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Lo sportello amico   versione testuale
Un protocollo d'intesa per le piccole e micro imprese







La Liguria ha approvato un protocollo d'intesa per sostenere le piccole e micro imprese in crisi a causa dei debiti. I punti in cui si articola il protocollo riguardano: uno sportello amico dove piccoli imprenditori e cittadini in difficoltà possano ricevere informazioni ed esporre i propri problemi; un fondo di garanzia di tre milioni di euro per ovviare alle difficoltà con il fisco o con l'accesso al credito di piccole e micro imprese; un accordo per velocizzare la riscossione dei crediti che le imprese vantano nei confronti della pubblica amministrazione o del sistema sanitario regionale. L'intesa è stata siglata da Regione, Agenzia delle entrate, Equitalia, Abi, Unioncamere liguri, associazioni regionali delle imprese e associazioni regionali dei consumatori e degli utenti.

Segretariato sociale. "Un accordo importantissimo" lo definisce Furio Truzzi, presidente di Assoutenti Liguria. L'accordo, spiega, "è già stato finanziato per le imprese", mentre "è in corso la verifica di un finanziamento per le famiglie". Per Truzzi è "un fatto unico la modalità dell'accordo che prevede che lo stesso sia stato approvato da tutte le parti in causa, soggetti creditori e riscossori, istituzioni pubbliche, rappresentanti delle imprese e degli utenti". Un accordo che "affonda le radici nel 2006 quando si iniziarono a verificare le prime contestazioni d'imprenditori e famiglie legate al sistema di riscossione dei pagamenti". L'accordo, aggiunge, riguarda l'introduzione di una sorta di "segretariato sociale" che nell'assenza di un'adeguata legislazione dovrà intervenire su "due nodi chiave". Il primo riguarda il sistema di riscossione coattiva del pagamento "per cui, pur non iscrivendosi più ipoteche al di sotto dei 20 mila euro di debito", permane una criticità nella gestione delle sofferenze che ha un'unica soluzione nella rateizzazione (fino a 72 rate) del debito. Il secondo riguarda "la mancanza di una vera cabina di regia, il segretariato sociale appunto e, quindi, di un sistema per cui le istituzioni (servizi sociali, banche, riscossori, creditori), ognuna per la sua parte, siano in grado di soccorrere e aiutare i debitori in difficoltà rendendo il fisco dal volto più umano ed evitando di favorire i furbetti e gli evasori di professione". Il presidente di Assoutenti sottolinea che "le stesse associazioni di consumatori hanno fatto la loro parte rinunciando al contributo regionale annuale di 90 mila euro per destinarlo come fondo di rotazione al sostegno di quanti sono in difficoltà".

Segnale di solidarietà. "La nascita dello sportello amico per i piccoli imprenditori e i cittadini in difficoltà e lo stanziamento di un significativo fondo di garanzia sono un'ottima risposta ai tanti drammi familiari e alle tante situazioni di disagio". Così Enrico Cimaschi, coordinatore della Commissione promozione imprenditoria dell'Ucid di Genova. "Tutto questo – afferma – oltre a dare una risposta concreta, ha il grande merito di non lasciare soli i cittadini e la realtà di Equitalia". Si tratta, quindi, di "un segnale che coniuga solidarietà, buon senso e lotta alle derive antagoniste, derive che trovano grande humus nelle situazioni di forte disagio sociale". "Per questo – aggiunge – mi sento di plaudire alla decisione che gli sportelli amici siano situati proprio all'interno degli uffici di Equitalia" perché "per uscire dalla crisi ci vogliono ricette, finanziamenti ma anche tanto buon senso".

Centralità alla famiglia. Di tono leggermente diverso Claudio Basso, dirigente delle Acli ed esponente del Forum ligure del terzo settore, che parla di "provvedimenti certamente positivi", ma "non si capisce quanto ci sia di strategico in tali impegni, perché manca una centralità della famiglia come soggetto d'investimenti, che promuova una cittadinanza sociale, superando gli interventi frammentari e una tantum". Per Basso, invece, "proprio un'alleanza tra famiglie e imprese può essere un volano per portare fuori dalla crisi la nostra Regione e per creare le condizioni di uno sviluppo sostenibile". "Favorire il protagonismo della famiglia, intesa come risorsa di coesione sociale e, al tempo stesso, come risorsa economica – nota il dirigente Acli – può aiutare a far crescere un'economia più robusta e più sana e per fare ciò occorre aprire la strada all'economia civile, offrendo al mercato un'opportunità per realizzare la piena integrazione tra etica ed economia, tra solidarietà e sussidiarietà". Per questo "è altresì necessario promuovere la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro, che non migliora solo la qualità del lavoro e delle relazioni familiari, ma favorisce la crescita e lo sviluppo dell'impresa". In altre parole, conclude, "sganciare provvedimenti economici da una visione strategica potrebbe essere un boomerang, il tentativo di tamponare situazioni disastrose senza cogliere le opportunità di un cambiamento di mentalità".

a cura di Adriano Torti

(22 giugno 2012)





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