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CAMPANIA
Pericolosa confusione 
Forum delle famiglie: no alle "unioni familiari"
Una lettera aperta per chiedere che "sia abolito il riconoscimento delle unioni familiari dal documento normativo che delinea le linee guida sulle quali saranno formulate le future leggi regionali". L'ha inviata, nei giorni scorsi, il presidente del Forum delle associazioni familiari della Campania, Michele Tarallo, a nome dell'associazione, ai presidenti della Giunta e del Consiglio regionale della Campania e a tutti i consiglieri della Giunta regionale. Nei prossimi giorni, il 10 o il 12 febbraio, il Consiglio regionale discuterà l'approvazione definitiva del nuovo Statuto, nella cui bozza, approvata in prima lettura, è presente il riferimento alle unioni familiari.
Per il bene comune. "A prescindere da qualsiasi credo religioso, ma sollecitati dal desiderio di dare il nostro contributo al bene comune - scrive Tarallo - sentiamo il dovere di richiamare l'attenzione di voi tutti affinché, senza alcuna discriminazione verso chi sceglie di vivere un diverso tipo di convivenza, abbiate un'attenzione in più per la famiglia nella sua composizione naturale". Ciò perché "siamo convinti del valore rappresentato dalla famiglia per la crescita della persona e dell'intera società. Ogni persona, prima di altre esperienze, è figlio, e ogni figlio proviene da una coppia formata da un uomo e da una donna. Poter avere la sicurezza dell'affetto dei genitori, essere da loro introdotti nel mondo complesso della società è un patrimonio incalcolabile di sicurezza e di fiducia nella vita. E questo patrimonio è garantito dalla famiglia fondata sul matrimonio, proprio per l'impegno che essa porta con sé: impegno di fedeltà stabile tra i coniugi e impegno di amore e di educazione dei figli".
Risorsa insostituibile. La famiglia, osserva Tarallo, "è innanzitutto il luogo in cui due esseri simili e differenti in pari tempo sono chiamati a prendersi cura della loro reciproca differenza. Per sempre. Perché ciascuno è chiamato a raggiungere, con l'aiuto dell'altro e attraverso l'altro, la propria identità maschile o femminile". La questione del giusto rapporto tra l'uomo e la donna "affonda le sue radici dentro l'essenza più profonda dell'essere umano e può trovare la sua risposta soltanto a partire da qui". Proprio per questo, "l'unione di vita e di amore, basata sul matrimonio tra un uomo e una donna, che costituisce la famiglia, rappresenta un insostituibile bene per l'intera società, da non confondere né equiparare ad altri tipi di unione. Per la società civile la famiglia è una risorsa insostituibile nella sua originalità, tutelata dalla stessa Costituzione italiana", innanzitutto per "il bene della procreazione dei figli". Quindi, "è interesse della società e dello Stato che la famiglia sia solida e cresca nel modo più equilibrato possibile".
No a circoli viziosi. Il Forum ritiene che "la legalizzazione delle unioni familiari sia pericolosa sul piano sociale ed educativo. Quale che sia l'intenzione di chi propone questa scelta, l'effetto sarebbe inevitabilmente deleterio per la famiglia. Si toglierebbe al patto matrimoniale la sua unicità, che sola giustifica i diritti che sono propri dei coniugi e che appartengono soltanto a loro. Del resto, la storia insegna che ogni legge crea mentalità e costume". Queste riflessioni, evidenzia Tarallo, "non pregiudicano il riconoscimento della dignità di ogni persona. Vogliamo però ricordare che il diritto non esiste allo scopo di dare forma giuridica a qualsiasi tipo di convivenza o di fornire riconoscimenti ideologici: ha invece il fine di garantire risposte pubbliche a esigenze sociali che vanno al di là della dimensione privata dell'esistenza". "Sono fortissime - prosegue - le spinte culturali che tendono a svuotare nella sostanza il significato di famiglia fino a parificarla ad altre situazioni di rapporti personali che nulla hanno a che vedere con il suo ruolo essenziale; che tendono a polarizzare l'attenzione dei media e della politica su situazioni e concetti che non rappresentano il sentire comune, concentrandosi esclusivamente sulle eccezioni e trascurando la normalità. Il risultato è un circolo vizioso che va erodendo e compromettendo la verità e la dignità della persona umana e quindi anche il bene della società. Dobbiamo essere attenti e cercare di interpretare i segni dei tempi".
Utile confronto. "Siamo consapevoli - chiarisce Tarallo - che ci sono situazioni concrete nelle quali possono essere utili garanzie e tutele giuridiche per la persona che convive. Siamo però convinti che quest'obiettivo sia perseguibile nell'ambito dei diritti individuali, senza ipotizzare una nuova figura giuridica che sarebbe alternativa al matrimonio e alla famiglia e produrrebbe più guasti di quelli che vorrebbe sanare". "Siamo pronti a volerci confrontare con voi per trovare e per tutelare i diritti di chi intraprende la strada della convivenza, ma assolutamente senza indebolire la famiglia", continua il presidente del Forum. Un impegno fattivo, infine, "lo chiediamo a tutti i cattolici che operano in ambito politico, legislativo e amministrativo". Hanno sottoscritto la lettera del Forum diverse associazioni, tra cui: Famiglie numerose, Ordine francescano secolare, Age, Agesc, Progetto Famiglia, Movimento cristiano lavoratori, Azione Cattolica, Movimento per la vita.
a cura di Gigliola Alfaro
(06 febbraio 2009)
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