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Proteggere il territorio   versione testuale
Modifiche sostanziali al "Piano casa"
La Giunta regionale della Campania ha approvato nella seduta del 18 giugno alcune modifiche sostanziali al cosiddetto "Piano casa". In particolare, la proposta di legge prevede "Modifiche alla legge regionale del 28 dicembre 2009 n. 19". Tre le novità sostanzialmente previste dal nuovo Piano. La prima: il riconoscimento di un bonus in volumetria - circa il 35% in più della cubatura complessiva - per quanti lasceranno le proprie case realizzate in aree a rischio idrogeologico e sismico e andranno a costruire in aree sicure. La seconda: la delocalizzazione di fabbriche inquinanti che si trovano nell'ambito della cinta urbana. Queste strutture potranno essere convertite in abitazioni, in modo da sostenere un percorso di riqualificazione urbana. La terza: l'avvio di un processo di semplificazione delle procedure. Intanto, il 30 giugno il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza gli ordini del giorno finalizzati a sospendere le demolizioni di fabbricati abusivi destinati ad abitazioni di prima necessità disposte dall'autorità giudiziaria in Campania, con la richiesta al Governo nazionale di riproporre l'emendamento per estendere il condono del marzo 2003 anche in zone sottoposte a vincolo paesaggistico. Infine, il 22 luglio la Giunta regionale ha approvato le linee guida in materia di edilizia residenziale sociale. Adesso spetta al Consiglio l'ultima parola.

Tutela dell'ambiente. "Le modifiche potranno essere buone o cattive nella misura in cui sarà prevista la creazione di una 'task force' per la corretta applicazione della legge perché non si può lasciare alla libera interpretazione del singolo l'applicazione della legge. È inutile immaginare vincoli se poi non si effettuano i controlli per verificare il loro rispetto". A parlare è Eleonora Cavallaro, presidente delle Acli Campania, che si dice "d'accordo con la semplificazione delle procedure nella misura in cui un eccesso di burocrazia rischia solo di alimentare sistemi di clientelismi e tangenti". Comunque, è indispensabile anche un altro elemento: "L'educazione dei cittadini alla tutela dell'ambiente, a partire dalle scuole perché sin da piccoli bisogna imparare il rispetto dell'ambiente e dell'altro. Il Piano casa deve tener conto di una Regione dove esistono delle bellezze naturali da preservare e dei rischi idrogeologici da considerare. Non si possono condonare abitazioni costruite in dispregio di tali aspetti. Non si tratta, in questi casi, solo di abbattere costruzioni abusive, ma di proteggere un territorio". In questo senso "va bene la modifica che riguarda l'incentivo alla delocalizzazione delle case da zone rischiose, anche se bisogna controllare che effettivamente una volta ricevuti gli incentivi le persone si trasferiscano". Rispetto agli ordini del giorno approvati a fine giugno, secondo Cavallaro, "non è ipotizzabile il condono, anche nell'ipotesi di prima casa, se in zone a rischio idrogeologico, perché la costruzione abusiva sicuramente aggraverà la situazione fino ad arrivare a disastri annunciati".

"Housing sociale". Per la presidente regionale delle Acli, comunque, resta in Campania "una grande esigenza abitativa, non solo dei locali ma anche degli extracomunitari, che si fermano qui". Di qui "l'importanza di realizzare l'housing sociale, con abitazioni decorose e facilmente accessibili direttamente agli extracomunitari, per evitare speculazioni". "Indubbiamente - aggiunge - come sostiene la Giunta regionale rimettere in moto l'edilizia significa rimettere in moto l'economia della Campania, ma bisogna vigilare sulla sicurezza nei cantieri di lavoro e sul non sfruttamento degli extracomunitari, che sono largamente impiegati nell'edilizia, ma in condizioni di precarietà".

Attenzione all'abusivismo. Don Aniello Tortora, incaricato regionale per la pastorale sociale e il lavoro della Conferenza episcopale campana, teme che nel Piano casa "ci possa essere un invito all'abusivismo, che potrebbe favorire, come sempre, gli speculatori e quelli che hanno necessità di investire, rispetto alla maggior parte delle persone che a stento riescono a costruirsi la prima casa, genere di prima necessità". Nelle modifiche del Piano casa, evidenzia il sacerdote, "la novità principale consiste nella delocalizzazione di immobili da aree a rischio idrogeologico molto elevato e nella concessione di ricostruire in aree più sicure. Quello che potrebbe sembrare, a prima vista, una cosa buona, potrebbe rivelarsi, usata male, terreno di coltura per l'illegalità e l'abusivismo". Anche Mario Di Costanzo, direttore dell'Ufficio laicato della diocesi di Napoli, mette in guardia sui rischi dell'abusivismo. Le lentezze con cui si è proceduto a varare il Piano casa "hanno alimentato un clima di provvisorietà nel quale, nell'immaginario collettivo, tutto è apparso in qualche modo consentito". "Il fenomeno degli abusi - ricorda Di Costanzo - viene giustificato con lo stato di bisogno: si ricorre alla costruzione abusiva perché questo sembra essere l'unico modo per rispondere a un bisogno che, diversamente, rimarrebbe insoddisfatto. In realtà, chi ha studiato il fenomeno sa bene che ciò a volte è vero ma molto spesso non lo è affatto".

a cura di Gigliola Alfaro

(28 luglio 2010)




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