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BASILICATA
Energia e ambiente 
Nuove disposizioni per la produzione da fonti rinnovabili
"Nuove disposizioni in materia di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili" (legge regionale n. 8 del 26 aprile 2012) sono state approvate dal Consiglio regionale della Basilicata con l'obiettivo di aggiornare la normativa vigente. "Con la nuova legge regionale in materia di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili - si legge nella nota di accompagnamento - si rafforza quella previsione di mettere in campo un distretto dell'energia in Basilicata, contemplando sviluppo energetico, tutela dell'ambiente e crescita economica per favorire lo sviluppo delle fonti rinnovabili nel rispetto dei valori ambientali". Il Piano energetico regionale della Basilicata prevede il raggiungimento dell'obiettivo di incrementare del 33% la produzione d'energia elettrica entro circa quindici anni.
Rispetto per l'ambiente. Secondo la legge, per la costruzione d'impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili servono l'autorizzazione unica, la procedura abilitativa semplificata per impianti alimentati da qualsiasi fonte rinnovabile (potenza fino a 1 Mw) e la comunicazione relativa alle attività di edilizia libera. Lo scopo è promuovere la diffusione degli impianti e venire incontro alle esigenze delle famiglie, delle imprese e dei piccoli operatori del settore, assicurando il rispetto delle caratteristiche ambientali, paesaggistiche, storiche e architettoniche del territorio. In particolare, rientrano in questa tipologia gli impianti fotovoltaici da realizzare sugli edifici, quelli destinati all'autoproduzione e quelli di potenza non superiore a 200 kw, nonché gli impianti sostitutivi d'installazioni di tipo tradizionale alimentati da fonti fossili, a condizione che non utilizzino rifiuti di qualunque genere e loro derivati.
Maggiore attenzione. Vitantonio Iacoviello, rappresentate regionale del "Comitato nazionale contro fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi" e membro della rete e osservatorio nazionale sull'impatto dell'energia eolica in Italia "Via dal vento", si dichiara favorevole "all'utilizzo delle energie rinnovabili purché gli impianti siano costruiti nel rispetto delle leggi e del buon senso in materia ambientale e i benefici economici siano spalmati su tutta la popolazione, producendo occupazione concreta e duratura". "Il nostro Comitato - precisa - è favorevole agli impianti di dimensioni medio-piccole che non deturpino in alcun modo il panorama e danneggino agricoltura e turismo. Inoltre, è necessario percorrere la strada del risparmio: è stato calcolato che il costo degli accorgimenti per risparmiare un chilowatt di energia (per esempio costruendo case con efficienza energetica migliorata) è pari al costo di produzione di un chilowatt. Ciò equivale a dire che se una famiglia non è incentivata a consumare meno energia, l'energia 'sprecata' deve poi essere prodotta in più, con costi materiali e ambientali che la collettività si deve accollare".
Giornata mondiale del vento. Intanto, il 15 giugno 2012 si è celebrata la Giornata mondiale del vento, un evento organizzato dall'Anev (Associazione nazionale energia del vento) che ha come obiettivo la sensibilizzazione e la promozione dell'energia eolica. Sede della Giornata quest'anno è stata la Basilicata e nell'occasione è stata richiamata l'attenzione sulla nuova legge regionale e sulle misure di compensazione ambientale per gli impianti rinnovabili. Per il presidente dell'Anev, Simone Togni, "il futuro dell'energia rinnovabile è l'eolico e, con esso, l'intero comparto delle energie rinnovabili, soprattutto nel Meridione, dove la risorsa vento è presente in abbondanza e dove ci sono tutte le potenzialità per creare occupazione e sviluppo". Ma, osserva Iacoviello, "non ci sta bene che in nome degli incentivi si compromettano i territori".
Questione di coscienza. Sul tema anche Giancarlo Grano, responsabile della Commissione regionale del laicato, sottolinea "i grandi passi realizzati nel settore delle fonti rinnovabili della Regione Basilicata", ma chiede anche di porre attenzione al problema legato al rapporto "impianti-ambiente che per la loro mole, il loro numero e la loro collocazione in un paesaggio finora incontaminato costituiscono oggettivi detrattori ambientali". "Con la legge regionale 8/2012 - continua Grano - si è stabilita l'applicabilità della procedura abilitativa semplificata ai soli impianti per la produzione elettrica di potenza nominale fino a 1 Mw, privilegiando le scelte dei proprietari dei suoli e degli operatori del settore, senza che le amministrazioni comunali possano esercitare controlli di qualsiasi natura". "Il timore - conclude Grano - è che per questa via sarà possibile ricreare l'effetto parco eolico che devasterebbe il territorio; la speranza è che siano diramate specifiche direttive volte a scongiurare danni ai paesaggi lucani, a salvaguardia dell'ambiente e nell'interesse dei cittadini".
a cura di Giovanni Perilli
(26 giugno 2012)
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