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LAZIO
Per le persone fragili 
Linee guida per interventi di politica sociale e familiare
Garantire le risorse per assicurare la continuità degli interventi a favore delle persone più deboli. Questo è il senso delle "Linee guida per la programmazione degli interventi di politica sociale e familiare", recentemente approvate dalla Giunta regionale del Lazio (www.socialelazio.it).
Risorse e tempi. Il provvedimento segue lo stanziamento di 193 milioni per la programmazione triennale degli interventi e delle prestazioni sociali e va a coprire il vuoto che si è creato dopo la cancellazione del Fondo nazionale per le non autosufficienze e la diminuzione delle risorse provenienti dal Fondo nazionale per le politiche sociali, che per il 2012 destina al Lazio poco più di 3 milioni di euro. Ai piani di zona vanno più di 60 milioni di euro e il 31 maggio 2012 è il termine ultimo per la presentazione della programmazione per i distretti di zona sociale nei quali non vi siano Comuni interessati dal voto amministrativo, mentre per i distretti con Comuni al voto la scadenza è posticipata al 30 giugno.
Verso i più deboli. Secondo le intenzioni della Regione la programmazione deve mettere al centro degli interventi i bisogni delle persone più fragili, salvaguardare il sistema nel periodo di crisi e minimizzare gli impatti negativi. Per mantenere fede a tale impegno nelle Linee guida sono state fissate delle priorità che possono essere riassunte in cinque ambiti d'azione: il primo si pone l'obiettivo di mantenere stabile il livello dei servizi sociali essenziali; il secondo si propone di sostenere le politiche a supporto dei servizi sociali locali, delle emergenze per i piccoli comuni e per quelli fino a 15 mila abitanti, delle famiglie affidatarie, della lotta alla tossicodipendenza e delle persone con disagio psichico, secondo scelte legate ai bisogni territoriali; il terzo riguarda l'attivazione di nuove risorse per il sociale in compartecipazione istituzionale e civica; il quarto punterà a premiare quei distretti che daranno vita a una programmazione associata; il quinto, infine, lavorerà sull'utilizzo delle risorse già assegnate per i piani di zona sociale a favore della non autosufficienza e della tossicodipendenza.
Un nuovo modello. A vigilare su tutto il processo ci penserà un nuovo modello di governante amministrativo-contabile, pensato dalla Regione per garantire la massimizzazione dell'uso delle risorse a favore dei cittadini attraverso la gestione associata e la riprogrammazione delle risorse precedentemente assegnate. Seguendo questa logica l'ente locale prevede anche l'informatizzazione dei piani di zona: tutti i distretti potranno caricare sul sito dell'assessorato alle Politiche sociali e famiglia i loro piani. Una novità che permetterà ai distretti stessi di tenere sotto controllo il finanziamento di ciascun piano di zona e alla Regione di disporre in maniera uniforme di tutti i dati relativi alle attività programmate sul territorio e seguirne l''attuazione.
Parere positivo. "Quello che noto è la particolare attenzione data alla questione della non autosufficienza, oggi un tema molto sentito perché legato soprattutto all'allungamento della vita media con il conseguente aumento delle persone anziane bisognose d'aiuto. Ciò, ovviamente, senza dimenticare gli altri tipi di non autosufficienza", ha detto Cristian Carrara, presidente delle Acli di Roma, commentando le Linee guida. Per Carrara "questo vuol anche dire aiutare le famiglie, che sono quelle realtà che si fanno carico della persona non autosufficiente". Altri aspetti positivi sono "l'attenzione verso i piccoli Comuni più periferici o isolati della Regione, il fatto che ci sarà una verifica più puntuale su come si andranno a spendere i fondi stanziati e che ci sarà anche una maggiore attenzione rispetto alla qualità del lavoro svolto". In conclusione, ha aggiunto il presidente delle Acli romane, "mi sento di condividere dal punto di vista concettuale e culturale questi punti; naturalmente ora si tratta di attendere per capire come si concretizzeranno".
Più famiglia. Secondo Emma Ciccarelli, presidente del Forum famiglie Lazio, le Linee guida presentano luci e ombre. Gli aspetti positivi sono individuabili "nello snellimento delle procedure amministrative e nel nuovo modello di governance, in quanto contiene un maggior livello di coinvolgimento e responsabilizzazione del Terzo settore tramite lo strumento della programmazione associata". Le ombre per la Ciccarelli riguardano il trattamento riservato alla famiglia. Secondo la presidente del Forum, "le Linee guida considerano la famiglia solo sul piano assistenziale e non come una risorsa da attivare e potenziare". Sul lato della ripartizione dei fondi Ciccarelli fa notare che "si legge un 25% circa destinato agli anziani e un 12,5% ai minori; bene per gli anziani, ma forse sarebbe stato meglio riservare maggiori risorse all''infanzia perché ciò vuol dire investire sul futuro".
a cura di Costantino Coros
(08 maggio 2012)
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