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LIGURIA
Un bando per lo sport   versione testuale
Stanziati due milioni di euro per impianti medi e piccoli







La regione Liguria ha deciso d'investire 2 milioni di euro per finanziare la realizzazione di nuovi impianti sportivi o la manutenzione e il rimodernamento di quelli esistenti. Tale cifra appare come un notevole passo in avanti rispetto agli abituali 300 mila euro stanziati annualmente fino ad ora. Lo stesso ente ha però informato che, a causa della crisi, per parecchio tempo non ci saranno più finanziamenti e che saranno ritirati i fondi a chi non li userà entro 24 mesi. Per questo, chi decide di puntare sui finanziamenti dovrà dimostrare velocità ed efficienza. I 2 milioni serviranno a co-finanziare per circa il 33% (ma la percentuale potrebbe salire in casi particolari), per un massimo di 100 mila euro, gli interventi sugli impianti sportivi. In tutto si conta di mettere in moto investimenti complessivi per circa 8/9 milioni di euro. La dimensione del bando è stata tarata sulle richieste di finanziamento (70-80 domande) giunte negli anni precedenti. L'idea è quella di fare un unico piano di lavoro in grado di cambiare nei prossimi due anni il panorama degli impianti sportivi piccoli e medi. La Regione ha invitato Comuni e Province a valutare il bando regionale e, se interessati, a fare subito la domanda di finanziamento. Con la recente approvazione in Consiglio regionale delle modifiche alla legge regionale e del Piano di promozione sportiva, intanto, si sono riaperte fino al 30 aprile 2012 le domande di contributo in conto capitale per i Comuni e le Province liguri.

Fondi insufficienti. Per Enrico Carmagnani, presidente del Csi Genova, "gli impianti pubblici hanno certamente bisogno di iniziative in questa direzione" ed "è importante garantire un servizio aperto a tutte le fasce d'età, di reddito e in luoghi accessibili e accoglienti". Infatti, "sono migliaia le famiglie che solo così possono avvicinarsi a una pratica sportiva sana". Ma, aggiunge, "gli importi sembrano, salvo auspicabili correttivi, insufficienti, specie se consideriamo le reali esigenze di un territorio che per troppi anni ha trascurato questa voce e solo da poco tempo sembra voler correre ai ripari". L'auspicio è che "i fondi arrivino realmente alle società, soprattutto quelle meritevoli per qualità del servizio offerto e per una gestione virtuosa e sostenibile del bene pubblico".

Sono cambiate le aspettative. Il presidente del Csi Genova spiega poi che "le aspettative delle persone sono cambiate e oggi anche gli impianti sportivi devono essere in linea con gli standard che vengono richiesti dalla legge, dalle federazioni e dagli sportivi". Accoglienza, pulizia, igiene, professionalità degli operatori sportivi sono alcune delle caratteristiche diventate imprescindibili. Tra i problemi evidenziati, uno tra tutti, vi è "l'incremento dei costi energetici che in poco tempo sono raddoppiati". "I costi – aggiunge – sono diventati insostenibili soprattutto per quegli impianti sportivi, come le piscine, nei quali il consumo energetico rappresenta una voce determinante nella gestione. D'altro canto, gli aumenti chiesti agli utenti non possono superare il 10% poiché le tariffe sono concordate con il Comune". Per far fronte a simili problemi "servirebbe sicuramente un riconoscimento della valenza sociale dell'attività sportiva svolta nelle strutture pubbliche che consentisse reali sgravi fiscali". "Bisogna che si faccia una politica seria condivisa con gli enti di promozione sportiva anche alla luce del ridimensionamento delle strutture provinciali del Coni per cui vanno identificati quegli enti, come il Csi, che sul territorio rimangono presenti e riconoscere loro il ruolo di interlocutori attivi tra le istituzioni pubbliche e gli utenti".

Un sasso nello stagno. Per Luca Verardo, direttore del Centro sportivo salesiano Paladonbosco e membro di Giunta del Coni Liguria, si tratta di "una buona iniziativa della regione Liguria che può aiutare sicuramente gli enti pubblici soprattutto alla manutenzione del patrimonio impiantistico ligure esistente, visto il contributo massimo 100 mila euro per amministrazione". Si tratta però di "un sasso nello stagno soprattutto per l'esiguo importo concesso, 2 milioni di euro su tutta la Regione, e per la presenza di garanzie reali per la concessione del prestito da parte dell'Istituto del credito sportivo". Inoltre, conclude, "un'altra problematica da verificare è che la concessione dei contributi, destinata ad enti pubblici, arrivi alle società sportive, che oggi in Liguria gestiscono direttamente molti impianti sportivi, altrimenti tali fondi servono a poco".

a cura di Adriano Torti

(21 marzo 2012)





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