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FRIULI VENEZIA GIULIA
Per l'autonomia dei giovani   versione testuale
Una legge a sostegno della crescita delle nuove generazioni







È legge la proposta avanzata dalla VI Commissione permanente della regione Friuli Venezia Giulia in ambito di politiche giovanili. La "Legge per l'autonomia dei giovani e sul Fondo di garanzia per le loro opportunità" ha avuto una lunga concertazione, durata ben due anni, ma conclusasi positivamente lo scorso 1° marzo. Già nel gennaio 2011 la VI Commissione permanente aveva avanzato la proposta di legge finalizzata alla promozione della cultura del merito, al contrasto alla dispersione scolastica, alla partecipazione responsabile dei più giovani alla vita delle istituzioni, unita al sostegno in ambito lavorativo e nell'acquisto della prima casa. Come proposto dalla Commissione, all'interno della legge trova anche sviluppo il Piano regionale dei giovani, volto al raggiungimento delle finalità e degli obiettivi contenuti nello stesso Statuto.

La composizione dell'articolato. Il regolamento, destinato ai giovani dai 14 ai 35 anni, punta l'attenzione su interventi regionali diretti alla promozione della cittadinanza attiva dei giovani, al fine di sostenere la loro capacità progettuale e creativa, favorire la partecipazione all'elaborazione di politiche condivise e incentivare l'assunzione di responsabilità personali e collettive. Importante in questo contesto la sinergia che il testo legislativo mira a creare per il raggiungimento delle finalità e degli obiettivi previsti, che vogliono essere attuati dalla Regione in collaborazione stretta con i giovani e le realtà giovanili, gli enti locali, le istituzioni scolastiche e universitarie, le associazioni imprenditoriali, le organizzazioni sindacali, i collegi e gli ordini professionali, nonché gli enti e i soggetti la cui attività è rivolta ai giovani. Tra i punti salienti della "Legge per l'autonomia dei giovani" spiccano le possibilità indirizzate a creare un'indipendenza abitativa, lavorativa e imprenditoriale, nonché la ricerca e l'alta formazione anche all'estero. Per favorire questi punti risulta importante la creazione di un Fondo di garanzia per le opportunità dei giovani che, come si legge all'interno del testo, sarà finalizzato essenzialmente a favorire le opportunità di studio, formazione, inserimento lavorativo e sociale dei ragazzi, nonché a sviluppare e diffondere la cultura dell'autonomia imprenditoriale e agevolare l'accesso alle professioni.

Una svolta rilevante. "La legge regionale per l'autonomia dei giovani mi sembra un passo importante nel sostenere il futuro e la speranza: investire nei giovani richiede la speranza e allo stesso tempo alimenta la speranza", afferma don Nicola Ban, responsabile della Pastorale giovanile dell'arcidiocesi di Gorizia. Come sottolineato dal sacerdote, sarà ora da osservare la reale funzione del provvedimento che, in tempi di crisi lavorativa e di orientamento dei ragazzi, potrebbe realmente offrire una nuova visione. "Se l'attuazione rispetta gli obiettivi che la legge si prefissa – osserva don Ban – dovrebbe offrire diverse risorse alle nuove generazioni. In questo senso trovo positivo che si guardi ai giovani non solo come a dei destinatari di offerte di divertimento, di aggregazione e di espressione della creatività (talvolta le politiche giovanili si limitano a questa dimensione), ma anche come a dei possibili soggetti attivi della società, in termini di partecipazione politica e sostegno all'imprenditorialità".

Futuro multiculturale. All'interno della legge regionale ampio spazio viene dato ad azioni che possano favorire i giovani nella ricerca e nell'alta formazione all'estero, nell'internazionalizzazione delle professioni e nella mobilità internazionale. Viene da chiedersi se forse un simile provvedimento, proprio in tempi di crisi lavorativa, non rischi di aumentare l'uscita dei nostri giovani dal territorio nazionale. "Ritengo inevitabile che il futuro professionale e culturale delle giovani generazioni sia prospettato su orizzonti più ampi e diffusi di quelli, già allargati, di oggi – dichiara don Renato Mazzuia, coordinatore della Pastorale giovanile per la Regione ecclesiastica Triveneto –; se pensiamo che la popolazione giovanile italiana è già ampiamente connotata come 'internazionale', questa non può che essere un'occasione di scambio e di crescita reciproca: integrazione significa assumere la novità della diversità come data dal presente ma anche come cercata per il futuro". "Non possiamo pensare di fuggire dallo straniero, dal diverso, rimanendo chiusi in casa – aggiunge – perché questo già bussa alla nostra porta e forse è utile uscire anche noi in cerca del confronto e del valore aggiunto della diversità che fa crescere. Emigrare non significa emarginare, cercare lontano non è automaticamente sradicarsi, avere orizzonti ampi non significa dimenticarsi della propria casa".

a cura di Selina Trevisan

(12 aprile 2012)





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