"Due mesi in positivo" è il progetto sperimentale di servizio civile regionale che si rivolge ai giovani tra i 16 e i 18 anni. L'iniziativa ideata e promossa dall'assessorato alla Sanità, Salute e Politiche sociali della Valle d'Aosta si svolgerà da metà giugno a metà agosto in una delle associazioni o degli enti che si sono resi disponibili a ospitare e seguire i giovani attraverso la costruzione di un progetto d'impiego. I posti disponibili sono 54 in ambiti differenti, dall'aiuto alle persone in difficoltà alla tutela dei beni culturali, da iniziative di animazione dell'infanzia ad attività a favore dei diritti dei consumatori, dal riordino di archivi ai servizi rivolti agli immigrati e ai rifugiati politici.
Iniziativa di successo. "Due mesi in positivo" è alla sua seconda edizione e offre ai giovani valdostani la possibilità d'impegnarsi socialmente, di scoprire nuove realtà e fare nuove amicizie. Nei due mesi d'impegno, durante il quale è previsto anche un periodo di formazione specifica di 16 ore circa, gli ammessi al servizio civile riceveranno un rimborso forfettario di quasi 450 euro al mese, che corrisponde alla cifra che ricevono i colleghi che svolgono il servizio civile nazionale: per questo la Regione ha stanziato 55.000 euro. L'impegno richiesto varia tra le 20 e le 30 ore a seconda del progetto scelto. Rispetto allo scorso anno, i posti a disposizione sono aumentati notevolmente, passando dai 40 ai 54 grazie alle ulteriori disponibilità offerte dagli enti e a seguito del positivo riscontro avuto nel 2011. Nella passata edizione sono state registrate ben 110 domande e in totale i ragazzi impegnati hanno erogato alla comunità 9.000 ore di servizio e ricevuto una formazione generale di 16 ore ciascuno. Quest'anno, invece, le domande presentate sono state circa 150, alla fine del mese di maggio si sono svolte le selezioni per valutare la motivazione, l'idoneità, l'esperienza e la disponibilità dei giovani e a breve verrà pubblicata la graduatoria dei candidati idonei.
Esperienza formativa. Andrea Borney, presidente del Coordinamento Solidarietà Valle d'Aosta, precisa: "Questa è una delle iniziative ideate per promuovere la cultura della solidarietà e del dono nei giovani della nostra Regione. Il servizio civile, infatti, è un'esperienza di crescita molto formativa e utile per la vita, che renderà i nostri ragazzi più consapevoli e solidali verso i bisogni degli altri. Il fatto che duri due mesi, e non un anno, come il servizio nazionale, facilita notevolmente l'adesione. Inoltre, speriamo che i nostri giovani un domani riescano a trovare il tempo per il volontariato e aiutare chi si trova in difficoltà. Per i giovani che frequentano scuole superiori a indirizzo socio-pedagogico questa è un'occasione per comprendere meglio quali siano le loro attitudini per la scelta di un lavoro futuro". Il presidente continua e sottolinea due aspetti importanti: "Trovo molto positivo che la Regione abbia investito molto su questo bando sperimentale e che sia aumentato il numero dei posti rispetto allo scorso anno. Infine, bisogna anche osservare che è particolarmente interessante il fatto che le domande siano così numerose, in quanto in molti paesi della nostra Regione è abbastanza semplice svolgere un lavoretto durante il periodo estivo che consente guadagni assai più elevati".
Vicino agli ultimi. Tra i vari enti accreditati che accoglieranno alcuni giovani del servizio civile vi è anche la Caritas diocesana, il cui direttore, don Aldo Armellin, racconta: "Noi consideriamo il servizio civile regionale un'ottima esperienza di volontariato, di servizio e di gratuità, per questo ci siamo candidati nuovamente a ospitarne alcuni. Noi proponiamo un'esperienza ricca, visto che i nostri volontari nei due mesi faranno diversi servizi: a seconda delle loro attitudini ruoteranno tra la mensa e il magazzino Caritas, gli oratori dove saranno tra gli animatori dell'Estate ragazzi, il centro d'ascolto e l'associazione Voci di Pace, che si occupa principalmente dei profughi e dei rifugiati che si trovano in Valle d'Aosta. Penso sia un valore aggiunto del nostro progetto il poter sperimentare diversi ambiti, perché consente ai ragazzi di arricchirsi e maturare maggiormente e comprendere meglio le loro attitudini". Don Armellin aggiunge: "Le associazioni che accolgono i volontari hanno un ruolo fondamentale e devono coinvolgerli il più possibile, perché questa può essere un'esperienza utile nel proseguimento della loro vita e potrà far crescere il loro desiderio di continuare a essere volontari in futuro e donare il tempo, che nella nostra società contemporanea è un bene preziosissimo. Infine, è importante osservare che il numero dei giovani che ha presentato domanda è decisamente molto elevato, questo significa che il volontariato è molto sentito. Tutti i 150 ragazzi che hanno presentato domanda hanno dimostrato che non pensano solo a divertirsi al mare senza aver un progetto costruttivo, pertanto noi adulti siamo responsabili e dobbiamo far fruttare questa propizia occasione".
a cura di Paola Fumagalli
(06 giugno 2012)