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FAMILY 2012
Miracolo di famiglia   versione testuale
La storia di Pietro Schilirò e della beatificazione dei coniugi Martin

Pietro è un bambino che frequenta la quarta elementare, deve fare la prima comunione, gioca e "vive semplicemente", come dice al Sir la sua mamma Adele Schilirò, anche se è abituato a "pregare il Signore per ciò che desidera, che può essere la neve ma anche il sostegno per i compagni di classe o per le persone che ci vengono segnalate". Quando è nato aveva dei gravissimi problemi ai polmoni, e i medici avevano dato ai genitori, Adele e Valter, pochissime speranze: eppure i due, dopo un iniziale smarrimento, hanno chiesto, "senza pretese", il miracolo al Signore con l'intercessione dei coniugi Luigi e Zelia Martin, genitori di santa Teresa di Gesù Bambino, che a loro volta avevano perso quattro dei nove figli avuti. Il miracolo di Pietro, che secondo la scienza doveva morire e, invece, "tra lo stupore di medici, infermieri e anche il nostro", dice la mamma, ha iniziato a respirare da solo, ha permesso la beatificazione dei coniugi Martin, avvenuta nell'ottobre 2008.

Una santità alla nostra portata. Pietro è l'ultimo arrivato, e a detta della sua mamma, il più "coccolato" di una famiglia composta dai genitori e altri quattro figli: Marta, 24 anni, che studia medicina, Elisa, 22 anni, futuro architetto, Giulio, 20 anni, al 1° anno di lettere, Lorenzo, 14 anni (liceo artistico). E i Martin? Quello che ha stupito Adele Schilirò è stato scoprire che "questi coniugi ci somigliavano. La santità è alla nostra portata, loro come noi vivevano l'ordinarietà della vita, avevano le stesse preoccupazioni per il lavoro, lui era orologiaio e lei merlettaia, per gli amici, per i vicini di casa... Confrontarci con loro ci ha fatto scoprire che il matrimonio è veramente una strada per la santità, per noi è stato un punto di apertura straordinario per la nostra vocazione matrimoniale".

Nella notte. Pietro è nato il 25 maggio 2002 e le sue condizioni di salute non erano assolutamente buone: a una settimana dalla nascita è stato battezzato d'urgenza, perché i medici lo credevano in pericolo di vita e poco dopo ha dovuto affrontare una biopsia ai polmoni. "Padre Antonio Sangali – racconta Adele – il carmelitano che ci seguiva come padre spirituale e a cui avevamo chiesto di celebrare il Battesimo (e che è poi diventato vice-postulatore della causa di beatificazione dei Martin, ndr) ci ha affidato l'immagine dei coniugi Martin che aveva trovato per caso cercando il libro del rito del Battesimo. Due sere dopo la biopsia abbiamo avuto la risposta: Pietro poteva vivere qualche ora o qualche giorno. Siamo tornati a casa e abbiamo detto il rosario, con gli amici poi abbiamo parlato del funerale". Ma nel corso di quella notte di silenzio succede qualcosa: "Abbiamo cambiato il nostro sguardo. Prima eravamo rassegnati, poi ci siamo detti che stavamo facendo un errore, che stavamo accettando che la scienza potesse dire l'ultima parola. Ma se siamo figli di un padre buono, Signore della vita, con la libertà dei figli potevamo domandare la grazia, fidandoci di ciò che il Signore voleva fare". Nella loro richiesta gli Schilirò non sono soli: cominciano a distribuire l'immagine dei Martin a tutti, parenti, amici, parrocchiani, aderenti al movimento di Comunione e liberazione, di cui fanno parte, persino i vicini di casa non credenti.

Il "piccolo bambino". I giorni passano tra le preghiere e l'attesa, ma non c'è nessun segnale positivo tanto che i due genitori si ritrovano a chiedere a Dio di aiutarli a vedere, almeno "un pochino", quel "destino buono" che "c'è per tutti e che noi non intravedevamo per Pietro". Lì c'è stato il primo miracolo, o forse la prima risposta, perché la sorella di Adele ha preso un libro con le lettere dal Carmelo di Santa Teresa che si è aperto sulla pagina della vocazione del "piccolo bambino" che contribuisce a "salvare le anime" (lettera 194). Da queste righe i coniugi hanno capito che la sofferenza di Pietro non era inutile, che poteva avere un senso, anche se rimaneva il dolore. Il bambino stava talmente male che i genitori non potevano nemmeno toccarlo e gli stavano vicino con le preghiere e il canto. Verso la fine di giugno Pietro ha una crisi gravissima, ma quando, il 29 mattina, arrivano in ospedale gli Schilirò lo trovano sì stravolto ma migliorato: durante la notte, incredibilmente aveva dato segni di poter respirare. E poi, tre giorni dopo è stato estubato; il primario dell'ospedale dove era ricoverato Pietro, non credente, ha testimoniato onestamente al processo per la beatificazione di "non poter negare la straordinarietà dei fatti accaduti".

Per Pietro è tutto chiaro. Ma cosa ha capito Pietro di ciò che gli è successo? Il giorno della beatificazione dei Martin, Adele lo ha chiesto al bambino, che allora aveva 6 anni e la risposta è stata: "Quando sono nato ero malato, voi avete chiesto aiuto ai genitori di Santa Teresa. Loro sono andati da Gesù e gli hanno chiesto 'Guarisci Pietro?'. E io sono guarito". Chiaro, no? Il rischio, negli anni seguenti era che il piccolo fosse preso come una sorta di fenomeno, "un po' di gente aveva frainteso", ricorda la mamma. Poi verso i 3 anni "abbiamo scoperto che era diventato sordo: è stato un fatto importante perché ha aiutato noi e quelli che stavano intorno a noi a metterlo al posto giusto. È un bambino come gli altri che deve essere accompagnato nella crescita e nella fede. Ha un bel rapporto con la sua classe e per gli altri è un'occasione per accogliere chi ha bisogno".

(10 maggio 2012)





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