La manipolazione mentale da parte di sette e organizzazioni pseudo-religiose è una realtà che sta prendendo sempre più spazio nel nostro Paese, probabilmente condizionata anche dal periodo di crisi e incertezza, che spinge gli individui a fidarsi e affidarsi a qualcosa o qualcuno che sembra poter garantire successo, sicurezza e speranza. La Regione Friuli Venezia Giulia si è recentemente posta in prima fila per contrastare questo fenomeno, approvando le "Norme a sostegno dei diritti della persona e della libertà intellettuale, psicologica e morale dell'individuo", al fine di tutelare le fasce più deboli della popolazione – che potrebbero cadere nelle reti di queste organizzazioni – e migliorare il supporto a coloro che già sono vittime di tali raggiri.
Tre linee d'intervento. La legge prende spunto dal presupposto per il quale la motivazione alla base della fondazione di molti gruppi settari e pseudo-religiosi non è per niente religiosa, ma orientata a interessi materiali e utilitaristici, che vanno dall'acquisizione di ricchezze alla soddisfazione di desideri sessuali e perversioni, dall'acquisizione di vantaggi provenienti dalle attività professionali dei seguaci all'ottenimento d'informazioni sensibili in campo industriale, finanziario e politico-istituzionale, che possono essere poi utilizzate dalla setta per speculazioni e ricatti. A tal proposito, la normativa regionale punta, da un lato, alla prevenzione e al contrasto dell'induzione alla dipendenza, dall'altro, al sostegno e all'assistenza sotto il profilo educativo, psicologico e legale per le vittime oggetto di manipolazione e per le loro famiglie. Tre le linee d'intervento. Si prevedono specifici progetti, finanziati dalla Regione e realizzati da associazioni con comprovata esperienza, per attivare centri di sostegno e sportelli a disposizione del cittadino, tanto per attività di consulto e dialogo, quanto per trovare soluzioni per uscire dalla manipolazione e dal controllo. È previsto il sostegno della Regione per la terapia psicologica e per i costi dell'assistenza legale per le vittime che si trovassero in condizioni d'indisponibilità economica o colpiti da particolare incapacità di reagire agli abusi. Sono infine disciplinate azioni di prevenzione attraverso campagne informative e azioni positive, da attuarsi con specifici progetti. Il finanziamento iniziale alla legge è di 20.000 euro, fondo necessario a far partire la norma in quest'anno ma che si prevede verrà ampliato nel corso del prossimo.
I rischi per le fasce più sensibili. "È ovvio che non si può non essere d'accordo sulle motivazioni che accompagnano la legge – afferma Gabriella Burba, sociologa –, dal momento che mira a promuovere la realizzazione di progetti positivi di sostegno al cittadino contro ogni forma di manipolazione e controllo nella vita di relazione, prevenendo e contrastando l'induzione alla dipendenza tramite comportamenti e tecniche tali da alterare l'autodeterminazione dell'individuo". Dello stesso avviso anche don Nicola Ban, responsabile della pastorale giovanile dell'arcidiocesi di Gorizia, il quale quotidianamente si trova a contatto con una tra le categorie più a rischio di manipolazione, appunto quella dei giovani: "Sia nell'ambito delle proposte pseudo-religiose, sia nell'ambito del mercato – riferisce il sacerdote – è forte la tentazione di ricorrere a strumenti che riducono la libertà di scelta e davanti ai quali ci si trova spesso sprovveduti. Il fatto che si possa approfittare delle debolezze nella volontà delle persone dimostra che nell'ambito della libertà c'è un grande lavoro ancora da fare: la nostra società ha allargato tantissimo le opzioni di scelta ma non ha rafforzato la capacità della libertà di scegliere tra le tante alternative. Moltiplicare le possibilità senza formare la libertà, alla lunga può essere controproducente".
I punti critici della normativa. Accanto agli aspetti positivi, gli esperti non mancano di sottolineare anche alcune criticità riguardo la legge regionale. Burba punta l'attenzione sulla scelta, coerente con il principio di generalità della legge, di prevedere interventi a favore di chiunque sia stato oggetto di manipolazione e controllo nella vita di relazione ma – aggiunge – "considerando le intenzioni espresse nell'iter istituzionale, in sostanza una legge volta a migliorare il supporto alle persone che dovessero cadere nelle 'reti' tese dalle sette o da altre organizzazioni simili, si capisce che di fatto i destinatari di essa sono soltanto i soggetti vittime delle sette. In realtà la manipolazione e il controllo nella vita di relazione si realizzano in tanti altri modi che creano dipendenza: dall'induzione all'uso di sostanze, al gioco d'azzardo, peraltro ampiamente sponsorizzato dallo Stato. La frammentazione di norme e servizi settoriali, che ha creato in Italia una vera e propria bulimia legislativa e burocratica, pone alcuni interrogativi. Ma per dare un giudizio più mirato sarà necessario aspettare il regolamento e i successivi bandi".
a cura di Selina Trevisan
(08 giugno 2012)