiano compiuto i 35 anni. Può essere stipulato per il praticantato per l'accesso alle "professioni ordinistiche" o per esperienza professionale attraverso intese, promosse dalla Regione Campania, con i Consigli degli ordini professionali e le scuole di specializzazione per le professioni legali. L'apprendistato per i lavoratori in mobilità prevede l'assunzione senza limite di età. La Regione favorisce le intese tra le associazioni sindacali e datoriali volte al ricollocamento dei lavoratori espulsi dal tessuto produttivo che prevedano il ricorso a percorsi formativi tipici dell'apprendistato, con particolare riguardo al rilascio di qualifiche artigiane.

Strumento apprezzabile. "La Regione Campania ha deciso di puntare sull'apprendistato, fino a oggi scarsamente utilizzato: gli apprendisti assunti in Campania nel 2008-2010 sono stati poco più di 21 mila contro i quasi 600 mila in Italia e i soggetti formati sono stati poco più di 1.100 contro i quasi 150 mila in Italia". A parlare è la nuova presidente delle Acli Campania, Anna Cristofaro. "Il testo approvato dal Consiglio regionale della Campania – evidenzia – è tra i primi in Italia che integra e specifica la disciplina del Testo unico dell'apprendistato e definisce in maniera organica le strategie e le azioni per incentivarne la stipula. È, dunque, una manifestazione di attenzione al tema e prova la volontà del legislatore di promuovere questo tipo di contratto". Non solo: "Il contratto di apprendistato può essere un apprezzabile strumento d'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro: le Acli della Campania auspicano che diventi la forma contrattuale sostitutiva di alcuni contratti atipici che coinvolgono oggi le giovani generazioni spesso in modo distorto". La legge regionale "dovrebbe anche comportare un'auspicata semplificazione della procedure". Secondo Cristofaro, "il testo regionale contiene elementi positivi: la possibilità di utilizzare questa tipologia contrattuale per combattere la dispersione scolastica, l'elevamento dei limiti di età per l'accesso in alcuni casi oltre i 29 anni (l'età media d'ingresso nel mercato del lavoro per i giovani campani è spesso oltre i 30 anni), la configurazione della figura del maestro artigiano e l'istituzione della Bottega scuola, la definizione del numero di ore di formazione da svolgere in apposite strutture fuori dalla sede di lavoro e la previsione di un apposito tipo di contratto per il reinserimento dei lavoratori in mobilità, troppo spesso sul crinale della fuoriuscita dal mercato del lavoro". Ma, osserva la presidente delle Acli regionali, "per rendere effettivamente operativo il provvedimento servirebbe l'idoneo impegno di risorse economiche in tempi ragionevoli".

Necessarie politiche per la crescita. "Con il via libera del Consiglio regionale – dichiara Lina Lucci, segretario generale della Cisl Campania – si completa l'ultimo passaggio, nei tempi previsti, dell'iter con cui la Regione Campania, fra le prime a livello nazionale, ha recepito le novità del Testo unico sull'apprendistato". "La nuova disciplina dell'apprendistato – aggiunge Lucci – è un ottimo risultato sul piano politico, vista l'ampia convergenza tra maggioranza e opposizione, e sul piano tecnico-normativo. Favorirà, tra l'altro, l'inclusione di quanti sono stati lasciati per troppo tempo ai margini sul piano occupazionale e sociale". L'auspicio è che l'approvazione di questo provvedimento renda il Consiglio regionale "finalmente produttivo". Infatti, "la legge quadro sull'artigianato, quelle sul turismo, sulla cooperazione, sul commercio, sulla semplificazione territoriale e sul servizio idrico integrato sono ferme e vanno portate avanti per essere approvate rapidamente assieme a nuove politiche di sviluppo". "Qualsiasi normativa sul lavoro, infatti, rischia di rimanere un'arma in parte spuntata – conclude Lucci – senza incisive politiche per la crescita".

a cura di Gigliola Alfaro

(28 giugno 2012)





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