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Fattorie e orti sociali   versione testuale
Per un'agricoltura aperta a esigenze socio-sanitarie ed educative







La Regione Campania ha approvato due leggi che riguardano l'agricoltura. La prima, la n. 5 del 2012, s'intitola "Norme in materia di agricoltura sociale e disciplina delle fattorie e degli orti sociali e modifiche alla legge regionale 7 marzo 1996, n. 11". Con questa legge "la Regione riconosce e sostiene, nel rispetto delle competenze costituzionali, il carattere multifunzionale dell'agricoltura quale contesto favorevole allo sviluppo di interventi e servizi sociali, socio-sanitari e educativi". La seconda, la 6/2012, concerne il "Riconoscimento della dieta mediterranea". "La promozione della dieta mediterranea – si legge nella normativa – è obiettivo comune delle politiche regionali per il territorio rurale, orientate al sostegno e alla valorizzazione della multifunzionalità in agricoltura, del paesaggio, del patrimonio naturalistico e storico-culturale, del turismo sostenibile e della salute".

Nuovi progetti di agricoltura sociale. "Acli Terra e la rete Fattorie sociali considerano la legge regionale n. 5 della Regione Campania sulle fattorie e gli orti sociali un risultato positivo per l'agricoltura perché finalmente si supera la discriminazione finora perpetrata nei confronti delle imprese agricole che non hanno lo stato giuridico di strutture non profit", afferma Michele Zannini, presidente di Acli Terra nazionale e anche di Caserta. "Con la nuova normativa – prosegue –, tutte le aziende agricole, che vorranno impegnarsi in programmi d'inserimento socio-lavorativo di persone svantaggiate, anche attraverso tirocini formativi, e in attività educativo-assistenziali a favore di soggetti con fragilità sociali, potranno ottenere l'iscrizione al registro delle Fattorie sociali, indipendentemente dalla forma giuridica dell'impresa". Perciò, Acli Terra e la rete Fattorie sociali promuoveranno "una serie d'iniziative di divulgazione e animazione affinché tale innovazione legislativa si traduca nella nascita di nuovi progetti di agricoltura sociale, che vedano la collaborazione tra imprese profit, Terzo settore ed enti locali". Bene anche la legge n. 6. "Valorizzando le tradizioni d'inclusività sociale e l'ultramillenaria cultura alimentare dei territori rurali mediterranei – sostiene Zannini – l'agricoltura potrà meglio attrezzarsi a fronteggiare la crisi, predisponendo progetti che combinino innovazione sociale, saperi locali e spirito di cooperazione".

Sinergie preziose. "La dieta mediterranea e l'agricoltura da cui trae origine hanno un importante valore per l'economia, il turismo, l'ambiente e la salute per la Campania, che ha saputo conquistare primati qualitativi e quantitativi ed è particolarmente positivo che esse possano ora avvalersi di nuove opportunità per restare un punto di riferimento per nuove prospettive di sviluppo". È il parere del presidente campano della Coldiretti, Gennarino Masiello. "È una legge assolutamente interessante – aggiunge –, per esempio, per quanto riguarda la promozione dei prodotti agricoli a chilometri zero, certificati, rintracciabili. Questo può dare maggiore potere contrattuale all'agricoltura e migliorare la qualità della vita dei consumatori". La Campania può offrire "un'ampia gamma di prodotti d'eccellenza inseriti nella dieta mediterranea. In questo senso, la legge può aiutare a contrastare la contraffazione grazie a maggiori controlli". Un altro aspetto positivo è "la capacità di stringere sinergia tra agro-alimentare e turismo con un'offerta che riguarda non solo la fascia costiera ma anche il patrimonio Unesco delle aree interne".

Oratori in prima linea. Sul tempo ha battuto tutti l'Anspi. La legge n. 6 prevede la costituzione di una rete operativa per la dieta mediterranea, aperta alla partecipazione di enti, associazioni, aziende. Ma dieci giorni prima che la legge fosse approvata, è stato firmato un protocollo d'intesa tra la Regione Campania e l'Anspi Campania per la realizzazione di percorsi didattici per la conoscenza e la promozione di una corretta alimentazione basata sulla dieta mediterranea e i prodotti tipici campani, la conoscenza e la fruizione del patrimonio agro-forestale regionale, attraverso la rete regionale degli oratori parrocchiali. "Come Anspi regionale – spiega il presidente dell'Anspi Campania, don Valentino Picazio – avevamo chiesto alla Regione di promuovere insieme un progetto per la diffusione della cultura della dieta mediterranea che ha ricevuto il riconoscimento dell'Unesco". Ogni anno, racconta don Picazio, "costruiamo una mappa dei bisogni formativi dei nostri oratori. Abbiamo dieci Comitati zonali con 15 mila iscritti in Regione. Dato che in Campania c'è un'alta percentuale di ragazzi a rischio obesità, i genitori dei ragazzi che frequentano i nostri oratori ci hanno chiesto un progetto in questo settore. L'iniziativa partirà a giugno e durerà due anni. La Regione – chiarisce don Picazio – coinvolgerà i nostri ragazzi in visite guidate in fattorie didattiche e suoi esperti verranno nei nostri oratori parrocchiali per approfondire percorsi didattici sul tema della dieta mediterranea, la valorizzazione delle foreste, la salvaguardia del creato".

a cura di Gigliola Alfaro

(26 aprile 2012)





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